IL PRESIDENTE degli Stati Uniti, Barack Obama vuole estirpare l'epidemia di violenze sessuali nell'esercito. E detta un termine perentorio: il primo dicembre 2014 vuole avere sulla sua scrivania i resoconti sugli sforzi attuati dalle forze armate per contrastare il fenomeno. Secondo le stime, solo nell'ultimo anno 26.000 militari avrebbero subito aggressioni a sfondo sessuale. Numeri importanti, che Obama vuole ridurre drasticamente.
Le parole forti di Obama arrivano subito dopo l'approvazione con una maggioranza schiacciante di un disegno di legge che mira a contrastare la violenza sessuale all'interno delle forze armate. "Questo voto rappresenta una vittoria per le vittime di aggressione sessuale, ma non è ancora abbastanza - ha detto Claire McCaskill, una delle senatrici che ha spinto per il cambiamento - nei prossimi mesi dovremo vigilare affinchè queste storiche riforme vengano effettivamente adottate".
Lo scandalo ha per una volta unito sia democratici che repubblicani, concordi nel dover riformare la giustizia militare. La legge appena approvata dovrebbe togliere ai comandanti militari la loro capacità di influenzare le decisioni della giuria e dare la possibilità alle vittime di chiedere una revisione civile se un comandante si rifiuta di perseguire un caso di violenza. Ogni condannato, inoltre, sarebbe rimosso dalla sua carica e congedato con disonore dalle forze armate. Prevista dal disegno di legge anche assistenza legale gratuita alle vittime ed eliminazione della prescrizione alla corte marziale per i casi di stupro. Il fine è quello di scoraggiare i tentativi di ritorsione contro i militari che denunciano i commilitoni o i superiori.
Ma non è tutto qui: il Senato sta infatti discutendo la proposta della democratica Kirsten Gillibrand che vorrebbe togliere all'esercito l'autorità di perseguire i reati sessuali, per dare il compito ad una commissione indipendente. E Obama ha già annunciato che "se non vedrò progressi si attueranno provvedimenti per eliminare i crimini sessuali tra le file dell'esercito". Il Pentagono è ovviamente contrario a perdere il controllo su questi reati.
"Come comandante in capo - ha detto Obama - sono stato chiaro che certi crimini non debbano avvenire all'interno del più grande esercito del mondo. Sebbene siano stati fatti passi avanti, fintanto che i nostri uomini e donne in uniforme saranno costretti ad affrontare la minaccia di violenza sessuale all'interna dell'esercito, abbiamo un obbligo urgente di fare di più per sostenere le vittime e consegnare i responsabili dei crimini alla giustizia".
Le parole forti di Obama arrivano subito dopo l'approvazione con una maggioranza schiacciante di un disegno di legge che mira a contrastare la violenza sessuale all'interno delle forze armate. "Questo voto rappresenta una vittoria per le vittime di aggressione sessuale, ma non è ancora abbastanza - ha detto Claire McCaskill, una delle senatrici che ha spinto per il cambiamento - nei prossimi mesi dovremo vigilare affinchè queste storiche riforme vengano effettivamente adottate".
Lo scandalo ha per una volta unito sia democratici che repubblicani, concordi nel dover riformare la giustizia militare. La legge appena approvata dovrebbe togliere ai comandanti militari la loro capacità di influenzare le decisioni della giuria e dare la possibilità alle vittime di chiedere una revisione civile se un comandante si rifiuta di perseguire un caso di violenza. Ogni condannato, inoltre, sarebbe rimosso dalla sua carica e congedato con disonore dalle forze armate. Prevista dal disegno di legge anche assistenza legale gratuita alle vittime ed eliminazione della prescrizione alla corte marziale per i casi di stupro. Il fine è quello di scoraggiare i tentativi di ritorsione contro i militari che denunciano i commilitoni o i superiori.
Ma non è tutto qui: il Senato sta infatti discutendo la proposta della democratica Kirsten Gillibrand che vorrebbe togliere all'esercito l'autorità di perseguire i reati sessuali, per dare il compito ad una commissione indipendente. E Obama ha già annunciato che "se non vedrò progressi si attueranno provvedimenti per eliminare i crimini sessuali tra le file dell'esercito". Il Pentagono è ovviamente contrario a perdere il controllo su questi reati.
"Come comandante in capo - ha detto Obama - sono stato chiaro che certi crimini non debbano avvenire all'interno del più grande esercito del mondo. Sebbene siano stati fatti passi avanti, fintanto che i nostri uomini e donne in uniforme saranno costretti ad affrontare la minaccia di violenza sessuale all'interna dell'esercito, abbiamo un obbligo urgente di fare di più per sostenere le vittime e consegnare i responsabili dei crimini alla giustizia".