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Siria, raid fa strage di ribelli ad Aleppo. Più di 120 morti, 28 sono bambini

Attacco delle forze di Assad contro la città siriana, bombardati dieci quartieri gettando barili pieni di esplosivo dagli elicotteri. Appello record dell'Onu per affrontare la crisi umanitaria: "Ci servono 6,5 miliardi di dollari"

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ROMA - Le incursioni delle Forze aeree governative di ieri contro i ribelli nel distretto di Aleppo, nel nord della Siria hanno provocato la morte di 125 persone, di cui almeno 28 bambini. Lo ha annunciato la tv Al-Jazeera, che ha ripreso la denuncia dell'Osservatorio siriano dei diritti dell'uomo (OSDH), l'organizzazione umanitaria vicina all'opposizione siriana al regime di Bashar al-Assad.

Ieri l'ong aveva dato la notizia del bombardamento, riferendo che le forze di Damasco avevano bombardato zone civili in mano ai ribelli gettando barili pieni di esplosivo dagli elicotteri. Più di dieci i quartieri colpiti, soprattutto nella zona orientale della città siriana. Volontari della protezione civile hanno invece spiegato alla tv satellitare di aver tentato tutta la notte di prestare soccorso. L'Aleppo Media Centre, una rete di attivisti attivi sul campo, ha definito "senza precedenti" il raid sulla città.

In risposta all'attacco, diverse fazioni ribelli hanno avvertito che tutte le installazioni militari e di sicurezza del circondario sono divenute automaticamente obiettivi legittimi, e hanno dato 24 ore di tempo agli abitanti delle zone interessate affinchè si allontanino dai potenziali bersagli.

Crisi umanitaria. Le Nazioni Unite hanno lanciato un appello record per 6,5 miliardi di dollari, pari a 4,7 miliardi di euro, per affrontare la crisi umanitaria siriana il prossimo anno. Secondo le stime del Palazzo di Vetro, 16 milioni di persone, circa tre quarti della popolazione, avranno bisogno di aiuto nel 2014. Un allarme ripreso anche dall'Alto commissariato Onu per i rifugiati: il prossimo anno i rifugiati saranno più di 4 milioni, rispetto ai 2,4 milioni di adesso. Di questi, circa 660mila ospitati in campi profughi e quindi considerati più a rischio.

I fondi richiesti per l'emergenza siriana ammontano a quasi la metà del piano da 12,9 miliardi di dollari per aiutare 52 milioni di persone in 17 nazioni, lanciato dal coordinatore Onu per gli Affari umanitari e le Emergenze, Valerie Amos: "E' la somma più grande che abbiamo mai dovuto chiedere all'inizio dell'anno", ha riconosciuto la responsabile Onu, parlando dell'appello mondiale che servirà anche per gli aiuti a Sudan e Sud Sudan, Yemen, Repubblica Democratica del Congo, Afghanistan e Filippine.

L'obiettivo è fornire cibo, acqua potabile, rifugi, istruzione, servizi medici e vaccini anti-polio. In particolare il Programma alimentare mondiale dell'Onu (Wfp) punta a nutrire 4,25 milioni di persone in Siria, rispetto alle sole 3,4 raggiunte a novembre.