L'IMMAGINE più disarmante l'ha offerta proprio papa Francesco: "Per me è come avere il nonno saggio in casa: è il mio papà. Quando in una famiglia il nonno è a casa, è venerato, è amato, è ascoltato". Eppure un anno fa l'annuncio col quale Benedetto XVI comunicò la propria rinuncia al pontificato, aveva scosso l'immaginario collettivo anche per quello scenario insolito dei due papi dietro le mura vaticane. Joseph Ratzinger aveva scelto di vivere nel "recinto di San Pietro", ma senza mostrarsi all'esterno né interferire con l'attività del suo successore al quale, incontrando i cardinali prima ancora del conclave, promise "incondizionata riverenza e obbedienza". E così è stato, almeno a sentire la testimonianza di Jorge Mario Bergoglio: "Io gli ho detto tante volte: Santità, lei riceva, faccia la sua vita, venga con noi", ma, aggiunge, "lui è un uomo di una prudenza, non si immischia". E anche l'enciclica Lumen Fidei che per ammissione dello stesso Francesco è stata scritta a quattro mani con il predecessore, più che un'ingerenza di Ratzinger è risultata un'apertura alla continuità da parte del papa argentino.
LO SPECIALE - DOSSIER VIDEO - L'ANNUNCIO IN LATINO- VIDEO
IN VOLO VIA DAL VATICANO - PASSEGGIATA A CASTEL GANDOLFO- FOTO
LE "FINESTRE" SULLA CLAUSURA - Per quattro volte in dodici mesi i due pontefici si sono incontrati sotto gli occhi delle telecamere: a Castel Gandolfo, dieci giorni dopo la fumata bianca del 13 marzo, e poi il 2 maggio, quando Francesco ha accolto Benedetto XVI al rientro in Vaticano; il 5 luglio sono stati ripresi in occasione dell'inaugurazione di un nuovo monumento a San Michele Arcangelo nei Giardini Vaticani e infine a Natale, un video ha mostrato lo scambio di auguri. Alcune foto hanno immortalato Ratzinger mentre passeggiava insieme all'ex segretario e arcivescovo Georg Ganswein e l'ultima immagine, che risale al 17 gennaio scorso, lo ha ritratto insieme al fratello nei giardini vaticani, durante l'esibizione di una banda musicale. Sono state le sole finestre pubbliche sulla vita claustrale che il papa emerito ha iniziato il 28 febbraio 2013, quando si è congedato dalla folla davanti al palazzo di Castel Gandolfo definendosi "semplicemente un pellegrino che inizia l'ultima tappa del suo pellegrinaggio in questa terra".
IN INCOGNITO PER IL CONCERTO - Dopo aver lasciato la residenza pontificia sui Colli albani, nella quale ha trascorso i primi due mesi dopo la rinuncia, le giornate di Benedetto XVI si ambientano tutte nell'ex monastero Mater Ecclesiae, che Giovanni Paolo II aveva voluto per garantire in Vaticano una "centrale di silenzio, di penitenza e di preghiera" da affidare a rotazione a diversi ordini contemplativi. Meditazioni, studi, musica e passeggiate sono le attività previste nell'agenda di Ratzinger, insieme alla celebrazione della messa e alla recita del breviario. L'ultima uscita dalle mura leonine risale al 3 gennaio, per una visita al fratello ricoverato al policlinico Gemelli. Ad agosto era stato declinato l'invito formulato da Bergoglio, che, visti anche i suoi impegni serrati in Vaticano, aveva lasciato al predecessore la residenza estiva: il pontefice emerito spiegò che preferiva evitare il clamore dello spostamento e a Castel Gandolfo arrivò solo con un'escursione in incognito di tre ore, resa nota solo in seguito, per seguire un concerto in programma il 18 agosto.
IL DIALOGO "FRANCO" CON ODIFREDDI - Ma i contatti con l'esterno dell'uomo che per 8 anni ha guidato la Chiesa cattolica non sono del tutto troncati. Il 26 dicembre è stato a pranzo nell'appartamento del suo ex segretario di Stato Tarcisio Bertone: "È in perfetta forma", ha assicurato il cardinale. Altre personalità ecclesiastiche e laiche lo hanno incontrato in diverse occasioni. E tra gli scambi epistolari ha avuto rilevanza mediatica quello con Piergiorgio Odifreddi, a proposito del libro con il quale il matematico e scrittore contestava le tesi teologiche di Ratzinger. La lettera inviata il 30 agosto dal papa emerito - e apparsa su Repubblica - è a tratti, per sua stessa ammissione, piuttosto "dura", ma alimenta un dialogo che viene definito "aperto": "Lei è stato molto franco e così accetterà che anch'io lo sia", si legge tra l'altro.
