Newtown un anno dopo. Obama: "Armi, il cambiamento dovrà arrivare dal popolo"
Persa al Congresso la battaglia per un maggior controllo sulla vendita di pistole e fucili, il presidente Usa si rivolge agli americani nel suo settimanale discorso radiofonico: "Una nazione non può fermare tutta la violenza, ma deve provarci". Ma a un anno dalla strage della Sandy Hook, anche l'opinione pubblica si è raffreddata
WASHINGTON - Il presidente americano Barack Obama dedica il settimanale discorso radiofonico al primo anniversario della strage nella scuola di Newtown, dove trovarono la morte una ventina di bambini e sei membri del personale. Obama ammonisce la nazione sul fatto che si dovrebbe fare di più per tenere lontane dalle armi le persone pericolose e per aiutare quanti soffrono di squilibri mentali. Alla luce degli ostacoli incontrati dal suo progetto di rendere meno facile e più controllato l'acquisto di pistole e fucili, il presidente lancia il suo avvertimento alla Nazione: il vero cambiamento dovrà arrivare non da Washington, ma dal popolo americano.
A un anno esatto dal massacro alla Sandy Hook Elementary School, ricorrenza macchiata dal sangue di un'altra sparatoria, ieri, in un liceo di Centennial, in Colorado, Obama non cita mai espressamente la sua proposta di modifica alla legge federale sulle armi, che avrebbe voluto rafforzare i controlli sugli acquirenti…
A un anno esatto dal massacro alla Sandy Hook Elementary School, ricorrenza macchiata dal sangue di un'altra sparatoria, ieri, in un liceo di Centennial, in Colorado, Obama non cita mai espressamente la sua proposta di modifica alla legge federale sulle armi, che avrebbe voluto rafforzare i controlli sugli acquirenti…
WASHINGTON - Il presidente americano Barack Obama dedica il settimanale discorso radiofonico al primo anniversario della strage nella scuola di Newtown, dove trovarono la morte una ventina di bambini e sei membri del personale. Obama ammonisce la nazione sul fatto che si dovrebbe fare di più per tenere lontane dalle armi le persone pericolose e per aiutare quanti soffrono di squilibri mentali. Alla luce degli ostacoli incontrati dal suo progetto di rendere meno facile e più controllato l'acquisto di pistole e fucili, il presidente lancia il suo avvertimento alla Nazione: il vero cambiamento dovrà arrivare non da Washington, ma dal popolo americano.
A un anno esatto dal massacro alla Sandy Hook Elementary School, ricorrenza macchiata dal sangue di un'altra sparatoria, ieri, in un liceo di Centennial, in Colorado, Obama non cita mai espressamente la sua proposta di modifica alla legge federale sulle armi, che avrebbe voluto rafforzare i controlli sugli acquirenti e i venditori di armi da fuoco, naufragata in Congresso per la ferma opposizione del Senato. Preferisce affermare che non è semplicemente possibile considerare chiusa la pratica.
"Una nazione - dice il presidente - non può fermare tutta la violenza, non può guarire ogni mente malata, ma se vogliamo vivere in un Paese dove si può andare al lavoro, mandare i figli a scuola e camminare per le strade senza paura, dobbiamo continuare a provarci". Obama lancia dunque la palla nel campo della gente comune. "Non possiamo perdere di vista il fatto che un cambiamento reale non arriverà da Washington ma arriverà, come sempre è avvenuto, da voi, dal popolo americano".
In mattinata, il presidente e la first lady Michelle osserveranno un momento di raccoglimento ed accenderanno delle candele alla Casa Bianca in memoria delle 27 vittime della strage di Newtown. Un eccidio assurdo, come tanti altri nella storia recente degli Usa, che, sottolinea ancora Obama nel suo discorso,"non può essere considerato qualcosa di inevitabile".
