KIEV - Svolta inattesa nell'atteggiamento di Yanukovich, mentre la rivolta dura si estende a tutti i maggiori centri dell'Ucraina. Il presidente ucraino ha proposto ad Arseny Yatsenyuk, uno dei tre leader dell'opposizione, di diventare premier e all'ex campione del mondo di pugilato Vitali Klitschko, un altro dei capi dell'opposizione, di essere vicepremier. E, in una apertura ancor più inattesa, si dice pronto a rivedere la Costituzione in senso più pluralista.
Apertura che sembra essere stata accolta con posizioni diverse dal fronte della contestazione. Se il leader del partito 'Udar' Vitali Klitschko ha ribadito la sua volontà di anticipare a quest'anno le elezioni presidenziali previste per il 2015, Arseny Yatsenyuk ha spiegato che le trattative vanno comunque avanti. "Accettiamo la leadership del Paese, ma non quella immediata del governo", ha sottolineato.
"Yanukovich ha accettato molte delle nostre richieste - ha precisato ancora Klitschko - ma su altre continueremo a cercare un compromesso". Secondo il campione di pugilato, I'opposizione continuerà a insistere su due punti: l'abrogazione delle controverse leggi anti-protesta e le elezioni presidenziali anticipate. "Non faremo nessun passo indietro - ha proseguito - manterremo le nostre posizioni a Maidan e nelle regioni. Le negoziazioni proseguiranno e non cederemo ad alcuna provocazione".
[[ge:rep-locali:repubblica:76929634]]
Un messaggio sorprendente, quello di Yanukovich, mentre non c'è tregua nel Paese e la linea del governo in carica sembra invece improntata alla massima intransigenza. Un poliziotto ucciso a colpi d'arma da fuoco alla testa. Un manifestante morto in ospedale in seguito alle ferite riportate negli scontri. Il gruppo civico di protesta Spilna sprava ha occupato il ministero dell'Energia per poi lasciare lo stabile poche ore dopo. E in serata - dopo l'offerta del presidente - centinaia di manifestanti hanno attaccato il palazzo delle esposizioni, edificio usato come base delle forze di sicurezza sulla strada Grushevskogo nel centro di Kiev, lanciando bottiglie molotov.
I dimostranti, con i volti coperti e armati di bastoni e barre metalliche, sono raggruppati di fronte ai poliziotti in assetto antisommossa. Tra i due schieramenti si alza il fumo creato da una barricata di pneumatici cui è stato fuoco. Alcuni leader dell'opposizione ucraina hanno fatto appello ai dimostranti perché portino con sé le armi che possiedono legalmente, per utilizzarle in eventuale necessità di autodifesa.
Il governo per la linea dura. Il ministro dell'Interno, Vitali Zakharchenko, ha fatto sapere che gli attivisti riuniti in piazza Indipendenza e quelli negli edifici pubblici occupati saranno considerati dalla polizia come membri appartenenti a "gruppi estremisti" e in di pericolo "saremo costretti a usare la forza. Poco prima, aveva definito "vani gli sforzi per risolvere pacificamente la crisi" nel Paese. "Le nostre chiamate per la pace non sono state ascoltate, è stata violata una tregua".
"Quello che è successo nei giorni scorsi nella capitale ha dimostrato che ogni nostro tentativo di regolare il conflitto in maniera pacifica, senza ricorrere alla forza, è del tutto vano", scrive il ministro in un comunicato. Poi è andato oltre, accusando i manifestanti di aver fatto scorta di armi - nella sede dei sindacati e nel quartier generale dell'amministrazione municipale - e di aver rapito tre agenti di polizia, due dei quali sono stati liberati, ma stando al ministero, hanno segni di tortura sul corpo. Il comando della Resistenza nazionale però "nega categoricamente" il sequestro.
[[ge:rep-locali:repubblica:76920043]]
Poliziotti si uniscono a proteste. Centinaia di poliziotti che erano stati schierati a controllare l'edificio del governo locale di Vinnycja, si sono uniti ai dimostranti. Lo riporta il Kiev Post, secondo cui i manifestanti hanno preso il controllo dell'edificio dell'amministrazione centrale regionale, facendo salire a dieci le città in cui è stato preso il controllo di edifici governativi. La folla in protesta ha accolto la decisione degli agenti applaudendo, si legge.
