WASHINGTON - Ventisei senatori statunitensi, sia repubblicani che democratici, sfidano la Casa Bianca sull'Iran. Lo sforzo bipartisan è per l'approvazione di una legge che prevederebbe nuove sanzioni per l'Iran nel caso in cui Teheran violasse l'accordo con i 5+1 raggiunto il mese scorso o se lasciasse passare i sei mesi previsti senza approvare un accordo più ampio. Una proposta fortemente osteggiata da Barack Obama e che rischia di mettere a rischio l'accordo raggiunto, che prevede per sei mesi l'assenza di nuove sanzioni.
I senatori, 13 democratici e 13 repubblicani, nella loro proposta hanno anche ipotizzato un boicottaggio globale contro le esportazioni di petrolio iraniano e l'inserimento nella lista nera di una lunga serie di prodotti industriali di Teheran. L'obiettivo - dicono i promotori - è fornire al presidente Obama uno strumento di pressione in più nelle trattative con l'Iran.
Non si è fatta attendere la reazione durissima della Casa Bianca: "Queste norme rischiano di interrompere gli sforzi diplomatici per impedire che Teheran costruisca la bomba atomica. Nel caso in cui la diplomazia fallisse potremmo imporre sanzioni velocemente". E continua: "Non pensiamo sia il momento di approvare nuove sanzioni attraverso il congresso", per concludere: "E' molto importante evitare di prendere iniziative potenzialmente disturbatrici". Al fianco della Casa Bianca anche un gruppo di 10 senatori democratici, che hanno scritto una lettera per opporsi a questa proposta.
Obama non aveva certo atteso la presentazione della norma per opporsi: già nei giorni scorsi aveva parlato con i membri del congresso per far si che nuove sanzioni, anche se 'condizionate' al non raggiungimento dell'accordo, non venissero approvate. "L'aumento della pressione economica su Teheran potrebbe allontanare un accordo",
Un voto del Senato non dovrebbe arrivare prima di gennaio e in ogni caso non è chiaro se potrebbe ottenere una maggioranza. In ogni caso, Obama avrebbe il potere di veto ma l'Iran potrebbe irrigidirsi anche solo di fronte alla minaccia di nuove sanzioni.
I senatori, 13 democratici e 13 repubblicani, nella loro proposta hanno anche ipotizzato un boicottaggio globale contro le esportazioni di petrolio iraniano e l'inserimento nella lista nera di una lunga serie di prodotti industriali di Teheran. L'obiettivo - dicono i promotori - è fornire al presidente Obama uno strumento di pressione in più nelle trattative con l'Iran.
Non si è fatta attendere la reazione durissima della Casa Bianca: "Queste norme rischiano di interrompere gli sforzi diplomatici per impedire che Teheran costruisca la bomba atomica. Nel caso in cui la diplomazia fallisse potremmo imporre sanzioni velocemente". E continua: "Non pensiamo sia il momento di approvare nuove sanzioni attraverso il congresso", per concludere: "E' molto importante evitare di prendere iniziative potenzialmente disturbatrici". Al fianco della Casa Bianca anche un gruppo di 10 senatori democratici, che hanno scritto una lettera per opporsi a questa proposta.
Obama non aveva certo atteso la presentazione della norma per opporsi: già nei giorni scorsi aveva parlato con i membri del congresso per far si che nuove sanzioni, anche se 'condizionate' al non raggiungimento dell'accordo, non venissero approvate. "L'aumento della pressione economica su Teheran potrebbe allontanare un accordo",
Un voto del Senato non dovrebbe arrivare prima di gennaio e in ogni caso non è chiaro se potrebbe ottenere una maggioranza. In ogni caso, Obama avrebbe il potere di veto ma l'Iran potrebbe irrigidirsi anche solo di fronte alla minaccia di nuove sanzioni.