ANKARA - Il ministro dell'Economia turco Zafer Caglayan, i cui figli risultano accusati nell'ambito della tangentopoli che sta scuotendo il Paese, ha annunciato oggi le sue dimissioni. "Lascio il mio posto da ministro dell'Economia perché possa essere fatta piena luce su questa ignobile operazione che coinvolge il nostro governo", ha dichiarato Caglayan.
Sulla scia del titolare dell'Economia, anche i ministri dell'Interno Muammer Güler e dell'Ambiente Erdogan Bayraktar hanno deciso di lasciare il governo. Anche i loro figli di quest'ultimo erano stati arrestati in seguito allo scandalo. "Presento le mie dimissioni dalla carica di ministro e parlamentare", ha detto Bayraktar all'emittente Ntv, invitando il premier Erdogan a seguirlo.
Fino adesso Erdogan ha sempre respinto però tutte le accuse, prendendosela semmai con la polizia e le potenze straniere. All'indomani dei 37 arresti del blitz anticorruzione scatattato a soli 3 mesi dalle amministrative di marzo, il premier si è subito vendicato decapitando il vertice della polizia di Istanbul con l'arresto di 5 capi dipartimento. Allo stesso tempo ha accusato gli Stati Uniti di manovrare contro Ankara. "Alcuni ambasciatori sono impeganati in azioni di provocazione" ha detto parlando alla tv. "Non siamo certo tenuti a ospitarli nel nostro Paese", ha aggiunto. Il riferimento implicito è parso rivolto agli Stati Uniti, la cui ambasciata ad Ankara ha peraltro smentito qualsiasi ruolo nello scoppio dello scandalo.
Sulla scia del titolare dell'Economia, anche i ministri dell'Interno Muammer Güler e dell'Ambiente Erdogan Bayraktar hanno deciso di lasciare il governo. Anche i loro figli di quest'ultimo erano stati arrestati in seguito allo scandalo. "Presento le mie dimissioni dalla carica di ministro e parlamentare", ha detto Bayraktar all'emittente Ntv, invitando il premier Erdogan a seguirlo.
Fino adesso Erdogan ha sempre respinto però tutte le accuse, prendendosela semmai con la polizia e le potenze straniere. All'indomani dei 37 arresti del blitz anticorruzione scatattato a soli 3 mesi dalle amministrative di marzo, il premier si è subito vendicato decapitando il vertice della polizia di Istanbul con l'arresto di 5 capi dipartimento. Allo stesso tempo ha accusato gli Stati Uniti di manovrare contro Ankara. "Alcuni ambasciatori sono impeganati in azioni di provocazione" ha detto parlando alla tv. "Non siamo certo tenuti a ospitarli nel nostro Paese", ha aggiunto. Il riferimento implicito è parso rivolto agli Stati Uniti, la cui ambasciata ad Ankara ha peraltro smentito qualsiasi ruolo nello scoppio dello scandalo.