Destituito Popov. Yanukovich oggi ha anche annunciato di aver destituito il capo dell'amministrazione municipale di Kiev, Oleksandr Popov, che lui stesso aveva nominato nel novembre 2010. Popov era già stato sospeso dalle proprie funzioni in seguito alle indagini sulla prima carica, tuttora tra le più violente, contro i manifestanti in Piazza dell'Indipendenza da parte delle unità speciali della 'Berkut', la polizia anti-sommossa, risalente al 30 novembre scorso.
Al posto di Popov andrà Volodymyr Makeyenko, deputato del Partito delle Regioni al potere nella Repubblica ex sovietica. Mayenko, un fedelissimo di Yanukovich, è anche capo della commissione per il Regolamento alla Rada Suprema, il Parlamento. Di fatto la carica che questi andrà a occupare, distinta da quella di sindaco solo poco più di tre anni fa, comporta il controllo politico della capitale.
[[ge:rep-locali:repubblica:76900551]]
Primate Chiesa greco-cattolica si offre di mediare. Si è offerto di fare da mediatore il primate della Chiesa greco-cattolica ucraina: "Tutto il mondo ha riconosciuto che, senza i sacerdoti, negli ultimi giorni sarebbe stato molto difficile placare la collera del popolo", ha osservato l'arcivescovo maggiore Svjatoslav Sevchuk, paragonando l'attuale situazione nel suo Paese a quella nella Polonia dei primi anni '80, quando Solidarnosc sfidò il regime filo-sovietico con il sostegno delle gerarchie ecclesiastiche.
Reazioni internazionali. "Chi prosegue con simile brutale violenza, perde gli ultimi residui di fiducia" e rischia sanzioni dall'Ue. Così il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha dichiarato alla Bild a proposito delle azioni e risposte delle autorità di Kiev alle proteste. Se non sarà trovato un accordo, ha detto, "non si possono escludere da parte dell'Ue il blocco dei conti bancari e restrizioni di viaggio per i leader ucraini". L'Unione Europea, ha aggiunto, "deve aiutare a sciogliere il nodo a Kiev". In una nota anche il presidente del Consiglio Enrico Letta: "In Ucraina occorre che si fermi la violenza e riparta il dialogo. Quanto sta accadendo in queste ore a Kiev è inammissibile. Guardiamo con angoscia a questa crescita continua degli scontri e della repressione. L'Unione Europea non può accettare un'evoluzione così drammatica degli eventi".
Apertura che sembra essere stata accolta con posizioni diverse dal fronte della contestazione. Se il leader del partito 'Udar' Vitali Klitschko ha ribadito la sua volontà di anticipare a quest'anno le elezioni presidenziali previste per il 2015, Arseny Yatsenyuk ha spiegato che le trattative vanno comunque avanti. "Accettiamo la leadership del Paese, ma non quella immediata del governo", ha sottolineato.
"Yanukovich ha accettato molte delle nostre richieste - ha precisato ancora Klitschko - ma su altre continueremo a cercare un compromesso". Secondo il campione di pugilato, I'opposizione continuerà a insistere su due punti: l'abrogazione delle controverse leggi anti-protesta e le elezioni presidenziali anticipate. "Non faremo nessun passo indietro - ha proseguito - manterremo le nostre posizioni a Maidan e nelle regioni. Le negoziazioni proseguiranno e non cederemo ad alcuna provocazione".
[[ge:rep-locali:repubblica:76929634]]
Un messaggio sorprendente, quello di Yanukovich, mentre non c'è tregua nel Paese e la linea del governo in carica sembra invece improntata alla massima intransigenza. Un poliziotto ucciso a colpi d'arma da fuoco alla testa. Un manifestante morto in ospedale in seguito alle ferite riportate negli scontri. Il gruppo civico di protesta Spilna sprava ha occupato il ministero dell'Energia per poi lasciare lo stabile poche ore dopo. E in serata - dopo l'offerta del presidente - centinaia di manifestanti hanno attaccato il palazzo delle esposizioni, edificio usato come base delle forze di sicurezza sulla strada Grushevskogo nel centro di Kiev, lanciando bottiglie molotov.
