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Liberato Marcello Rizzo, l'italiano rapito in Nigeria

La notizia è stata confermata dalla Farnesina. "E' in buone condizioni"
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E' stato liberato Marcello Rizzo, l'italiano di 55 anni rapito la scorsa settimana in Nigeria. La notizia è stata confermata dalla Farnesina. Secondo fonti locali "è in buone condizioni di salute". Rizzo, residente a Randazzo in provincia di Catania, lavora come project manager per la Gitto Costruzioni, impresa di costruzioni impegnata nella costruzione di un ponte sul Niger tra le città di Onistsha e Asaba.

"Mio padre è libero e sta bene - ha detto all'Ansa il figlio Salvatore Rizzo - . Vogliamo ringraziare il ministro Emma Bonino, la Farnesina e l'unità di crisi perché in questi giorni così difficili sono stati parte integrante della nostra famiglia, notte e giorno. Non sono stati soltanto dei grandi professionisti, ma ci hanno messo anche il cuore. Sono stati la nostra ancora di salvezza - aggiunge Rizzo - e noi eravamo sicuri che grazie a loro tutto si sarebbe risolto nel migliore dei modi, come è accaduto. La …
E' stato liberato Marcello Rizzo, l'italiano di 55 anni rapito la scorsa settimana in Nigeria. La notizia è stata confermata dalla Farnesina. Secondo fonti locali "è in buone condizioni di salute". Rizzo, residente a Randazzo in provincia di Catania, lavora come project manager per la Gitto Costruzioni, impresa di costruzioni impegnata nella costruzione di un ponte sul Niger tra le città di Onistsha e Asaba.

"Mio padre è libero e sta bene - ha detto all'Ansa il figlio Salvatore Rizzo - . Vogliamo ringraziare il ministro Emma Bonino, la Farnesina e l'unità di crisi perché in questi giorni così difficili sono stati parte integrante della nostra famiglia, notte e giorno. Non sono stati soltanto dei grandi professionisti, ma ci hanno messo anche il cuore. Sono stati la nostra ancora di salvezza - aggiunge Rizzo - e noi eravamo sicuri che grazie a loro tutto si sarebbe risolto nel migliore dei modi, come è accaduto. La mia famiglia vuole ringraziare anche tutta la nostra comunità, dal sindaco ai carabinieri e tutti nostri concittadini. Adesso siamo felici ma provati e chiediamo ai giornalisti di lasciarci riprendere...".

Ieri si era temuto il peggio dopo che, secondo quanto hanno riferito fonti locali, la squadra anti-sequestro di negoziazione dei servizi segreti nigeriani aveva ucciso tre sospetti autori del sequestro senza ottenere informazioni utili per arrivare alla liberazione di Rizzo. L'intervento degli uomini dell'Aise e dei funzionari dell'ambasciata italiana è stato determinante per il buon esito delle operazioni. Alla sua liberazione hanno lavorato e hanno svolto un ruolo determinante i servizi segreti militari italiani e diplomatici dell'ambasciata italiana di Abuja, nonché i negoziatori di una società di sicurezza privata che hanno affiancato i militari e i servizi segreti nigeriani (Sss).

"Grandioso, è una notizia bellissima, non lo sapevamo: adesso lo comunico agli altri", ha detto il sindaco di Randazzo, Michele Mangione, dopo la notizia della liberazione. E con un  grande applauso liberatorio il consilgio comunale di Randazzo ha salutato la notizia: "Adesso aspettiamo il suo rientro - annuncia il primo cittadino - per fare una grande festa, sarà un Natale bellissimo". Il sindaco ha parlato con uno dei figli di Rizzo, Adriano, che ha "urlato a squarciagola la sua felicità" confermando la notizia dell'avvenuta liberazione del padre.

Rizzo era stato stato rapito il 6 dicembre al termine della giornata di lavoro, dopo aver lasciato il sito dove si trova la cava. I banditi avevano bloccato la sua auto dopo aver messo dei tronchi di traverso sulla strada. La prima ipotesi circolata era stata quella che ad agire fosse stato il Mend, un gruppo di guerriglieri attivo nella regione del Delta del Niger. Le indagini avevano poi preso un'altra direzione, puntando a un fatto di criminalità comune e al sequestro a scopo di estorsione. Il commando dei rapitori era formato in totale da 8 membri, armati di kalashnikov e machete.