Esteri

Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif 

Siria, Iran: "Ritiro invito non dignitoso per Onu". Delegazione di Assad bloccata per ore ad Atene

Dopo il dietrofront di Ban Ki-moon e l'esclusione di Teheran a Ginevra2, deluso il ministro degli Esteri iraniano. La Russia: "Uno sbaglio", Washington: "Ora di tornare a concentrarsi sullo scopo". Pubblicato dossier commissionato dal Qatar: "Giustiziati 11 mila detenuti dall'inizio della rivolta"

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NEW YORK - L'Iran protesta per il ritiro dell'invito dell'Onu alla conferenza di pace per la Siria che si apre domani a Montreux, in Svizzera. "Ci dispiace che il segretario generale abbia ceduto alle pressioni", ha commentato il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif (nella foto), "un comportamento inappropriato per lo status e la dignità del segretariato generale dell'Onu". "E' deplorevole che il Segretario generale non abbia il coraggio di dare le vere ragioni per la revoca del suo invito: ero stato chiaro, nel corso delle nostre numerose conversazioni telefoniche, sul fatto che l'Iran non avrebbe accettato alcuna precondizione per la sua partecipazione" ha concluso Zarif, precisando che Teheran avrebbe comunque inviato un viceministro o un sottosegretario dato che "i termini per un preavviso corretto per l'invito di un ministro erano scaduti".

L'aereo per
Montreux fermato ad Atene. Che la conferenza di Montreux non cominci proprio in discesa lo dimostra anche il misterioso blocco di cui è stato oggetto l'aereo che sta portando la delegazione del governo siriano in Svizzera. Il velivolo è stato bloccato sulla pista dell'aeroporto Elefterios Venizelos di Atene ed è rimasto fermo per ore poiché le autorità greche si rifiutavano di fornire il carburante. "In via eccezionale" le autorità elleniche hanno infine dato il permesso al rifornimento di carburante del Tupolev.

Il problema, però, secondo le fonti, è che la società che vende il carburante si rifiutava di fornirlo per timore di sanzioni o di multe in quanto - rifornendo l'aereo - violerebbe regolamenti internazionali e l'embargo imposto dalle Nazioni Unite al governo di Assad. "La questione è stata sistemata, c'è stato un piccolo ritardo per una serie di formalità, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Constantinos Koutras al termine delle consultazioni fra il ministero degli Esteri greco,rappresentanti delle Nazioni Unite e autorità siriane per cercare di sbloccare l'impasse.

La conferenza di Montreux vedrà domani una partecipazione plenaria, ma i negoziati veri e propri, riservati alle delegazioni siriane e facilitati dall'inviato dell'Onu e della Lega araba Lakhdar Brahimi, cominceranno due giorni dopo e potrebbero per la prima sessione protrarsi per qualche giorno. Secondo alcune fonti, per almeno una settimana o più. Con la revoca, repentina e imbarazzata, dell'invito di Ban Ki-moon all'Iran è stato scongiurato il fallimento della conferenza per la mancata partecipazione della coalizione dell'opposizione.
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Con un rapido dietrofront, le Nazioni unite hanno infatti ritirato l'invito all'Iran a partecipare alla conferenza di Ginevra2 per la pace in Siria. Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha comunicato il cambio di direzione a meno di 24 ore dall'annuncio dell'invito a sorpresa dell'Iran, storico alleato del dittatore siriano Bashar al-Assad. Il motivo risiede nel fatto che Teheran non ha mai sottoscritto il comunicato diffuso al termine della conferenza di Ginevra1, che proponeva un governo di transizione per mettere fine alla guerra civile. L'invito aveva suscitato la protesta dell'opposizione siriana, che avrebbe disertato i lavori della conferenza, e anche Washington aveva chiesto di ritirare l'offerta, qualora l'Iran non avesse sostenuto le conclusioni di Ginevra1.

