BOSTON - Un fatto epocale per una tragedia altrettanto epocale. La procura federale degli Stati Uniti ha deciso di chiedere la pena di morte per Dzhokhar Tsarnaev, l'attentatore della maratona di Boston, l'unico rimasto in vita. La decisione finale è stata presa dal procuratore generale Eric Holder. Ad annunciarla è stato il procuratore di Boston, Carmen Ortiz. La sua pronuncia è stata determinante nell'intraprendere questa via. Le leggi del Massachusetts, infatti, non prevedono la pena di morte, che quindi può essere applicata solo su mandato federale. Nell'attentato, avvenuto il 15 aprile scorso, si verificarono due esplosioni vicino al traguardo della maratona, provocando tre morti e 260 feriti.
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Secondo l'accusa, responsabili delle esplosioni furono i fratelli Tsarnaev, Dzhokhar e Tamerlan, russi di origine cecena, che vivevano nella zona di Boston da circa 10 anni. Sarebbero stati infatti i due a piazzare vicino al traguardo due ordigni esplosivi rudimentali, realizzati con pentole a pressione. Tamerlan Tsarnaev morì in una sparatoria con la polizia; mentre il fratello Dzhokhar, 20 anni, è statao arrestato ma si è sempre dichiarato non colpevole. La data del processo non è stata fissata, ma la novità di oggi potrebbe dare un'accelerazione fondamentale.
Delle 30 accuse a carico di Dzhokhar Tsarnaev, 17 prevedevano come possibilità l'assegnazione della pena di morte; tra queste l'accusa di uso di un'arma di distruzione di massa. Un'occasione presa al volo dai vertici federali per dare un segnale forte alla popolazione dello stato orientale. La decisione del procuratore Holder di proporre la condanna a morte per Tsarnaev era comunque attesa e non ha sorpreso quasi nessuno.
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Come detto, un fatto epocale perché mette in moto il più importante caso federale di pena di morte dal 1995, quando Timothy J. McVeigh fu processato e condannato per la bomba a un ufficio federale a Oklahoma City. Mnetre per trovare l'ultima condanna a morte avvenuta in Massachusetts bisogna tornare indietro al 1984. Holder la scorsa settimana ha ripetuto la sua personale contrarietà alla pena di morte, ma questo non gli ha impedito in diverse occasioni di proporla.
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Secondo l'accusa, responsabili delle esplosioni furono i fratelli Tsarnaev, Dzhokhar e Tamerlan, russi di origine cecena, che vivevano nella zona di Boston da circa 10 anni. Sarebbero stati infatti i due a piazzare vicino al traguardo due ordigni esplosivi rudimentali, realizzati con pentole a pressione. Tamerlan Tsarnaev morì in una sparatoria con la polizia; mentre il fratello Dzhokhar, 20 anni, è statao arrestato ma si è sempre dichiarato non colpevole. La data del processo non è stata fissata, ma la novità di oggi potrebbe dare un'accelerazione fondamentale.
Delle 30 accuse a carico di Dzhokhar Tsarnaev, 17 prevedevano come possibilità l'assegnazione della pena di morte; tra queste l'accusa di uso di un'arma di distruzione di massa. Un'occasione presa al volo dai vertici federali per dare un segnale forte alla popolazione dello stato orientale. La decisione del procuratore Holder di proporre la condanna a morte per Tsarnaev era comunque attesa e non ha sorpreso quasi nessuno.
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Come detto, un fatto epocale perché mette in moto il più importante caso federale di pena di morte dal 1995, quando Timothy J. McVeigh fu processato e condannato per la bomba a un ufficio federale a Oklahoma City. Mnetre per trovare l'ultima condanna a morte avvenuta in Massachusetts bisogna tornare indietro al 1984. Holder la scorsa settimana ha ripetuto la sua personale contrarietà alla pena di morte, ma questo non gli ha impedito in diverse occasioni di proporla.