TEHERAN - Le chat su Internet sono proibite: è questa l'ultima fatwa (in arabo, la risposta fornita a un fedele su una determinata questione) di Ali Khamenei, massimo leader politico e spirituale dell'Iran. La decisione arriva proprio in risposta al quesito di un musulmano che aveva chiesto a Khamenei cosa ne pensasse delle chat online tra ragazzi e ragazze: "Considerata l'immoralità che di solito vi corrisponde, queste conversazioni non sono permesse", aveva detto il leader.
La decisione è stata pubblicata sulla pagina web di Khamenei, mentre in Iran cinque milioni di pagine Internet, oltre ai social network come Facebook e Twitter, sono bloccate. La censura viene spesso aggirata attraverso programmi anti-filtro o Vpn (che creano reti virtuali private).
In Iran l'utilizzo - quasi sempre illegale - della rete e dei social network è stato molto spesso un volano della protesta popolare: ne sono un esempio le contestazioni post-elettorali del 2009-2010, che sono nate nella capitale iraniana ma che hanno ottenuto una solidarietà internazionale solo grazie a Internet.
La decisione è stata pubblicata sulla pagina web di Khamenei, mentre in Iran cinque milioni di pagine Internet, oltre ai social network come Facebook e Twitter, sono bloccate. La censura viene spesso aggirata attraverso programmi anti-filtro o Vpn (che creano reti virtuali private).
In Iran l'utilizzo - quasi sempre illegale - della rete e dei social network è stato molto spesso un volano della protesta popolare: ne sono un esempio le contestazioni post-elettorali del 2009-2010, che sono nate nella capitale iraniana ma che hanno ottenuto una solidarietà internazionale solo grazie a Internet.
È solo un guasto"