Che Teheran sarebbe importante a un tavolo di pace è quanto pensa anche la Russia. "Uno sbaglio ma non una catastrofe", ha detto il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov commentando la decisione del segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon di ritirare l'invito. "Ci rincresce, Teheran poteva avere un ruolo nella risoluzione della crisi siriana", ha osservato Lavrov. La crisi va "risolta politicamente" a livello "nazionale", ha aggiunto la portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Marziyeh Afkham nella conferenza stampa settimanale del dicastero a Teheran, senza soluzioni imposte dall'estero: se le potenze straniere "si tengono lontane da allucinazioni e ambizioni", una "soluzione è realizzabile". L'Iran è sempre stato in prima fila" nella ricerca di una soluzione politica in Siria, ha spiegato Afkham.

Dopo la decisione di ritirare l'invito all'Iran, gli Stati Uniti hanno affermato di auspicare che "tutte le parti possano ora tornare a concentrarsi sullo scopo" della riunione, che è quello di "porre fine alle sofferenze del popolo siriano e avviare un processo verso la transizione politica" attesa da lungo tempo. Lo ha affermato in un comunicato la portavoce del Dipartimento di Stato, Jen Psaki, sottolineando che, "come gli Usa hanno detto molte volte, lo scopo della conferenza Ginevra2 è l'applicazione del Comunicato di Ginevra" del 30 giugno 2012, "compresa la realizzazione di un consenso comune su un governo di transizione con piena autorità esecutiva".

Il rapporto.
Ci sono prove evidenti del fatto che il regime siriano ha praticato in modo sistematico la tortura e ha giustiziato circa 11 mila detenuti dall'inizio della rivolta, nel marzo 2011. E' quanto si legge in un rapporto redatto da tre esperti legali, già procuratori nei tribunali internazionali per l'ex Jugoslavia e la Sierra Leone, sulla base di migliaia di fotografie e documenti consegnati da un poliziotto militare che ha disertato.

Il rapporto è stato commissionato dal Qatar, che appoggia i ribelli, e si basa sulla testimonianza di un poliziotto militare che ha lavorato segretamente con un gruppo dell'opposizione prima di disertare e lasciare il paese. L'agente avrebbe consegnato circa 55 mila immagini digitali di 11 mila detenuti morti. Le fotografie coprono il periodo che va dall'inizio della rivolta, nel marzo 2011, fino ad agosto dello scorso anno. I tre legali che hanno visionato le immagini hanno riferito di corpi emaciati, molti dei quali era stati picchiati o soffocati. "Questa è la pistola fumante - ha detto david crane, uno degli autori del rapporto - questo genere di prova piacerebbe a ogni procuratore. Questa è la prova evidente della macchina di morte del regime".

"Occhi strappati, corpi mutilati. Le immagini - si legge nel dossier - sembrano richiamare quelle dei campi di concentramento nazisti e perciò possono contribuire a far parlare di crimini contro l'umanità". Le crudeltà erano già state evidenziate in passato, sebbene su scala minore, dalle nazioni unite e altre organizzazioni umanitarie, come Human Rights Watch. Una prima reazione è giunta dal ministro degli esteri britannico, William Hague: "Continueremo ad adempiere ai nostri compiti facendo pressione per agire contro la violazione sistematica dei diritti umani in Siria".

Bonino, Ginevra2 unica possibilità.
La conferenza di pace Ginevra 2 è "l'unica possibilità che abbiamo anche se sarà una strada lunga, complicata, tortuosa, con ostacoli ogni giorno", ha detto il ministro degli Esteri Emma Bonino, riferendo in commissione, poco prima di partire per prendere parte alla riunione sulla Siria in Svizzera.

Continuano i combattimenti.
Almeno 10 persone sono rimaste uccise in un raid aereo del regime siriano condotto in un quartiere di Aleppo in mano alle opposizioni. Lo riferisce l'Osservatorio per i diritti umani con base a Londra, che ha diffuso un video amatoriale in cui viene mostrato un vasto incendio nella zona.