Esteri

Crisi in Sud Sudan, rientrati oggi 34 italiani; Obama: "Cessare le violenze"

La Farnesina ha mandato un team per riportare in Italia i connazionali rimasti bloccati in Sud Sudan dopo l'inizio della guerra civile. L'Onu convoca un meeting di emergenza del Consiglio di sicurezza e Obama avverte: "no a destabilizzazione di un Paese sull'orlo del precipizio"

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I 34 connazionali che si trovavano in Sud Sudan sono tornati oggi in Italia con un aereo da trasporto dell'aeronautica militare. Gli scontri etnici, cominciati domenica scorsa, hanno reso inevitabile l'evacuazione, avvenuta anche grazie ad un team inviato dall'unità di crisi del Ministero degli Esteri italiano.

Intanto i combattimenti fra truppe rivali si sono propagati allo Stato settentrionale di Unity, dove si trovano i principali giacimenti petroliferi del Paese. Lo hanno riferito testimoni oculari, secondo cui i combattimenti sono iniziati nella notte a Rubkona, un villaggio che dista appena 2 chilometri e mezzo dal capoluogo statale Bentiu, e si sono protratti almeno fino all'alba. La battaglia è stata confermata anche da Joe Contreras, portavoce dell'Unmiss, la Missione dell'Onu.

Gli scontri a sfondo etnico  hanno finora provocato tra i 400 e i 500 morti tra i sud sudanesi e 3 vittime tra i caschi blu dell'Onu. Il presidente americano Barack Obama ha chiesto alle etnie rivali di "cessare immediatamente tutte le violenze che mirano a destabilizzare il governo di un paese sull'orlo del precipizio". Per la Casa Bianca, lo scontro tra le tribù Dinka e Nuer, rischia di far "sprofondare" di nuovo il Sud Sudan nei giorni più neri del passato, quelli della guerra d'indipendenza da Khartoum. Gli Usa hanno anche inviato un piccolo contingente di 45 soldati per proteggere l'ambasciata americana a Juba: "I nostri soldati sono stati dispiegati allo scopo di garantire la protezione dei cittadini e degli interessi americani - ha continuato Obama - e resteranno I nostri soldati nel sud sudan finchè la situazione lo richiederà"

Anche le Nazioni Unite, dopo gli assalti alle basi Onu, si stanno mobilitando per risolvere la situazione: in programma per oggi un meeting di emergenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu sulla situazione in Sud Sudan. "Il futuro di questa giovane nazionale richiede che la leadership attuale faccia tutto il possibile per impedire che il Sud Sudan sprofondi nel caos - ha commentato il segretario generale delle Nazioni unite, Ban Ki-moon - non farlo sarebbe un tradimento degli ideali della sua lunga lotta per l'indipendenza"

Nel gennaio del 2011 i cittadini del Sudan del Sud decisero con un referendum di secedere dal resto del Sudan e dichiarare l'indipendenza della nazione, dopo due guerre civili contro il governo centrale di Khartoum, in cui morirono più di 2,5 milioni di persone.