Esteri

Russia, star tv chiede a Putin giro di vite su omosessuali

L'attore a dicembre aveva detto: "I gay? Li brucerei nei forni". Adesso chiede la reintroduzione dell'articolo 121, che prevedeva il "crimine di omosessualità"

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MOSCA - "I gay? Li brucerei nei forni": dopo essersi fatto notare a dicembre - con questa espressione razzista che aveva fatto subito il giro del mondo - l'attore russo Ivan Okhlobystin torna a parlare di omosessualità. E questa volta propone che la "sodomia" torni ad essere un reato penale, attraverso la reintroduzione del 121: si tratta di quell'articolo di legge introdotto per la prima volta nel 1934 e che prevedeva il "crimine di omosessualità", con reclusione fino a cinque o sette anni (erano previste le aggravanti di violenza e di rapporto con minori). Lo staliniano articolo 121 è stato abolito nel 1993.

Dall'estate del 2013 in Russia vige una legge che punisce con multe o detenzione la "propaganda gay" davanti a dei minori e che vieta di parlare in pubblico dei diritti degli omosessuali. Ma alla star televisiva Okhlobystin - ex prete ortodosso noto soprattutto per la sitcom televisiva "Interni" - non basta: la legge consente la registrazione di gruppi in difesa dell'omosessualità.

Il tema della violazione dei diritti gay in Russia è al centro di un enorme dibattito, soprattutto in vista delle Olimpiadi invernali che a febbraio inizieranno a Sochi: subito dopo l'approvazione della legge anti-gay le proteste si sono moltiplicate in tutto il mondo, arrivando anche in Italia. Nel mirino delle accuse, il presidente Putin ha rassicurato più volte la comunità internazionale e il comitato olimpico: "Tutti saranno benvenuti a Sochi, a prescindere dal loro orientamento sessuale".