KIEV - Il presidente ucraino, Viktor Yanukovich, ha firmato la legge d'amnistia per i manifestanti antigovernativi approvata due giorni fa dal parlamento ucraino e che prevede la liberazione degli arrestati in cambio dello sgombero delle piazze e degli edifici pubblici occupati. La notizia è riportata dal sito internet presidenziale di Kiev.
La norma promulgata da Yanukovich, oltre alla parziale amnistia, prevede la parziale cancellazione delle leggi anti-manifestazioni del 16 gennaio, che hanno innescato l'escalation delle violenze di piazza. L'amnistia non copre i reati più gravi. E' stata approvata dalla Rada, il parlamento ucraino, il 29 gennaio coi voti del partito delle regioni di Yanukovich. L'opposizione l'ha duramente criticata, perché la sua validità partirà solo in cambio della fine delle proteste.
Kerry: Yanukovich deve fare di più. Anche il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha avvertito che il presidente ucraino deve fare ben di più se vuole traghettare il proprio Paese fuori dalla gravissima crisi. "Le offerte di Yanukovich non hanno ancora raggiunto un livello sufficiente per quanto riguarda le riforme", ha dichiarato il capo della diplomazia Usa da Berlino, dove incontrerà tra gli altri il cancelliere Angela Merkel e l'omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon e l'inviato speciale congiunto per la Siria della stessa Onu e della Lega Araba, Lakhdar Braimi.
Kerry, che domani a Monaco di Baviera vedrà esponenti di primo piano delle forze di opposizione ucraine, ha alluso alla Russia affermando che alle "Potenze esterne" non deve essere permesso di interferire nella crisi, la cui soluzione spetta soltanto al popolo dell'Ucraina. Oltre all'amnistia per gli arrestati, Yanukovich finora ha accettato di mettere da parte il premier Mykola Azarov e il suo governo e offerto agli oppositori la guida dell'esecutivo.
Ashton: "Orrore per le torture". Intanto l'alto rappresentante della politica estera dell'Ue, Catherine Ashton, ha espresso "orrore" per i rapimenti e le torture ai danni di diversi oppositori in Ucraina. Il commento è arrivato dopo che Dmytro Bulatov, leader del movimento dissidente 'Avtomaidan', è riapparso in tv dopo una settimana denunciando di esser stato rapito e torturato. "Sono inorridita", scrive Ashton in una nota, "per gli evidenti segni delle prolungate torture e dei crudeli maltrattamenti" inflitti agli attivisti dell'opposizione.
Altri "hanno pagato con la loro vita l'aver esercitato i propri diritti civili", denuncia la baronessa inglese in relazione alla sorte di Yuriy Verbytsky, trovato morto proprio nove giorni fa dopo essere stato sequestrato in precedenza. "Non sono altro che due casi dei continui e deliberati attacchi contro gli organizzatori i partecipanti a pacifiche proteste", incalza Ashton, reduce da una nuova visita a Kiev dopo quella di dicembre. "E' responsabilità delle autorità ucraine adottare tutti i provvedimenti necessari per affrontare l'attuale atmosfera d'intimidazione e d'impunità, che permettere si verifichino fatti del genere. Tutti coloro che sono detenuti illegalmente debbono essere rilasciati, i colpevoli condotti davanti alla giustizia", ha concluso la Ashton.
Estrema destra: non lasciamo le barricate. Ma il movimento di estrema destra ucraino 'Pravij Sektor' (Settore destro) non ha alcuna intenzione di lasciare le barricate di via Grushevski, a Kiev, dove per giorni manifestanti e polizia si sono scontrati e dove hanno perso la vita almeno tre persone. In un'intervista a Interfax, il leader del gruppo, Dmitro Iarosh, ha detto di "non riconoscere" la legge d'amnistia votata dal parlamento che prevede la liberazione dei dimostranti arrestati in cambio dello sgombero degli edifici pubblici occupati.
La norma promulgata da Yanukovich, oltre alla parziale amnistia, prevede la parziale cancellazione delle leggi anti-manifestazioni del 16 gennaio, che hanno innescato l'escalation delle violenze di piazza. L'amnistia non copre i reati più gravi. E' stata approvata dalla Rada, il parlamento ucraino, il 29 gennaio coi voti del partito delle regioni di Yanukovich. L'opposizione l'ha duramente criticata, perché la sua validità partirà solo in cambio della fine delle proteste.
Kerry: Yanukovich deve fare di più. Anche il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha avvertito che il presidente ucraino deve fare ben di più se vuole traghettare il proprio Paese fuori dalla gravissima crisi. "Le offerte di Yanukovich non hanno ancora raggiunto un livello sufficiente per quanto riguarda le riforme", ha dichiarato il capo della diplomazia Usa da Berlino, dove incontrerà tra gli altri il cancelliere Angela Merkel e l'omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon e l'inviato speciale congiunto per la Siria della stessa Onu e della Lega Araba, Lakhdar Braimi.
Kerry, che domani a Monaco di Baviera vedrà esponenti di primo piano delle forze di opposizione ucraine, ha alluso alla Russia affermando che alle "Potenze esterne" non deve essere permesso di interferire nella crisi, la cui soluzione spetta soltanto al popolo dell'Ucraina. Oltre all'amnistia per gli arrestati, Yanukovich finora ha accettato di mettere da parte il premier Mykola Azarov e il suo governo e offerto agli oppositori la guida dell'esecutivo.
Ashton: "Orrore per le torture". Intanto l'alto rappresentante della politica estera dell'Ue, Catherine Ashton, ha espresso "orrore" per i rapimenti e le torture ai danni di diversi oppositori in Ucraina. Il commento è arrivato dopo che Dmytro Bulatov, leader del movimento dissidente 'Avtomaidan', è riapparso in tv dopo una settimana denunciando di esser stato rapito e torturato. "Sono inorridita", scrive Ashton in una nota, "per gli evidenti segni delle prolungate torture e dei crudeli maltrattamenti" inflitti agli attivisti dell'opposizione.
Altri "hanno pagato con la loro vita l'aver esercitato i propri diritti civili", denuncia la baronessa inglese in relazione alla sorte di Yuriy Verbytsky, trovato morto proprio nove giorni fa dopo essere stato sequestrato in precedenza. "Non sono altro che due casi dei continui e deliberati attacchi contro gli organizzatori i partecipanti a pacifiche proteste", incalza Ashton, reduce da una nuova visita a Kiev dopo quella di dicembre. "E' responsabilità delle autorità ucraine adottare tutti i provvedimenti necessari per affrontare l'attuale atmosfera d'intimidazione e d'impunità, che permettere si verifichino fatti del genere. Tutti coloro che sono detenuti illegalmente debbono essere rilasciati, i colpevoli condotti davanti alla giustizia", ha concluso la Ashton.
Estrema destra: non lasciamo le barricate. Ma il movimento di estrema destra ucraino 'Pravij Sektor' (Settore destro) non ha alcuna intenzione di lasciare le barricate di via Grushevski, a Kiev, dove per giorni manifestanti e polizia si sono scontrati e dove hanno perso la vita almeno tre persone. In un'intervista a Interfax, il leader del gruppo, Dmitro Iarosh, ha detto di "non riconoscere" la legge d'amnistia votata dal parlamento che prevede la liberazione dei dimostranti arrestati in cambio dello sgombero degli edifici pubblici occupati.