PARIGI - Il regime di Damasco sta valutando di consentire l'accesso ai gruppi umanitari in Siria. Lo fa sapere il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, a Parigi. Lavrov ha aggiunto che Damasco sta analizzando anche la possibilità di uno scambio di prigionieri, in vista della conferenza di pace di Ginevra 2, in programma a Montreux, in Svizzera, dal 22 gennaio.
Della "disponibilità" del regime siriano, riporta l'agenzia Interfax, ha parlato anche il segretario di Stato americano John Kerry, al termine del suo colloquio con Lavrov nell'ambito del vertice parigino degli "Amici della Siria". Dopo l'incontro con Kerry, a cui era presente anche l'inviato speciale di Onu e Unione Africana per la Siria Lakhdar Brahimi, Lavrov è atteso alle 12 al Quai d'Orsay, per un meeting bilaterale con il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius.
Lavrov e Kerry intendono che i cessate il fuoco localizzati in modo da creare il corridoio umanitario siano adottati prima dei colloqui di Montreux. Da parte sua Lavrov ha riferito che il regime di Assad potrebbe aprire corridoi umanitari, specialmente a Ghouta, il sobborgo orientale assediato di Damasco dove il 21 agosto scorso si verificò il peggior attacco chimico con i gas.
Il ministro degli Esteri russo ha anche auspicato che l'Iran, alleato di Assad e culla dell'islam sciita, partecipi alla conferenza di Montreux come l'Arabia Saudita, origine dell'islam sunnita. "Mi auguro che un invito rivolto alla partecipazione di Teheran a Ginevra 2 sia rivolto anche dal governo di Riad", ha aggiunto Lavrov. Per Kerry, l'Iran sarà il "benvenuto" a Ginevra 2 se accetterà la transizione politica in Siria.
Le parole di Kerry segnano un cambio di atteggiamento formale e sostanziale dopo che il 5 gennaio il segretario di Stato aveva condizionato la presenza dell'Iran non solo all'abbandono di Assad, ma aveva escluso la presenza di una delegazione ufficiale di Teheran al tavolo dei negoziati, ipotizzando per l'Iran un ruolo "a margine dei negoziati".
Il ministro degli esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, si recherà a Mosca giovedì per un incontro con il presidente russo Vladimir Putin e lo stesso Lavrov. Lo ha detto dall'agenzia Irna l'ambasciatore di Teheran in Russia, Mehdi Sanaei. "Zarif incontrerà il presidente russo, così come il ministro degli Esteri durante il suo viaggio di un giorno a Mosca, in programma giovedì", ha affermato il diplomatico.
John Kerry, primo segretario di Stato americano cattolico dai tempi di Ed Muskie (1980-1981), domani sarà invece a Città del Vaticano, dove incontrerà il segretario di Stato Pietro Parolin. La sua portavoce Jan Psaki ha spiegato che il capo della diplomazia americana si confronterà sulle posizione della Santa Sede su temi come Medio Oriente, povertà e problemi umanitari.
Nel frattempo, un diplomatico del ministero degli esteri di Damasco, attraverso l'agenzia di stampa ufficiale Sana, accusa l'opposizione siriana di "cercare il fallimento di Ginevra 2, ponendo delle condizioni preliminari". Dichiarazione che segue di un giorno le parole del presidente della Coalizione nazionale siriana, secondo cui tutti i Paesi presenti al vertice parigino degli "Amici della Siria" sono "concordi nel dire che non c'è futuro per il presidente Bashar al-Assad e per la sua famiglia in Siria".
Opposizione siriana nelle cui componenti permangono dubbi sulla partecipazione alla conferenza svizzera, perché un accordo per la transizione potrebbe lasciare Assad al proprio posto. "Chi tenta di porre condizioni preliminari o considera i suoi sogni come realtà conduce al fallimento della conferenza di Ginevra 2 prima ancora che cominci", ha aggiunto il diplomatico siriano.
Della "disponibilità" del regime siriano, riporta l'agenzia Interfax, ha parlato anche il segretario di Stato americano John Kerry, al termine del suo colloquio con Lavrov nell'ambito del vertice parigino degli "Amici della Siria". Dopo l'incontro con Kerry, a cui era presente anche l'inviato speciale di Onu e Unione Africana per la Siria Lakhdar Brahimi, Lavrov è atteso alle 12 al Quai d'Orsay, per un meeting bilaterale con il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius.
Lavrov e Kerry intendono che i cessate il fuoco localizzati in modo da creare il corridoio umanitario siano adottati prima dei colloqui di Montreux. Da parte sua Lavrov ha riferito che il regime di Assad potrebbe aprire corridoi umanitari, specialmente a Ghouta, il sobborgo orientale assediato di Damasco dove il 21 agosto scorso si verificò il peggior attacco chimico con i gas.
Il ministro degli Esteri russo ha anche auspicato che l'Iran, alleato di Assad e culla dell'islam sciita, partecipi alla conferenza di Montreux come l'Arabia Saudita, origine dell'islam sunnita. "Mi auguro che un invito rivolto alla partecipazione di Teheran a Ginevra 2 sia rivolto anche dal governo di Riad", ha aggiunto Lavrov. Per Kerry, l'Iran sarà il "benvenuto" a Ginevra 2 se accetterà la transizione politica in Siria.
Le parole di Kerry segnano un cambio di atteggiamento formale e sostanziale dopo che il 5 gennaio il segretario di Stato aveva condizionato la presenza dell'Iran non solo all'abbandono di Assad, ma aveva escluso la presenza di una delegazione ufficiale di Teheran al tavolo dei negoziati, ipotizzando per l'Iran un ruolo "a margine dei negoziati".
Il ministro degli esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, si recherà a Mosca giovedì per un incontro con il presidente russo Vladimir Putin e lo stesso Lavrov. Lo ha detto dall'agenzia Irna l'ambasciatore di Teheran in Russia, Mehdi Sanaei. "Zarif incontrerà il presidente russo, così come il ministro degli Esteri durante il suo viaggio di un giorno a Mosca, in programma giovedì", ha affermato il diplomatico.
John Kerry, primo segretario di Stato americano cattolico dai tempi di Ed Muskie (1980-1981), domani sarà invece a Città del Vaticano, dove incontrerà il segretario di Stato Pietro Parolin. La sua portavoce Jan Psaki ha spiegato che il capo della diplomazia americana si confronterà sulle posizione della Santa Sede su temi come Medio Oriente, povertà e problemi umanitari.
Nel frattempo, un diplomatico del ministero degli esteri di Damasco, attraverso l'agenzia di stampa ufficiale Sana, accusa l'opposizione siriana di "cercare il fallimento di Ginevra 2, ponendo delle condizioni preliminari". Dichiarazione che segue di un giorno le parole del presidente della Coalizione nazionale siriana, secondo cui tutti i Paesi presenti al vertice parigino degli "Amici della Siria" sono "concordi nel dire che non c'è futuro per il presidente Bashar al-Assad e per la sua famiglia in Siria".
Opposizione siriana nelle cui componenti permangono dubbi sulla partecipazione alla conferenza svizzera, perché un accordo per la transizione potrebbe lasciare Assad al proprio posto. "Chi tenta di porre condizioni preliminari o considera i suoi sogni come realtà conduce al fallimento della conferenza di Ginevra 2 prima ancora che cominci", ha aggiunto il diplomatico siriano.