Sud Sudan, governo e ribelli firmano il cessate il fuoco
L'incontro ad Addis Abeba, dopo settimane di negoziati. "Primo reale progresso" dopo oltre un mese di violenti scontri che hanno fatto migliaia di morti e oltre mezzo milione di sfollati
ADDIS ABEBA - Il governo sud-sudanese e i ribelli fedeli all'ex vicepresidente Riek Machar, hanno firmato in serata ad Addis Abeba un cessate il fuoco. Le ostilità fra le parti, iniziate a metà dicembre, hanno causato migliaia di morti e oltre mezzo milione di profughi secondo fonti delle Nazioni Unite.
I negoziatori delle due parti si sono incontrati in Etiopia per settimane. La firma del patto è il primo reale progresso compiuto. E' stato creato un team tecnico per seguire l'attuazione del patto. "Si tratta di un accordo attraverso il quale verrà raggiunta la pace totale", ha commentato il capo della delegazione dei ribelli, Taban Deng.
Lo scorso 15 dicembre scoppiarono disordini tra reparti rivali dell'esercito nella capitale Juba, con il presidente Salva Kiir che accusò il vice silurato Riek Machar di aver organizzato un golpe. Il conflitto degenerò presto in una guerra totale tra esercito regolare, appoggiato dalle truppe ug…
I negoziatori delle due parti si sono incontrati in Etiopia per settimane. La firma del patto è il primo reale progresso compiuto. E' stato creato un team tecnico per seguire l'attuazione del patto. "Si tratta di un accordo attraverso il quale verrà raggiunta la pace totale", ha commentato il capo della delegazione dei ribelli, Taban Deng.
Lo scorso 15 dicembre scoppiarono disordini tra reparti rivali dell'esercito nella capitale Juba, con il presidente Salva Kiir che accusò il vice silurato Riek Machar di aver organizzato un golpe. Il conflitto degenerò presto in una guerra totale tra esercito regolare, appoggiato dalle truppe ug…
ADDIS ABEBA - Il governo sud-sudanese e i ribelli fedeli all'ex vicepresidente Riek Machar, hanno firmato in serata ad Addis Abeba un cessate il fuoco. Le ostilità fra le parti, iniziate a metà dicembre, hanno causato migliaia di morti e oltre mezzo milione di profughi secondo fonti delle Nazioni Unite.
I negoziatori delle due parti si sono incontrati in Etiopia per settimane. La firma del patto è il primo reale progresso compiuto. E' stato creato un team tecnico per seguire l'attuazione del patto. "Si tratta di un accordo attraverso il quale verrà raggiunta la pace totale", ha commentato il capo della delegazione dei ribelli, Taban Deng.
Lo scorso 15 dicembre scoppiarono disordini tra reparti rivali dell'esercito nella capitale Juba, con il presidente Salva Kiir che accusò il vice silurato Riek Machar di aver organizzato un golpe. Il conflitto degenerò presto in una guerra totale tra esercito regolare, appoggiato dalle truppe ugandesi, e disertori e milizie etniche, con le violenze che hanno messo inoltre l'una contro l'altra la tribù Dinka, quella di Kiir, al gruppo Nuer, quello di Machar.
I negoziatori delle due parti si sono incontrati in Etiopia per settimane. La firma del patto è il primo reale progresso compiuto. E' stato creato un team tecnico per seguire l'attuazione del patto. "Si tratta di un accordo attraverso il quale verrà raggiunta la pace totale", ha commentato il capo della delegazione dei ribelli, Taban Deng.
Lo scorso 15 dicembre scoppiarono disordini tra reparti rivali dell'esercito nella capitale Juba, con il presidente Salva Kiir che accusò il vice silurato Riek Machar di aver organizzato un golpe. Il conflitto degenerò presto in una guerra totale tra esercito regolare, appoggiato dalle truppe ugandesi, e disertori e milizie etniche, con le violenze che hanno messo inoltre l'una contro l'altra la tribù Dinka, quella di Kiir, al gruppo Nuer, quello di Machar.