Siria, Scopelliti: "Ampie rassicurazioni da Letta su Gioia Tauro". Sindaci: "Restiamo contrari"
Incontro a Palazzo Chigi sull'operazione di trasbordo armi chimiche siriane in Calabria. Il governatore: "Tutto avverrà in mare, in massimo 16 ore". Scettici i primi cittadini dei due comuni nell'area del porto: "Dicono che ci sono obblighi internazionali e garantiscono sulla sicurezza. Non siamo d'accordo ma ci adeguiamo come istituzioni"
ROMA - Sono stati ricevuti a Palazzo Chigi per essere messi al corrente dei particolari sull'operazione relativa all'arrivo di sostanze e armi chimiche siriane in Calabria. A ricevere i sindaci di Gioia Tauro, San Ferdinando e le autorità portuali sono stati il premier Enrico Letta, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi, il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando e il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti. Nonostante le rassicurazioni, i due comuni calabresi restano contrari. Ma accettano la situazione.
Le operazioni di trasbordo, da nave a nave, delle armi chimiche si terranno a febbraio, in una data ancora da definire, nel mare davanti al porto, ha dichiarato Scopelliti, lasciando Palazzo Chigi dopo l'incontro. "Abbiamo avuto ampie rassicurazioni dal presidente Letta" e dunque "l'operazione si può immaginare". "C'era stato fatto un quadro allarmante - ha aggiunto - e invece ci è stato spiegato che analo…
Le operazioni di trasbordo, da nave a nave, delle armi chimiche si terranno a febbraio, in una data ancora da definire, nel mare davanti al porto, ha dichiarato Scopelliti, lasciando Palazzo Chigi dopo l'incontro. "Abbiamo avuto ampie rassicurazioni dal presidente Letta" e dunque "l'operazione si può immaginare". "C'era stato fatto un quadro allarmante - ha aggiunto - e invece ci è stato spiegato che analo…
ROMA - Sono stati ricevuti a Palazzo Chigi per essere messi al corrente dei particolari sull'operazione relativa all'arrivo di sostanze e armi chimiche siriane in Calabria. A ricevere i sindaci di Gioia Tauro, San Ferdinando e le autorità portuali sono stati il premier Enrico Letta, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi, il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando e il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti. Nonostante le rassicurazioni, i due comuni calabresi restano contrari. Ma accettano la situazione.
Le operazioni di trasbordo, da nave a nave, delle armi chimiche si terranno a febbraio, in una data ancora da definire, nel mare davanti al porto, ha dichiarato Scopelliti, lasciando Palazzo Chigi dopo l'incontro. "Abbiamo avuto ampie rassicurazioni dal presidente Letta" e dunque "l'operazione si può immaginare". "C'era stato fatto un quadro allarmante - ha aggiunto - e invece ci è stato spiegato che analoghe operazioni sono già state fatte nel 2012 e nel 2013 sia a Gioia Tauro sia in altri porti italiani". "Le operazioni dureranno dalle 8 alle 16 ore, al massimo, e non 3 o 4 giorni come si diceva", ha voluto precisare scopelliti, aggiungendo che il trasbordo si svolgerà "in un raggio di sicurezza che non coinvolge il territorio: una indicazione che dà serenità - ha concluso - e non preoccupazione, come quella che si è vissuta in questi giorni".
"Molti diranno probabilmente ci si è piegati alla volontà di un governo nazionale. Non è così. Noi siamo stati molto rigidi, rigorosi, per chiedere determinate garanzie e abbiamo preso atto di questo tipo di scelta", ha detto ancora Scopelliti. "Gioia Tauro è un porto più sicuro e questa sicurezza potrà essere utilizzata anche in futuro per dimostrare che qui c'è una realtà che strategicamente può diventare sempre di più un interlocutore di altri porti nel mondo".
Ma i sindaci di Gioia Tauro e San Ferdinando, i due comuni nell'area del porto dove arriveranno le sostanze chimiche siriane, restano "contrari" all'operazione che, però, "si farà lo stesso". Domenico Madaffari, primo cittadino di San Ferdinando, lasciando Palazzo Chigi al termine dell'incontro è amareggiato: "Com'è andata? E' andata male. L'operazione si farà nonostante la nostra contrarietà. Loro dicono che ci sono obblighi internazionali e garantiscono sulla sicurezza però ci hanno messo di fronte a un ultimatum. Sia chiaro, noi non accettiamo nessun baratto", neanche per il rilancio della piana di Gioia Tauro. Per il sindaco Renato Bellofiore, la zona individuata "non è un sito idoneo. Non sono d'accordo su questa decisione ma mi adeguo come istituzione", sottolinea. Bellofiore lamenta "la mancata informazione alla cittadinanza che ha generato panico e ora è difficile recuperare". Infine una richiesta al governo: "Se Gioia Tauro è un porto strategico, lo deve essere tutto l'anno", ha concluso.
