Esteri

Eugenia Tymoshenko:
"In Ucraina sanzioni tardive,
ora è guerra civile"

L'ira della figlia dell' ex primo ministro ucraino messa in carcere dal regime di Yanukovich

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"RINGRAZIAMO l'Europa per aver deciso le sanzioni. E' importante che tutta l'Europa faccia sentire tutto il suo peso contro un regime che ha dato ordine di massacrare il nostro popolo. Il rischio di guerra civile ormai è sotto gli occhi di tutti. Per questo il mondo deve avvertire il presidente Yanukovich che ogni singola responsabilità verrà perseguita".

Eugenia Timoshenko è la figlia di Yulia, l'ex primo ministro ucraino, messa in carcere dal regime di Yanukovich, uno dei simboli dell'opposizione al governo sostenuto da Putin. Eugenia arriva oggi a Roma per un incontro con Gianni Pittella, vice-presidente del Parlamento europeo e per incontrare deputati e senatori che vuole sensibilizzare alla causa di un paese che sta scivolando verso la guerra civile.

Non crede che l'Europa si sia mossa troppo tardi?
"Le sanzioni sono un passo importante, anche se forse bisognava dare segnali così forti molto tempo prima. Innanzitutto le sanzioni personali contro chi pianifica e chi applica l'uso della forza contro i manifestanti in piazza, contro chi ha ordinato di sparare e di uccidere decine di manifestanti. Poi sanzioni politiche per i capi del regime, e quelle finanziarie per la banda di affaristi che circonda Yanukovich. Certo, la battaglia è sempre più dura e difficile ".

E' chiaro che invece il sostegno di Putin a Yanukovich ormai è incondizionato...
"Il sostegno di Putin è essenziale per la sopravvivenza di un regime che non ha più una vera base di sostegno nel paese. Putin rifiuta gli accordi che Yanukovich aveva pure provato a firmare, ha voluto che lo scontro andasse avanti. Ma ormai il regime è senza sostegno e legittimazione nel paese. Noi chiediamo nuove elezioni parlamentari e nuove elezioni presidenziali, Yanukovich non è più in grado di governare un paese di cui non è più espressione".

Signora Timoshenko, metà dell'Ucraina però è russofona, guarda a Mosca come un riferimento naturale. Ci sono aree pronte alla secessione, a separarsi da voi per andare con Mosca se l'allontanamento della Russia riuscisse a vincere.
"Il problema del confronto fra le varie anime del popolo ucraino esiste, e anche la possibilità di tendenze al separatismo. Ma l'unico modo di gestire questi processi è quello di rimettere in moto la politica, per evitare la guerra civile. Un negoziato deve ripartire, dobbiamo andare a nuove elezioni per il presidente e il parlamento. Un nuovo governo democratico dovrà tenere unito il paese. L'Europa ci sia vicina".