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Venezuela, ministri si dimettono in massa. Emergenza sicurezza dopo l'omicidio della ex Miss

La decisione dei componenti del governo è stata ufficialmente motivata con la volontà di "facilitare" un rimpasto. Ondata di sdegno per l'assassinio della popolare attrice Monica Spear Mootz e del suo ex marito durante una rapina. Situazione pesante anche per la crisi economica

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CARACAS - Terremoto politico in Venezuela: tutti i ministri hanno deciso di presentare le loro dimissioni al presidente Nicolas Maduro. Ufficialmente, secondo quanto riportato dallo stesso capo dello Stato su Twitter, "per facilitare il rinnovamento del governo in questo nuovo anno appena iniziato". In realtà, la mossa dei componenti dell'esecutivo va letta tenendo conto della grande commozione suscitata nell'opinione pubblica dal barbaro omicidio dell'ex Miss Venezuela Monica Spear Mootz e del suo ex marito Thomas Henry Berry durante una rapina. Un episodio che ha acuito l'allarme sul tema della sicurezza, un'emergenza che si accompagna a una crisi economica interna ormai pesantissima. "Ringrazio tutti i ministri per lo sforzo e per la lealtà dimostrate in questi tempi di Rivoluzione. Chavez vive! La Patria continua!", ha aggiunto Maduro sul social network.

Il successore di Chavez, al potere da nove mesi, ha definito "un massacro" l'assassinio della popolare attrice e dell'ex marito ha promesso di usare "il pugno di ferro" contro i criminali. Per il duplice omicidio, cui ha assistito la figlia di cinque anni della coppia, sono state arrestate sette persone, individuate dopo che durante una perquisizione in casa di una di loro è stata trovata una telecamera rubata alla Spear. Il commissario Josè Gregorio Sierralta ha precisato che i sette fanno parte di una banda che derubava automobilisti lungo l'autostrada vicino a Puerto Cabello. Lunedì notte erano in azione 11 malviventi, il che significa che quattro sono ancora ricercati. A sparare all'attrice e a Berry sarebbe stato uno solo di loro, un diciannovenne.

La tragedia ha riacceso i riflettori sul tema della sicurezza, una delle maggiori sfide del Venezuela, tra i Paesi più pericolosi del mondo. Secondo l'Osservatorio venezuelano sulla violenza (Ovv), nel 2013 le morti violente sono state quasi 25 mila. Esecutivo e opposizione hanno così deciso di unire le forze, creando un gabinetto di crisi per predisporre un piano di emergenza contro la criminalità dilagante.