Alla vigilia dell'anniversario, poco prima che si consumasse l'ennesima sparatoria nel liceo di Centennial, feriti due studenti con l'aggressore poi morto suicida, il New York Times ha pubblicato gli ultimi dati, molto esplicativi, sul braccio di ferro in corso tra i legislatori americani in tema di armi: di 109 leggi approvate dai parlamenti statali americani nell'ultimo anno, solo 39 prevedono qualche forma di restrizione sulle armi, mentre 70 sono addirittura più permissive.
Obama si affida al popolo americano, ma anche dall'opinione pubblica non giungono segnali incoraggianti. Se sull'onda emotiva della strage di Newtown i cittadini sembravano aver maturato la convinzione che fossero ormai maturi i tempi per una revisione della legge sulle armi, l'anno trascorso da allora pare abbia raffreddato anche quello slancio.
Secondo un sondaggio Gallup, se nel dicembre 2012 il sostegno a una legge più restrittiva aveva raggiunto il 58%, il suo livello massimo, a ottobre 2013, 10 mesi dopo la strage, il consenso era già sceso al 49%. E questo, sottolinea il New York Times, nonostante il tempo trascorso sia stato scandito da altre pagine di cronaca insanguinate. Prima del rilevamento Gallup di ottobre, era lo scorso settembre, alla Navy Yard di Washington erano appena state uccise dodici persone.
A un anno esatto dal massacro alla Sandy Hook Elementary School, ricorrenza macchiata dal sangue di un'altra sparatoria, ieri, in un liceo di Centennial, in Colorado, Obama non cita mai espressamente la sua proposta di modifica alla legge federale sulle armi, che avrebbe voluto rafforzare i controlli sugli acquirenti e i venditori di armi da fuoco, naufragata in Congresso per la ferma opposizione del Senato. Preferisce affermare che non è semplicemente possibile considerare chiusa la pratica.
"Una nazione - dice il presidente - non può fermare tutta la violenza, non può guarire ogni mente malata, ma se vogliamo vivere in un Paese dove si può andare al lavoro, mandare i figli a scuola e camminare per le strade senza paura, dobbiamo continuare a provarci". Obama lancia dunque la palla nel campo della gente comune. "Non possiamo perdere di vista il fatto che un cambiamento reale non arriverà da Washington ma arriverà, come sempre è avvenuto, da voi, dal popolo americano".
In mattinata, il presidente e la first lady Michelle osserveranno un momento di raccoglimento ed accenderanno delle candele alla Casa Bianca in memoria delle 27 vittime della strage di Newtown. Un eccidio assurdo, come tanti altri nella storia recente degli Usa, che, sottolinea ancora Obama nel suo discorso,"non può essere considerato qualcosa di inevitabile".
Alla vigilia dell'anniversario, poco prima che si consumasse l'ennesima sparatoria nel liceo di Centennial, feriti due studenti con l'aggressore poi morto suicida, il New York Times ha pubblicato gli ultimi dati, molto esplicativi, sul braccio di ferro in corso tra i legislatori americani in tema di armi: di 109 leggi approvate dai parlamenti statali americani nell'ultimo anno, solo 39 prevedono qualche forma di restrizione sulle armi, mentre 70 sono addirittura più permissive.
Obama si affida al popolo americano, ma anche dall'opinione pubblica non giungono segnali incoraggianti. Se sull'onda emotiva della strage di Newtown i cittadini sembravano aver maturato la convinzione che fossero ormai maturi i tempi per una revisione della legge sulle armi, l'anno trascorso da allora pare abbia raffreddato anche quello slancio.
Secondo un sondaggio Gallup, se nel dicembre 2012 il sostegno a una legge più restrittiva aveva raggiunto il 58%, il suo livello massimo, a ottobre 2013, 10 mesi dopo la strage, il consenso era già sceso al 49%. E questo, sottolinea il New York Times, nonostante il tempo trascorso sia stato scandito da altre pagine di cronaca insanguinate. Prima del rilevamento Gallup di ottobre, era lo scorso settembre, alla Navy Yard di Washington erano appena state uccise dodici persone.