KIEV - Il braccio di ferro tra opposizione e presidenza ucraina è continuato tutta la notte dopo lo sgombero del ministero della Giustizia da parte dei dimostranti anti-governativi. E ha prodotto due risultati: le dimissioni del primo ministro Azarov e l'abolizione da parte del Parlamento delle leggi anti-manifestazioni. A favore dell'abrogazione si sono espressi 361 deputati su 450. Il risultato della votazione è stato accolto in aula da un lungo applauso.
Le dimissioni del premier. In una nota pubblicata sul sito Internet ufficiale del governo, Azarov, due volte premier dal marzo 2010, spiega di aver "preso personalmente la decisione" di dimettersi per facilitare il raggiungimento di "un compromesso socio-politico" e di "una soluzione pacifica al conflitto". La situazione di conflitto nel Paese - ha proseguito il fedelissimo del presidente Viktor Yanukovich - minaccia lo sviluppo economico e sociale in Ucraina nonché l'intera società ucraina e ogni cittadino". Il presidente ucraino ha firmato un decreto che accoglie le dimissioni del premier e dell'intero governo. "Accetto le dimissioni di Mykola Azarov e di conseguenza le dimissioni di tutto il governo" si legge nel testo del decreto pubblicato sul sito web della presidenza ucraina. Il decreto richiede che il governo resti in carica per l'ordinaria amministrazione.
Le leggi abrogate. Nove delle 12 leggi anti-proteste, si legge sul Kiev Post, sono state revocate, tra cui quella che prevede la pena del carcere fino a 15 anni per i trasgressori dei divieti sulla partecipazione alle dimostrazioni.
L'accordo di massima per abrogare le contestatissime leggi anti-manifestazioni approvate il 16 gennaio per alzata di mano e senza discussione in aula, le stesse che hanno portato la tensione alle stelle negli ultimi giorni, è stato trovato al termine di una riunione durata oltre quattro ore, il presidente Viktor Yanukovich e i tre principali leader dell'opposizione. Poi il Parlamento ha dato l'ok. Alla riunione con Yanukovich hanno preso parte l'ex pugile Vitali Klitschko, leader di Udar; Arseni Iatseniuk di Patria, il partito di Yulia Timoshenko; il nazionalista di Svoboda, Oleg Tiagnybok.
Iatseniuk dice no a governo. Iatseniuk ha rifiutato la guida del governo propostagli dal presidente. Una scelta già annunciata, visto che l'opposizione punta a elezioni presidenziali e parlamentari anticipate in modo da dare la spallata finale al capo dello Stato. Iatseniuk ha così accontentato anche la leader del suo partito, che dall'ospedale di Kharkiv, dove è ricoverata in stato di detenzione per un'ernia del disco, era tornata a dissotterrare l'ascia di guerra chiedendo all'opposizione, di cui è - almeno in teoria - il capo, di non accettare le condizioni "umilianti" proposte da Yanukovich finché non saranno accolte tutte le richieste dei manifestanti.
Amnistia. Ma governo e opposizione avrebbero anche un altro accordo in ballo: Yanukovich ha proposto un'amnistia per gli antigovernativi arrestati in queste settimane, ma a patto che tutti gli edifici pubblici occupati siano sgomberati. Il Parlamento discuterà domani questa misura. La richiesta di liberare palazzi e strade è però inaccettabile per larga parte dei dimostranti.
Ancora tensione. L'esito dell'incontro tra il presidente e i leader dell'opposizione, così come la decisione dei manifestanti di sgomberare il ministero della Giustizia, hanno momentaneamente allentato la tensione a Kiev. Ma in molte regioni gli scontri tra forze dell'ordine e rivoltosi continuano. Dieci sedi di consigli regionali su 25 sono occupate o bloccate dai manifestanti. Tutto l'ovest del Paese è di fatto sotto il controllo dei dimostranti.
Morto poliziotto accoltellato lunedì. Un poliziotto ucraino accoltellato insieme ad altri due colleghi lunedì durante gli scontri a a Khersones, nel sud dell'Ucraina. Lo ha riferito il ministro dell'Interno, citato dall'agenzia Itar-Tass. Sono quindi quattro, due manifestanti e due poliziotti, le persone morte dall'inizio delle proteste in Ucraina.
