Esteri

Marò, la Ue all'India: "Inaccettabile vedere l'Italia come Paese terrorista"

La posizione di Bruxelles espressa dall'Alto rappresentante per la politica estera Catherine Ashton. Bonino: "L'assunzione di responsabilità da parte dell'Unione europea è una novità importante. Contatti con l'Onu "

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BRUXELLES - L'accusa indiana legata alla legge anti-terrorismo contro i due marò italiani "significa che l'Italia sarebbe vista come un Paese terrorista e questo è inaccettabile. Continueremo ad agire con i nostri colloqui per dirlo chiaro e tondo". La ferma presa di posizione arriva dall'Alto rappresentante dell'Unione europea per la politica estera. Rispondendo a una domanda durante l'audizione al Parlamento europeo, Catherine Ashton aggiunge che la posizione Ue è stata comunicata in modo "vibrato" al governo indiano.

La questione "non è solo profondamente inquietante per il governo italiano, ma anche davvero allarmante per tutti i governi dell'Unione europea - sottolinea Ashton - Se verrà presa la decisione che quanto successo nell'azione dei fuciliari durante una missione anti-pirateria è un atto di terrorismo, sottintende che l'Italia è uno stato terrorista, ci saranno gravi implicazioni per tutte le azioni nell'anti-terrorismo laddove noi collaboriamo insieme (come Ue) o come Paesi individuali".

Bonino: "Importante novità la posizione Ue". Sulla vicenda di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre torna il ministro degli Esteri Emma Bonino: "Ho detto e ribadisco che lo sviluppo più recente di questa situazione è l'acquisizione di una solida alleanza internazionale. In altra epoca, agli stessi fatti fu risposto che era un fatto bilaterale tra Italia e India. L'assunzione di responsabilità da parte dell'Unione europea è un'acquisizione solida, ed è una novità", sottolinea la responsabile della Farnesina nel corso di un'audizione davanti alle Commissioni riunite Affari esteri e Difesa di Camera e Senato.

"Tutte le opzioni sono aperte - aggiunge Bonino - sia quelle diplomatiche e politiche sia la valutazione giuridica. L'obiettivo rimane il ritorno in dignità dei nostri marò. Il ritorno del ministro Mauro e dell'inviato speciale De Mistura" dall'India "porterà adesso a una valutazione collettiva del governo. La cosa che ci pare indispensabile è l'accrescere delle pressioni internazionali, che abbiamo costruito con grande lavoro e che non sono scontate". E ancora: "Sono strumenti importanti da usare, perché si è chiarito anche agli altri Stati membri che lo stesso utilizzo della legge antiterrorismo mette in discussione l'intero impianto della lotta alla pirateria".

In questo contesto, prosegue la titolare della Farnesina, il governo italiano ha "avviato un contatto" con l'Alto commissariato per i Diritti umani dell'Onu "per violazione dei diritti umani per quanto riguarda la mancanza di un capo di imputazione per i marò da parte dell'India dopo due anni, accompagnata da una restrizione della libertà".

"I nostri marò non sono né terroristi né pirati - ribadisce il ministro - svolgevano un incarico a nome del governo italiano". Quindi rimarca che "l'utilizzo della legge antiterrorismo" nel giudicare i due fucilieri italiani "mette in discussione lo stesso impianto della lotta alla pirateria" e che "questo mette in discussione l'intera partecipazione all'intero sforzo anti-pirateria". "E' in discussione un'intera politica, avviata negli ultimi anni", conclude.

New Delhi: processo secondo le leggi indiane. Dall'India arriva una dichiarazione dai toni nn esattamente concilianti del portavoce del ministero degli Esteri, Syed Akbaruddin: Girone e Latorre saranno processati secondo le leggi indiane, anche se l'Italia non è felice del fatto che venga applicata la legge anti-pirateria nel processo a carico dei due militari, e le leggi indiane prevarranno nonostante la forte opposizione da parte del governo di Roma.

Nel decidere di applicare la normativa anti-terrorismo e anti-pirateria, le autorità indiane hanno escluso la possibilità di condanna a morte, ma i marò rischiano fino a dieci anni di reclusione.