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Marò, retromarcia del governo indiano sulla pena di morte

L'esecutivo chiede al ministero della Giustizia di rivedere il suo parere sull'applicazione della legge antipirateria ai militari italiani

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NEW DELHI - Il governo indiano ci ripensa, o almeno così sembra. Le autorità asiatiche hanno infatti chiesto al ministero della Giustizia di rivedere il suo parere sull'applicabilità della Sua Act, la legge antipirateria che prevede anche la pena di morte in caso di omicidi, al caso dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Lo scrive oggi il quotidiano 'The Indian Express', precisando che al dicastero è stato chiesto di prendere in considerazione il fatto che la Sua Act è stata inquadrata per affrontare terrorismo e pirateria e non si applica all'uccisione dei pescatori.

Fonti del ministero della Giustizia hanno detto che al procuratore generale della Corte suprema indiana, che dovrà giudicare i due fucilieri entro il prossimo 3 febbraio,  verrà chiesto di riconsiderare la sua opinione proprio su questo punto. "Il suo parere - ha detto la fonte - sarà esaminato dal ministro della Giustizia a differenza dell'ultima volta". Alcuni funzionari del dicastero non hanno voluto confermare la notizia, ma hanno riferito che "il governo sta ancora valutando le azioni da prendere in futuro a causa delle ramificazioni internazionali" che l'India sta ampliando negli ultimi anni attraverso accordi commerciali e diplomatici con i Paesi occidentali, Italia compresa. Ieri, lo stesso presidente della Commissione Ue Barroso, aveva sottolineato come ogni decisione sul caso dei due marò del Battaglione San Marco "può avere un impatto sulle relazioni complessive fra l'Unione Europea e l'India".

Se il ministero della Giustizia farà marcia indietro, conclude il quotidiano, anche quello dell'Interno "potrà far marcia indietro e processare i due militari in base al Codice Penale indiano". Intanto è stata rinviata al 25 febbraio l'udienza (inizialmente prevista oggi) che dovrà analizzare la richiesta della Nia, la polizia investigativa indiana, di trasferire il caso di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre sotto la tutela del tribunale speciale di Nuova Delhi. "Non siamo affatto sorpresi dal rinvio - ha commentato l'inviato speciale del governo italiano Staffan De Mistura - riteniamo importante la risposta che dovrebbe darci il 3 febbraio la Corte Suprema alla nostra petizione del 13 gennaio". De Mistura partirà per Delhi il primo febbraio.