GLI EX STUDENTI. In quegli stessi giorni Benedetto XVI ha ricevuto anche la visita dei suoi ex allievi dei tempi della Baviera. Celebrando con cinquanta di loro la messa il primo settembre, ha avvertito: "Ci troviamo sulla via giusta se proviamo a diventare persone che scendono". E Ratzinger, che è sceso dal soglio pontificio, secondo monsignor Ganswein è "rifiorito".
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LE "FINESTRE" SULLA CLAUSURA - Per quattro volte in dodici mesi i due pontefici si sono incontrati sotto gli occhi delle telecamere: a Castel Gandolfo, dieci giorni dopo la fumata bianca del 13 marzo, e poi il 2 maggio, quando Francesco ha accolto Benedetto XVI al rientro in Vaticano; il 5 luglio sono stati ripresi in occasione dell'inaugurazione di un nuovo monumento a San Michele Arcangelo nei Giardini Vaticani e infine a Natale, un video ha mostrato lo scambio di auguri. Alcune foto hanno immortalato Ratzinger mentre passeggiava insieme all'ex segretario e arcivescovo Georg Ganswein e l'ultima immagine, che risale al 17 gennaio scorso, lo ha ritratto insieme al fratello nei giardini vaticani, durante l'esibizione di una banda musicale. Sono state le sole finestre pubbliche sulla vita claustrale che il papa emerito ha iniziato il 28 febbraio 2013, quando si è congedato dalla folla davanti al palazzo di Castel Gandolfo definendosi "semplicemente un pellegrino che inizia l'ultima tappa del suo pellegrinaggio in questa terra".
IN INCOGNITO PER IL CONCERTO - Dopo aver lasciato la residenza pontificia sui Colli albani, nella quale ha trascorso i primi due mesi dopo la rinuncia, le giornate di Benedetto XVI si ambientano tutte nell'ex monastero Mater Ecclesiae, che Giovanni Paolo II aveva voluto per garantire in Vaticano una "centrale di silenzio, di penitenza e di preghiera" da affidare a rotazione a diversi ordini contemplativi. Meditazioni, studi, musica e passeggiate sono le attività previste nell'agenda di Ratzinger, insieme alla celebrazione della messa e alla recita del breviario. L'ultima uscita dalle mura leonine risale al 3 gennaio, per una visita al fratello ricoverato al policlinico Gemelli. Ad agosto era stato declinato l'invito formulato da Bergoglio, che, visti anche i suoi impegni serrati in Vaticano, aveva lasciato al predecessore la residenza estiva: il pontefice emerito spiegò che preferiva evitare il clamore dello spostamento e a Castel Gandolfo arrivò solo con un'escursione in incognito di tre ore, resa nota solo in seguito, per seguire un concerto in programma il 18 agosto.
IL DIALOGO "FRANCO" CON ODIFREDDI - Ma i contatti con l'esterno dell'uomo che per 8 anni ha guidato la Chiesa cattolica non sono del tutto troncati. Il 26 dicembre è stato a pranzo nell'appartamento del suo ex segretario di Stato Tarcisio Bertone: "È in perfetta forma", ha assicurato il cardinale. Altre personalità ecclesiastiche e laiche lo hanno incontrato in diverse occasioni. E tra gli scambi epistolari ha avuto rilevanza mediatica quello con Piergiorgio Odifreddi, a proposito del libro con il quale il matematico e scrittore contestava le tesi teologiche di Ratzinger. La lettera inviata il 30 agosto dal papa emerito - e apparsa su Repubblica - è a tratti, per sua stessa ammissione, piuttosto "dura", ma alimenta un dialogo che viene definito "aperto": "Lei è stato molto franco e così accetterà che anch'io lo sia", si legge tra l'altro.
GLI EX STUDENTI. In quegli stessi giorni Benedetto XVI ha ricevuto anche la visita dei suoi ex allievi dei tempi della Baviera. Celebrando con cinquanta di loro la messa il primo settembre, ha avvertito: "Ci troviamo sulla via giusta se proviamo a diventare persone che scendono". E Ratzinger, che è sceso dal soglio pontificio, secondo monsignor Ganswein è "rifiorito".