I dimostranti, con i volti coperti e armati di bastoni e barre metalliche, sono raggruppati di fronte ai poliziotti in assetto antisommossa. Tra i due schieramenti si alza il fumo creato da una barricata di pneumatici cui è stato fuoco. Alcuni leader dell'opposizione ucraina hanno fatto appello ai dimostranti perché portino con sé le armi che possiedono legalmente, per utilizzarle in eventuale necessità di autodifesa.
Il governo per la linea dura. Il ministro dell'Interno, Vitali Zakharchenko, ha fatto sapere che gli attivisti riuniti in piazza Indipendenza e quelli negli edifici pubblici occupati saranno considerati dalla polizia come membri appartenenti a "gruppi estremisti" e in di pericolo "saremo costretti a usare la forza. Poco prima, aveva definito "vani gli sforzi per risolvere pacificamente la crisi" nel Paese. "Le nostre chiamate per la pace non sono state ascoltate, è stata violata una tregua".
"Quello che è successo nei giorni scorsi nella capitale ha dimostrato che ogni nostro tentativo di regolare il conflitto in maniera pacifica, senza ricorrere alla forza, è del tutto vano", scrive il ministro in un comunicato. Poi è andato oltre, accusando i manifestanti di aver fatto scorta di armi - nella sede dei sindacati e nel quartier generale dell'amministrazione municipale - e di aver rapito tre agenti di polizia, due dei quali sono stati liberati, ma stando al ministero, hanno segni di tortura sul corpo. Il comando della Resistenza nazionale però "nega categoricamente" il sequestro.
[[ge:rep-locali:repubblica:76920043]]
Poliziotti si uniscono a proteste. Centinaia di poliziotti che erano stati schierati a controllare l'edificio del governo locale di Vinnycja, si sono uniti ai dimostranti. Lo riporta il Kiev Post, secondo cui i manifestanti hanno preso il controllo dell'edificio dell'amministrazione centrale regionale, facendo salire a dieci le città in cui è stato preso il controllo di edifici governativi. La folla in protesta ha accolto la decisione degli agenti applaudendo, si legge.
Destituito Popov. Yanukovich oggi ha anche annunciato di aver destituito il capo dell'amministrazione municipale di Kiev, Oleksandr Popov, che lui stesso aveva nominato nel novembre 2010. Popov era già stato sospeso dalle proprie funzioni in seguito alle indagini sulla prima carica, tuttora tra le più violente, contro i manifestanti in Piazza dell'Indipendenza da parte delle unità speciali della 'Berkut', la polizia anti-sommossa, risalente al 30 novembre scorso.
Al posto di Popov andrà Volodymyr Makeyenko, deputato del Partito delle Regioni al potere nella Repubblica ex sovietica. Mayenko, un fedelissimo di Yanukovich, è anche capo della commissione per il Regolamento alla Rada Suprema, il Parlamento. Di fatto la carica che questi andrà a occupare, distinta da quella di sindaco solo poco più di tre anni fa, comporta il controllo politico della capitale.
[[ge:rep-locali:repubblica:76900551]]
Primate Chiesa greco-cattolica si offre di mediare. Si è offerto di fare da mediatore il primate della Chiesa greco-cattolica ucraina: "Tutto il mondo ha riconosciuto che, senza i sacerdoti, negli ultimi giorni sarebbe stato molto difficile placare la collera del popolo", ha osservato l'arcivescovo maggiore Svjatoslav Sevchuk, paragonando l'attuale situazione nel suo Paese a quella nella Polonia dei primi anni '80, quando Solidarnosc sfidò il regime filo-sovietico con il sostegno delle gerarchie ecclesiastiche.
Reazioni internazionali. "Chi prosegue con simile brutale violenza, perde gli ultimi residui di fiducia" e rischia sanzioni dall'Ue. Così il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha dichiarato alla Bild a proposito delle azioni e risposte delle autorità di Kiev alle proteste. Se non sarà trovato un accordo, ha detto, "non si possono escludere da parte dell'Ue il blocco dei conti bancari e restrizioni di viaggio per i leader ucraini". L'Unione Europea, ha aggiunto, "deve aiutare a sciogliere il nodo a Kiev". In una nota anche il presidente del Consiglio Enrico Letta: "In Ucraina occorre che si fermi la violenza e riparta il dialogo. Quanto sta accadendo in queste ore a Kiev è inammissibile. Guardiamo con angoscia a questa crescita continua degli scontri e della repressione. L'Unione Europea non può accettare un'evoluzione così drammatica degli eventi".