La polemica M5s. All'incontro avrebbero voluto partecipare alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle, ma non sono stati ammessi. Dalila Nesci, Paolo Parentela, Nicola Morra e Federica Dieni hanno subito denunciato il divieto su Facebook: "È molto grave che dei parlamentari calabresi siano esclusi dall'incontro tra il governo e i sindaci del territorio". Poco dopo è arrivata la precisazione in una nota della presidenza del Consiglio: "Si è trattato di un incontro tra il governo e le autorità locali e che, per questo motivo, non poteva essere prevista la partecipazione di parlamentari, che, peraltro, non sarebbe potuta essere limitata a un solo gruppo". "Il sottosegretario Filippo Patroni Griffi, tuttavia - si legge nella nota - fermi restando i canali istituzionali di comunicazione tra governo e Parlamento, si è dichiarato disponibile a fornire al vicepresidente della Commissione Difesa della Camera, Massimo Artini (M5S), tutte le informazioni anche a seguito della riunione".
Domani salpa nave Usa, attesa fra 10 giorni. La nave Usa Cape Ray che dovrà imbarcare le armi chimiche siriane nel porto di Gioia Tauro partirà domani dagli Stati Uniti e arriverà nel Mediterraneo tra 10 giorni. Sul fronte opposto invece resta tuttavia una situazione di stallo: il cargo danese e norvegese al largo di Latakia stanno ancora attendendo che il carico di agenti chimici raggiunga il porto siriano per poterli imbarcare.
Le operazioni di trasbordo, da nave a nave, delle armi chimiche si terranno a febbraio, in una data ancora da definire, nel mare davanti al porto, ha dichiarato Scopelliti, lasciando Palazzo Chigi dopo l'incontro. "Abbiamo avuto ampie rassicurazioni dal presidente Letta" e dunque "l'operazione si può immaginare". "C'era stato fatto un quadro allarmante - ha aggiunto - e invece ci è stato spiegato che analoghe operazioni sono già state fatte nel 2012 e nel 2013 sia a Gioia Tauro sia in altri porti italiani". "Le operazioni dureranno dalle 8 alle 16 ore, al massimo, e non 3 o 4 giorni come si diceva", ha voluto precisare scopelliti, aggiungendo che il trasbordo si svolgerà "in un raggio di sicurezza che non coinvolge il territorio: una indicazione che dà serenità - ha concluso - e non preoccupazione, come quella che si è vissuta in questi giorni".
"Molti diranno probabilmente ci si è piegati alla volontà di un governo nazionale. Non è così. Noi siamo stati molto rigidi, rigorosi, per chiedere determinate garanzie e abbiamo preso atto di questo tipo di scelta", ha detto ancora Scopelliti. "Gioia Tauro è un porto più sicuro e questa sicurezza potrà essere utilizzata anche in futuro per dimostrare che qui c'è una realtà che strategicamente può diventare sempre di più un interlocutore di altri porti nel mondo".
Ma i sindaci di Gioia Tauro e San Ferdinando, i due comuni nell'area del porto dove arriveranno le sostanze chimiche siriane, restano "contrari" all'operazione che, però, "si farà lo stesso". Domenico Madaffari, primo cittadino di San Ferdinando, lasciando Palazzo Chigi al termine dell'incontro è amareggiato: "Com'è andata? E' andata male. L'operazione si farà nonostante la nostra contrarietà. Loro dicono che ci sono obblighi internazionali e garantiscono sulla sicurezza però ci hanno messo di fronte a un ultimatum. Sia chiaro, noi non accettiamo nessun baratto", neanche per il rilancio della piana di Gioia Tauro. Per il sindaco Renato Bellofiore, la zona individuata "non è un sito idoneo. Non sono d'accordo su questa decisione ma mi adeguo come istituzione", sottolinea. Bellofiore lamenta "la mancata informazione alla cittadinanza che ha generato panico e ora è difficile recuperare". Infine una richiesta al governo: "Se Gioia Tauro è un porto strategico, lo deve essere tutto l'anno", ha concluso.
La polemica M5s. All'incontro avrebbero voluto partecipare alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle, ma non sono stati ammessi. Dalila Nesci, Paolo Parentela, Nicola Morra e Federica Dieni hanno subito denunciato il divieto su Facebook: "È molto grave che dei parlamentari calabresi siano esclusi dall'incontro tra il governo e i sindaci del territorio". Poco dopo è arrivata la precisazione in una nota della presidenza del Consiglio: "Si è trattato di un incontro tra il governo e le autorità locali e che, per questo motivo, non poteva essere prevista la partecipazione di parlamentari, che, peraltro, non sarebbe potuta essere limitata a un solo gruppo". "Il sottosegretario Filippo Patroni Griffi, tuttavia - si legge nella nota - fermi restando i canali istituzionali di comunicazione tra governo e Parlamento, si è dichiarato disponibile a fornire al vicepresidente della Commissione Difesa della Camera, Massimo Artini (M5S), tutte le informazioni anche a seguito della riunione".
Domani salpa nave Usa, attesa fra 10 giorni. La nave Usa Cape Ray che dovrà imbarcare le armi chimiche siriane nel porto di Gioia Tauro partirà domani dagli Stati Uniti e arriverà nel Mediterraneo tra 10 giorni. Sul fronte opposto invece resta tuttavia una situazione di stallo: il cargo danese e norvegese al largo di Latakia stanno ancora attendendo che il carico di agenti chimici raggiunga il porto siriano per poterli imbarcare.