Il tribunale distrettuale Basmanny di Mosca ha ordinato gli arrestri domiciliari per Alexey Navalny, il leader del fronte russo anti- Putin. Navalny, avvocato e celebre blogger, era stato fermato assieme ad altre decine e decine di persone il 26 febbraio, durante la protesta contro la condanna al carcere di otto militanti del fronte di opposizione al Presidente della Federazione Russa.
Gli arresti domiciliari non sono però ordinati per sanzionare la partecipazione alle proteste dei giorni scorsi (per le quali Navalny è stato condannato a sette giorni di prigione) ma nell'ambito dell'inchiesta per truffa a scapito della società di cosmesi francese Yves Rocher: Navalny è accusato assieme al fratello Oleg di avere sottratto alla filiale russa della compagnia francese una cifra pari a 590.000 Euro (più altri 90.000 a una seconda impresa).
Il tribunale ha ordinato di convertire in arresto domiciliare la misura amministrativa sino ad ora applicata al capo dell'opposizione, ovvero l'obbligo di firma con divieto di lasciare la capitale russa. Secondo la corte, Navalny ha commesso un illecito amministrativo partecipando ad un raduno non autorizzato a Mosca contro la condanna di 7 militanti dell’opposizione, in seguito al quale era stato arrestato per 7 giorni, e ha violato l'obbligo di non lasciare la capitale nel quadro di un’ inchiesta per frode nell'ichiesta sul caso Yves Rocher, prorogata proprio oggi sino al 13 giugno.
L'oppositore era stato già condannato nel luglio 2013 a 5 anni con la condizionale per appropriazione indebita in una compravendita di legname. Oggi, davanti al tribunale Basmanny di Mosca, si erano riunite alcune decine di suoi sostenitori, incluse le due Pussy Riot Maria Aliokhina e Nadia Tolokonnikova.
Navalny è stato sino ad oggi in libertà condizionata, in attesa di processo d'appello dopo la condanna a cinque anni di carcere per sottrazione indebita e truffa. La misura sarà applicata sino al 28 aprile, ha riferito via Twitter la portavoce Anna Veduta, con possibilità però di proroga. Sino ad allora, il principale esponente dell'opposizione russa, aggiunge, non potrà parlare con nessuno se non alla propria famiglia, non potrà usare telefono né internet.
Gli arresti domiciliari non sono però ordinati per sanzionare la partecipazione alle proteste dei giorni scorsi (per le quali Navalny è stato condannato a sette giorni di prigione) ma nell'ambito dell'inchiesta per truffa a scapito della società di cosmesi francese Yves Rocher: Navalny è accusato assieme al fratello Oleg di avere sottratto alla filiale russa della compagnia francese una cifra pari a 590.000 Euro (più altri 90.000 a una seconda impresa).
Il tribunale ha ordinato di convertire in arresto domiciliare la misura amministrativa sino ad ora applicata al capo dell'opposizione, ovvero l'obbligo di firma con divieto di lasciare la capitale russa. Secondo la corte, Navalny ha commesso un illecito amministrativo partecipando ad un raduno non autorizzato a Mosca contro la condanna di 7 militanti dell’opposizione, in seguito al quale era stato arrestato per 7 giorni, e ha violato l'obbligo di non lasciare la capitale nel quadro di un’ inchiesta per frode nell'ichiesta sul caso Yves Rocher, prorogata proprio oggi sino al 13 giugno.
L'oppositore era stato già condannato nel luglio 2013 a 5 anni con la condizionale per appropriazione indebita in una compravendita di legname. Oggi, davanti al tribunale Basmanny di Mosca, si erano riunite alcune decine di suoi sostenitori, incluse le due Pussy Riot Maria Aliokhina e Nadia Tolokonnikova.
Navalny è stato sino ad oggi in libertà condizionata, in attesa di processo d'appello dopo la condanna a cinque anni di carcere per sottrazione indebita e truffa. La misura sarà applicata sino al 28 aprile, ha riferito via Twitter la portavoce Anna Veduta, con possibilità però di proroga. Sino ad allora, il principale esponente dell'opposizione russa, aggiunge, non potrà parlare con nessuno se non alla propria famiglia, non potrà usare telefono né internet.