Shoah, Papa: "Mai più si ripetano tali orrori, sono una vergogna per l'umanità"
Il Pontefice scrive al rabbino Abraham Skorka di Buenos Aires, a Roma dalla settimana scorsa per incontrare il Santo Padre e che ha deciso di prolungare il suo soggiorno per assistere al concerto: dodici violini sopravvissuti all'Olocausto che suoneranno insieme per la Giornata della Memoria
CITTA' DEL VATICANO - "Chiunque parteciperà a questo evento possa immedesimarsi in quelle lacrime storiche, che oggi giungono a noi attraverso i violini, e senta il forte desiderio di impegnarsi perché mai più si ripetano tali orrori, che costituiscono una vergogna per l'umanità". Lo scrive Papa Francesco al rabbino Abraham Skorka di Buenos Aires, insieme al quale nel 2010 ha pubblicato il libro "Il cielo e la terra".
Il messaggio, vergato a mano dal Pontefice, sarà letto in occasione del Concerto "I violini della speranza", domani per la Giornata della Memoria, al Parco della Musica. "Vi accompagno spiritualmente in questo evento che costituisce di per sè un messaggio", assicura in spagnolo Francesco al grande amico ebreo argentino giunto a Roma la settimana scorsa per incontrare il Santo Padre insieme a una delegazione di leader della sua comunità ebraica e che ha deciso di prolungare il suo sogg…
Il messaggio, vergato a mano dal Pontefice, sarà letto in occasione del Concerto "I violini della speranza", domani per la Giornata della Memoria, al Parco della Musica. "Vi accompagno spiritualmente in questo evento che costituisce di per sè un messaggio", assicura in spagnolo Francesco al grande amico ebreo argentino giunto a Roma la settimana scorsa per incontrare il Santo Padre insieme a una delegazione di leader della sua comunità ebraica e che ha deciso di prolungare il suo sogg…
CITTA' DEL VATICANO - "Chiunque parteciperà a questo evento possa immedesimarsi in quelle lacrime storiche, che oggi giungono a noi attraverso i violini, e senta il forte desiderio di impegnarsi perché mai più si ripetano tali orrori, che costituiscono una vergogna per l'umanità". Lo scrive Papa Francesco al rabbino Abraham Skorka di Buenos Aires, insieme al quale nel 2010 ha pubblicato il libro "Il cielo e la terra".
Il messaggio, vergato a mano dal Pontefice, sarà letto in occasione del Concerto "I violini della speranza", domani per la Giornata della Memoria, al Parco della Musica. "Vi accompagno spiritualmente in questo evento che costituisce di per sè un messaggio", assicura in spagnolo Francesco al grande amico ebreo argentino giunto a Roma la settimana scorsa per incontrare il Santo Padre insieme a una delegazione di leader della sua comunità ebraica e che ha deciso di prolungare il suo soggiorno per assistere al concerto.
"Dodici violini sopravvissuti alla Shoah suoneranno insieme", scrive il Pontefice sottolinenando che "il pubblico ascolterà musiche di Barber, Bloch, Sarasate, Vivaldi, Beethoven, ma il cuore di ciascuno dei presenti sentirà che dietro il suono della musica vive il suono silenzioso delle lacrime storiche, lacrime di quelle che lasciano traccia nell'anima e nel corpo dei popoli".
"Ringraziamo il Papa per le sue parole", commenta Renzo Gattegna, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, auspicando che "il dialogo tra ebrei e cristiani possa continuare a svilupparsi e dare i suoi frutti, in un clima di rispetto delle reciproche culture e tradizioni con l'amicizia di cui le parole del Pontefice sono testimonianza". "Una gran parte della mia famiglia è morta nei lager di Auschwitz e Treblinka", racconta da parte sua il rabbino amico di Bergoglio rivelando gli antefatti dello straordinario messaggio di Papa Francesco che sarà letto domani sera.
"Quando Viviana Kasam, l'ideatrice e organizzatrice dell'evento, mi ha illustrato il progetto, ho capito - spiega Skorka - che non potevo mancare, per l'eccezionalità di questo modo scelto per onorare i martiri dell'Olocausto. E in un incontro personale con il Papa gli ho esternato il mio entusiasmo per il concerto". "Devo essere stato convincente - si compiace I rabbino - perché Papa Francesco mi ha consegnato una lettera, scritta di suo pugno, autorizzandomi a divulgarla, come testimonianza dei sentimenti che condivide con me. Una sorta di prolungamento ideale del nostro libro".
Il messaggio, vergato a mano dal Pontefice, sarà letto in occasione del Concerto "I violini della speranza", domani per la Giornata della Memoria, al Parco della Musica. "Vi accompagno spiritualmente in questo evento che costituisce di per sè un messaggio", assicura in spagnolo Francesco al grande amico ebreo argentino giunto a Roma la settimana scorsa per incontrare il Santo Padre insieme a una delegazione di leader della sua comunità ebraica e che ha deciso di prolungare il suo soggiorno per assistere al concerto.
"Dodici violini sopravvissuti alla Shoah suoneranno insieme", scrive il Pontefice sottolinenando che "il pubblico ascolterà musiche di Barber, Bloch, Sarasate, Vivaldi, Beethoven, ma il cuore di ciascuno dei presenti sentirà che dietro il suono della musica vive il suono silenzioso delle lacrime storiche, lacrime di quelle che lasciano traccia nell'anima e nel corpo dei popoli".
"Ringraziamo il Papa per le sue parole", commenta Renzo Gattegna, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, auspicando che "il dialogo tra ebrei e cristiani possa continuare a svilupparsi e dare i suoi frutti, in un clima di rispetto delle reciproche culture e tradizioni con l'amicizia di cui le parole del Pontefice sono testimonianza". "Una gran parte della mia famiglia è morta nei lager di Auschwitz e Treblinka", racconta da parte sua il rabbino amico di Bergoglio rivelando gli antefatti dello straordinario messaggio di Papa Francesco che sarà letto domani sera.
"Quando Viviana Kasam, l'ideatrice e organizzatrice dell'evento, mi ha illustrato il progetto, ho capito - spiega Skorka - che non potevo mancare, per l'eccezionalità di questo modo scelto per onorare i martiri dell'Olocausto. E in un incontro personale con il Papa gli ho esternato il mio entusiasmo per il concerto". "Devo essere stato convincente - si compiace I rabbino - perché Papa Francesco mi ha consegnato una lettera, scritta di suo pugno, autorizzandomi a divulgarla, come testimonianza dei sentimenti che condivide con me. Una sorta di prolungamento ideale del nostro libro".