Appelli al dialogo. In questa situazione si susseguono gli appelli al dialogo. L'ultimo è arrivato dal vicepresidente americano Joe Biden che ha chiesto a Yanukovich di ritirare le forze antisommossa e lavorare con l'opposizione per ridurre le tensioni. In una conversazione telefonica, Biden ha anche avvertito il presidente ucraino che "dichiarare lo stato di emergenza o adottare ogni altra misura di sicurezza così grave peggiorerebbe la situazione e ridurrebbe lo spazio per una soluzione pacifica" della crisi. Biden ha inoltre esortato il governo ucraino a prendere "misure concrete" nella sessione parlamentare odierna, "al fine di rispondere alle legittime inquietudini del popolo ucraino, come l'abrogazione delle leggi antidemocratiche votate il 16 gennaio".
Putin a Ue: "Non rivedremo intesa con Kiev se opposizione va al potere". "La Russia non rivederà l'accordo con Kiev nel caso salga al potere l'opposizione". Lo ha detto il leader del cremlino Vladimir Putin alla fine del summit Russia-Ue a Bruxelles. Secondo Putin, che ha ribadito che è interesse della Russia che l'Ucraina trovi stabilità, Mosca terrà un dialogo con il nuovo governo ucraino, indipendentemente da chi sarà guidato. "Saremo con i nostri partner in Ucraina, chiunque sia a capo del governo, ci impegniamo in un dialogo con loro", ha detto Putin, che non ha perso l'occasione per lanciare una frecciata alle ingerenze esterne sulla questione ucraina. Riferendosi, quindi, alla continua presenza di alti esponenti dell'Unione europea a Kiev, Putin ha detto: ''Posso solo immaginare come i nostri partner europei avrebbero reagito se, in piena crisi a Cipro o in Grecia il nostro ministro degli Esteri fosse andato in visita facendo appelli antieuropei. Pensiamo che non sia positivo in generale e, considerando certe relazioni speciali esistenti fra Russia e Ucraina, è semplicemente inaccettabile e impossibile per noi''. Ecco perché, ha spiegato Putin, la Russia non interverrà in Ucraina: ''Riguardo a dare consigli su cosa fare e come - ha detto - penso che il popolo ucraino se la possa cavare da solo'', ha osservato. Nonostante questo, ha definito "inaccettabili" le espressioni "di nazionalismo estremo" presenti nella piazza ucraina.
Le dimissioni del premier. In una nota pubblicata sul sito Internet ufficiale del governo, Azarov, due volte premier dal marzo 2010, spiega di aver "preso personalmente la decisione" di dimettersi per facilitare il raggiungimento di "un compromesso socio-politico" e di "una soluzione pacifica al conflitto". La situazione di conflitto nel Paese - ha proseguito il fedelissimo del presidente Viktor Yanukovich - minaccia lo sviluppo economico e sociale in Ucraina nonché l'intera società ucraina e ogni cittadino". Il presidente ucraino ha firmato un decreto che accoglie le dimissioni del premier e dell'intero governo. "Accetto le dimissioni di Mykola Azarov e di conseguenza le dimissioni di tutto il governo" si legge nel testo del decreto pubblicato sul sito web della presidenza ucraina. Il decreto richiede che il governo resti in carica per l'ordinaria amministrazione.
Le leggi abrogate. Nove delle 12 leggi anti-proteste, si legge sul Kiev Post, sono state revocate, tra cui quella che prevede la pena del carcere fino a 15 anni per i trasgressori dei divieti sulla partecipazione alle dimostrazioni.
L'accordo di massima per abrogare le contestatissime leggi anti-manifestazioni approvate il 16 gennaio per alzata di mano e senza discussione in aula, le stesse che hanno portato la tensione alle stelle negli ultimi giorni, è stato trovato al termine di una riunione durata oltre quattro ore, il presidente Viktor Yanukovich e i tre principali leader dell'opposizione. Poi il Parlamento ha dato l'ok. Alla riunione con Yanukovich hanno preso parte l'ex pugile Vitali Klitschko, leader di Udar; Arseni Iatseniuk di Patria, il partito di Yulia Timoshenko; il nazionalista di Svoboda, Oleg Tiagnybok.
