Esteri

"Lo slalom tra lastroni di ghiaccio e iceberg"

Parla Giulio Esposito, ricercatore italiano che è a bordo della rompighiaccio australiana che ha raggiunto la nave russa bloccata dai ghiacci in Antartide. "E' stato un continuo stop and go"

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Giulio Esposito è a bordo della Aurora Australis, la rompighiacchio australiana che ha raggiunto la nave bloccata nel mare glaciale dell'Antartico. Lavora al Cnr, nell'Istituto di inquinamento atmosferico, e riesce a rispondere ad alcune domande di Repubblica via mail. E racconta:

le condizioni meteo sono migliorate sensibilmente e finalmente è spuntato il sole anche qui ed anche noi abbiamo potuto ammirare il panorama intorno a noi per la prima volta , il quale fino ad oggi è stato coperto dalla bassa visibilità.

La decisione finale presa sui mezzi da utlizzare per il trasbordo dei passeggeri è stata quella di utilizzare l'elicottero in dotazione al rompighiaccio cinese XueLong per trasferire i passeggeri direttamente dalla Akademic Shokalskiy alla Aurora Australis.

L'operazione è iniziata intorno alle 14:00 locali con la preparazione, da parte dell'equipaggio cinese, degli elipad provvisori su enormi blocchi di ghiaccio adiacenti alle due navi, sui quali poi l'elicottero puo atterrare in completa sicurezza. Non è stato possibile utilizzare gli elipad di cui sono provviste entrambi le navi poichè non sono in grado di sopportare il peso dell'elicottero, ma sono progettati per elicotteri più leggeri.

I voli sono inizati intorno alle 15 locali (8:00 in italia) e ogni volo può trasportare fino a 12 persone. Le persone arrivate a bordo stanno bene, una parte sono ricercatori ed una parte sono turisti, qualcuno anche un pò avanti con l'età.

Poche ore prima, sempre a Repubblica.it, aveva raccontato il percorso per arrivare alla Akademic Shokalskiy.

"Si prosegue facendo lo 'slalom' tra i lastroni di ghiaccio e gli iceberg: quando non si riesce ad aggirarli, gli si monta sopra e si cerca di romperli con il peso stesso della nave. Lo spessore del ghiaccio raggiunge anche i cinque metri, un'altezza invalicabile, e la navigazione è molto lenta e difficile. Quando non ci sono varchi a volte riusciamo a frantumare il ghiaccio davanti alla prua, altre volte è necessario più di un tentativo. È un continuo stop and go, anzi ogni tanto la nostra nave fa una sorta di marcia indietro per prendere la rincorsa, diciamo così, e affrontare i lastroni più impegnativi".