Esteri

Marò, lunedì la decisione sul ricorso dell'Italia

La Corte Suprema indiana si pronuncerà all'inizio della prossima settimana sulla richiesta di rilascio dei due fucilieri, avanzata dal governo Letta

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NEW DELHI - Arriva pronta la risposta dell'India alle mosse del governo Letta. La Corte Suprema indiana valuterà, infatti, già lunedì prossimo se liberare i due marò per i ritardi nel processo che li vede accusati di aver ucciso due marinai del Kerala il 15 febbraio 2012. Una decisione che avviene all'indomani del ricorso presentato dall'Italia per tentare di accelerare la conclusione di una vicenda che ormai si trascina da quasi due anni.

Lo riferisce la rete tv Ndtv che ha anche intervistato il ministro degli Esteri indiano, Salma Khurshid, il quale ha ammesso di ritenere "imbarazzante" il ritardo accumulato dalla giustizia di New Delhi nell'avvio del processo contro Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. "Quando lamentano che sono passati due anni e loro non sono stati neanche incriminati - ha sottolineato Khurshid - provo imbarazzo ma è a causa della complessità del nostro sistema giudiziario che noi non riusciamo a sottoporli ad un rapido processo".

Il capo della diplomazia indiana non ha esitato ad incolpare del "disastro" provocato dall'uso della polizia Nia e della legge per la repressione della pirateria, che prevede la pena di morte, l'ex sottosegretario agli Interni indiano Shinde. Khurshid che, tempo fa, aveva però inviato a  nome del governo indiano una lettera a Letta assicurandolo che il caso marò non rientrava fra "i casi rarissimi" a cui in India può applicarsi la pena di morte.

Intanto emergono nuovi particolari sul contenuto del ricorso italiano. Secondo alcune indiscrezioni, nel testo presentato alla Corte Suprema si sostiene che "nel comportamento indiano è configurabile una figura di offesa al massimo tribunale" perchè per un anno non è stato fatto nulla di quanto da questo raccomandato".