MOSCA - Attentato a Makhatchkala, capitale del Daghestan, nel Caucaso russo, contro un ristorante, devastato da due esplosioni. Il Ministero dell'interno del Daghestan per adesso esclude che vi siano vittime. Anche fonti della polizia locale non parlano di morti e forniscono un bilancio provvisorio di almeno sette feriti, fra cui due agenti.
Secondo una prima ricostruzione, un uomo è salito al primo piano del ristorante "Impero d'oro" e ha sparato una bomba verso il secondo con un lanciagranate. Un quarto d'ora dopo, quando la zona era ormai presidiata dalla polizia, è esplosa un'autobomba. Il movente dell'attentato potrebbe essere collegato ai prossimi Giochi Olimpici di Sochi, in Caucaso, ma si parla anche di una possibile vendetta di stampo mafioso.
Il Daghestan, vicino alla Cecenia, è zona particolarmente instabile, scenario di frequenti confronti tra gruppi di ribelli islamici e forze dell'ordine. In uno di questi scontri a fuoco, tre agenti hanno perso la vita martedì scorso, assieme a un numero imprecisato di militanti.
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L'azione a Makhatchkala ha avuto luogo contemporaneamente al discorso del presidente russo Vladimir Putin alle televisioni straniere, per assicurare che la Russia farà "di tutto" per garantire la sicurezza dei Giochi di Sochi, la località del Caucaso dove le Olimpiadi invernali si apriranno il prossimo 7 febbraio tra imponenti misure di sicurezza.
I ribelli islamici del Caucaso hanno promesso a loro volta di fare "di tutto" per impedire che la manifestazione abbia luogo. A fine dicembre hanno colpito a Volgograd, nel sud della Russia, uccidendo 34 persone.
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"Se diamo prova di debolezza - ha dichiarato Putin -, se esibiamo le nostre paure, allora aiuteremo i terroristi a raggiungere i loro obiettivi". "Credo - ha aggiunto il presidente - che la comunità internazionale, attiva in ogni campo, umanitario, politico, economico, debba unire i suoi sforzi nella lotta contro le azioni terroristiche e la morte di innocenti".
Il presidente ceceno Ramzan Kadyrov ha annunciato in giornata di avere "la certezza al 99,9 per cento" che il capo dei ribelli islamici del Caucaso, Dokou Oumarov, è morto. "Abbiamo una conversazione telefonica in cui i presunti 'emiri', parlando della sua morte, fanno le condoglianze e parlano della candidatura alla successione di Oumarov". Ma una fonte dei servizi russi, interpellata da Interfax, non conferma. "Non disponiamo di quella informazione".
Secondo una prima ricostruzione, un uomo è salito al primo piano del ristorante "Impero d'oro" e ha sparato una bomba verso il secondo con un lanciagranate. Un quarto d'ora dopo, quando la zona era ormai presidiata dalla polizia, è esplosa un'autobomba. Il movente dell'attentato potrebbe essere collegato ai prossimi Giochi Olimpici di Sochi, in Caucaso, ma si parla anche di una possibile vendetta di stampo mafioso.
Il Daghestan, vicino alla Cecenia, è zona particolarmente instabile, scenario di frequenti confronti tra gruppi di ribelli islamici e forze dell'ordine. In uno di questi scontri a fuoco, tre agenti hanno perso la vita martedì scorso, assieme a un numero imprecisato di militanti.
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L'azione a Makhatchkala ha avuto luogo contemporaneamente al discorso del presidente russo Vladimir Putin alle televisioni straniere, per assicurare che la Russia farà "di tutto" per garantire la sicurezza dei Giochi di Sochi, la località del Caucaso dove le Olimpiadi invernali si apriranno il prossimo 7 febbraio tra imponenti misure di sicurezza.
I ribelli islamici del Caucaso hanno promesso a loro volta di fare "di tutto" per impedire che la manifestazione abbia luogo. A fine dicembre hanno colpito a Volgograd, nel sud della Russia, uccidendo 34 persone.
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"Se diamo prova di debolezza - ha dichiarato Putin -, se esibiamo le nostre paure, allora aiuteremo i terroristi a raggiungere i loro obiettivi". "Credo - ha aggiunto il presidente - che la comunità internazionale, attiva in ogni campo, umanitario, politico, economico, debba unire i suoi sforzi nella lotta contro le azioni terroristiche e la morte di innocenti".
Il presidente ceceno Ramzan Kadyrov ha annunciato in giornata di avere "la certezza al 99,9 per cento" che il capo dei ribelli islamici del Caucaso, Dokou Oumarov, è morto. "Abbiamo una conversazione telefonica in cui i presunti 'emiri', parlando della sua morte, fanno le condoglianze e parlano della candidatura alla successione di Oumarov". Ma una fonte dei servizi russi, interpellata da Interfax, non conferma. "Non disponiamo di quella informazione".