WASHINGTON - La Nsa non dovrà più avere database né un archivio delle chiamate telefoniche intercettate. E' una delle raccomandazioni avanzate dal gruppo incaricato dalla Casa Bianca di riformare l'attività di intelligence della National Security Agency, alla luce dello scandalo del Datagate. Il rapporto ha analizzato alcune delle pratiche più controverse del 35.000 dipendenti dell'Agenzia ed è stato anticipato dal Washington Post.
Il governo americano ha annunciato che pubblicherà il rapporto; un testo contenente il progetto di riforma dei controversi programmi di spionaggio della Nsa. A renderlo noto il portavoce di Barack Obama, Jay Carney, precisando che il rapporto contiene 46 raccomandazioni che sono state presentate al presidente la scorsa settimana dal pool di esperti da lui incaricati di condurre una revisione sull'attività della Nsa all'indomani delle rivelazioni di Edward Snowden, che hanno portato allo scoppio dello scandalo Datagate. Tuttavia, la Casa Bianca non ha ufficialmente anticipato nessuna parte del contenuto del rapporto, sostenendo che il Presidente e il suo team ci stanno ancora lavorando e decideranno più avanti se implementare o cambiare alcune parti.
Secondo le prime rivelazioni, però, nel rapporto sarà previsto il divieto per l'Agenzia per la Sicurezza di chiedere alle aziende di costruire "porte d'accesso" nei loro software in modo che il governo possa ottenere l'accesso a comunicazioni criptate. Ci sarà, poi, la messa al bando di ogni altra operazione che vada contro gli standard internazionali o quella di usare strumenti grazie ai quali si possono penetrare i sistemi informatici, o danneggiarli o distruggerli, senza aver avuto autorizzazioni al riguardo.
Il gruppo di esperti avrebbe anche suggerito lo spostamento delle informazioni da tutelare dalla Direzione della NSA, che ad oggi si occupa di proteggere i sistemi informatici governativi, a un organismo separato. Un'altra idea, inoltre, sarebbe quella di distinguere tra una missione chiaramente 'difensiva' dell'Nsa ed una di carattere offensivo che continuerebbe a lavorare per ottenere l'accesso alle reti all'estero a scopi di spionaggio e che potrà essere utilizzata per attivare un attacco sul sistema informatico di un avversario. Tra l'altro, si sta anche valutando se affidare la guida dell'intelligence non più a un militare ma a un civile.
Ovviamente, in linea di massima, non si tratta di pareri vincolanti. Teoricamente, la Casa Bianca è libera di accogliere o respingere le proposte avanzate da questo gruppo di lavoro. Tuttavia è chiaro che si tratta di decisioni molto delicate visto che, al di là del clima di discredito internazionale, l'amministrazione Obama deve tenere conto anche della recente decisione del giudice federale che ha messo in dubbio la costituzionalità dell'operato della Nsa, in materia proprio di raccolta di intercettazioni telefoniche.
Il rapporto è stato consegnato a Obama venerdì scorso e il Presidente - come ha sottolineato Carney - parlerà alla nazione dei possibili cambiamento solo all'inizio del prossimo anno.
Il governo americano ha annunciato che pubblicherà il rapporto; un testo contenente il progetto di riforma dei controversi programmi di spionaggio della Nsa. A renderlo noto il portavoce di Barack Obama, Jay Carney, precisando che il rapporto contiene 46 raccomandazioni che sono state presentate al presidente la scorsa settimana dal pool di esperti da lui incaricati di condurre una revisione sull'attività della Nsa all'indomani delle rivelazioni di Edward Snowden, che hanno portato allo scoppio dello scandalo Datagate. Tuttavia, la Casa Bianca non ha ufficialmente anticipato nessuna parte del contenuto del rapporto, sostenendo che il Presidente e il suo team ci stanno ancora lavorando e decideranno più avanti se implementare o cambiare alcune parti.
Secondo le prime rivelazioni, però, nel rapporto sarà previsto il divieto per l'Agenzia per la Sicurezza di chiedere alle aziende di costruire "porte d'accesso" nei loro software in modo che il governo possa ottenere l'accesso a comunicazioni criptate. Ci sarà, poi, la messa al bando di ogni altra operazione che vada contro gli standard internazionali o quella di usare strumenti grazie ai quali si possono penetrare i sistemi informatici, o danneggiarli o distruggerli, senza aver avuto autorizzazioni al riguardo.
Il gruppo di esperti avrebbe anche suggerito lo spostamento delle informazioni da tutelare dalla Direzione della NSA, che ad oggi si occupa di proteggere i sistemi informatici governativi, a un organismo separato. Un'altra idea, inoltre, sarebbe quella di distinguere tra una missione chiaramente 'difensiva' dell'Nsa ed una di carattere offensivo che continuerebbe a lavorare per ottenere l'accesso alle reti all'estero a scopi di spionaggio e che potrà essere utilizzata per attivare un attacco sul sistema informatico di un avversario. Tra l'altro, si sta anche valutando se affidare la guida dell'intelligence non più a un militare ma a un civile.
Ovviamente, in linea di massima, non si tratta di pareri vincolanti. Teoricamente, la Casa Bianca è libera di accogliere o respingere le proposte avanzate da questo gruppo di lavoro. Tuttavia è chiaro che si tratta di decisioni molto delicate visto che, al di là del clima di discredito internazionale, l'amministrazione Obama deve tenere conto anche della recente decisione del giudice federale che ha messo in dubbio la costituzionalità dell'operato della Nsa, in materia proprio di raccolta di intercettazioni telefoniche.
Il rapporto è stato consegnato a Obama venerdì scorso e il Presidente - come ha sottolineato Carney - parlerà alla nazione dei possibili cambiamento solo all'inizio del prossimo anno.