Iatseniuk dice no a governo. Iatseniuk ha rifiutato la guida del governo propostagli dal presidente. Una scelta già annunciata, visto che l'opposizione punta a elezioni presidenziali e parlamentari anticipate in modo da dare la spallata finale al capo dello Stato. Iatseniuk ha così accontentato anche la leader del suo partito, che dall'ospedale di Kharkiv, dove è ricoverata in stato di detenzione per un'ernia del disco, era tornata a dissotterrare l'ascia di guerra chiedendo all'opposizione, di cui è - almeno in teoria - il capo, di non accettare le condizioni "umilianti" proposte da Yanukovich finché non saranno accolte tutte le richieste dei manifestanti.
Amnistia. Ma governo e opposizione avrebbero anche un altro accordo in ballo: Yanukovich ha proposto un'amnistia per gli antigovernativi arrestati in queste settimane, ma a patto che tutti gli edifici pubblici occupati siano sgomberati. Il Parlamento discuterà domani questa misura. La richiesta di liberare palazzi e strade è però inaccettabile per larga parte dei dimostranti.
Ancora tensione. L'esito dell'incontro tra il presidente e i leader dell'opposizione, così come la decisione dei manifestanti di sgomberare il ministero della Giustizia, hanno momentaneamente allentato la tensione a Kiev. Ma in molte regioni gli scontri tra forze dell'ordine e rivoltosi continuano. Dieci sedi di consigli regionali su 25 sono occupate o bloccate dai manifestanti. Tutto l'ovest del Paese è di fatto sotto il controllo dei dimostranti.
Morto poliziotto accoltellato lunedì. Un poliziotto ucraino accoltellato insieme ad altri due colleghi lunedì durante gli scontri a a Khersones, nel sud dell'Ucraina. Lo ha riferito il ministro dell'Interno, citato dall'agenzia Itar-Tass. Sono quindi quattro, due manifestanti e due poliziotti, le persone morte dall'inizio delle proteste in Ucraina.
Appelli al dialogo. In questa situazione si susseguono gli appelli al dialogo. L'ultimo è arrivato dal vicepresidente americano Joe Biden che ha chiesto a Yanukovich di ritirare le forze antisommossa e lavorare con l'opposizione per ridurre le tensioni. In una conversazione telefonica, Biden ha anche avvertito il presidente ucraino che "dichiarare lo stato di emergenza o adottare ogni altra misura di sicurezza così grave peggiorerebbe la situazione e ridurrebbe lo spazio per una soluzione pacifica" della crisi. Biden ha inoltre esortato il governo ucraino a prendere "misure concrete" nella sessione parlamentare odierna, "al fine di rispondere alle legittime inquietudini del popolo ucraino, come l'abrogazione delle leggi antidemocratiche votate il 16 gennaio".
Putin a Ue: "Non rivedremo intesa con Kiev se opposizione va al potere". "La Russia non rivederà l'accordo con Kiev nel caso salga al potere l'opposizione". Lo ha detto il leader del cremlino Vladimir Putin alla fine del summit Russia-Ue a Bruxelles. Secondo Putin, che ha ribadito che è interesse della Russia che l'Ucraina trovi stabilità, Mosca terrà un dialogo con il nuovo governo ucraino, indipendentemente da chi sarà guidato. "Saremo con i nostri partner in Ucraina, chiunque sia a capo del governo, ci impegniamo in un dialogo con loro", ha detto Putin, che non ha perso l'occasione per lanciare una frecciata alle ingerenze esterne sulla questione ucraina. Riferendosi, quindi, alla continua presenza di alti esponenti dell'Unione europea a Kiev, Putin ha detto: ''Posso solo immaginare come i nostri partner europei avrebbero reagito se, in piena crisi a Cipro o in Grecia il nostro ministro degli Esteri fosse andato in visita facendo appelli antieuropei. Pensiamo che non sia positivo in generale e, considerando certe relazioni speciali esistenti fra Russia e Ucraina, è semplicemente inaccettabile e impossibile per noi''. Ecco perché, ha spiegato Putin, la Russia non interverrà in Ucraina: ''Riguardo a dare consigli su cosa fare e come - ha detto - penso che il popolo ucraino se la possa cavare da solo'', ha osservato. Nonostante questo, ha definito "inaccettabili" le espressioni "di nazionalismo estremo" presenti nella piazza ucraina.