CARACAS - E' stata rilasciata Francesca Commissari, la fotografa italiana fermata venerdì dalla Guardia nacional bolivariana durante una manifestazione antichavista a Caracas, da giorni teatro di proteste contro il governo del presidente Nicolas Maduro. La Commissari ha avuto "la piena libertà" al termine di un'udienza presso il palazzo di giustizia. Anche altri 39 giovani fermati con lei durante le proteste nella Piazza Altamira sono stati rilasciati, anche se dovranno rispettare delle normative cautelari decise dal giudice. Con questo tweet ha ringraziato chi l'ha aiutata.
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Francesca Commissari, originaria di Reggio Emilia, vive in Venezuela da anni e collabora con El nacional, uno dei principali giornali del posto che dopo il fermo ha pubblicato nella homepage del suo sito una galleria di scatti della fotografa italiana. Autrice di molti servizi sulle aree meno conosciute del Paese, tra l'altro sulle donne delle comunità indigene negli Stati di Bolivar e Amazonas.
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Ieri l'avvocato Alfredo Romero, della ong Foro Penal Venezolano, aveva assicurato che Commissari stava bene. "Non è in una cella ma in una stanza. Lei e gli altri sono stati trattati bene", aveva aggiunto. E la giovane che condivide l'appartamento con la fotografa aveva raccontato di essersi preoccupata non vedendola tornare a casa: "Vista la situazione a Caracas e il fatto che si era recata a fare le foto in uno dei cortei degli studenti, ho iniziato a fare un giro di telefonate. Poco dopo ho saputo che Francesca era riuscita a mandare un tweet tramite una terza persona nel quale avvisava che era stata fermata e che le avevano preso gli apparecchi fotografici. Ore dopo si è presentato a casa un capitano chiedendo del suo passaporto".
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Francesca Commissari, originaria di Reggio Emilia, vive in Venezuela da anni e collabora con El nacional, uno dei principali giornali del posto che dopo il fermo ha pubblicato nella homepage del suo sito una galleria di scatti della fotografa italiana. Autrice di molti servizi sulle aree meno conosciute del Paese, tra l'altro sulle donne delle comunità indigene negli Stati di Bolivar e Amazonas.
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Ieri l'avvocato Alfredo Romero, della ong Foro Penal Venezolano, aveva assicurato che Commissari stava bene. "Non è in una cella ma in una stanza. Lei e gli altri sono stati trattati bene", aveva aggiunto. E la giovane che condivide l'appartamento con la fotografa aveva raccontato di essersi preoccupata non vedendola tornare a casa: "Vista la situazione a Caracas e il fatto che si era recata a fare le foto in uno dei cortei degli studenti, ho iniziato a fare un giro di telefonate. Poco dopo ho saputo che Francesca era riuscita a mandare un tweet tramite una terza persona nel quale avvisava che era stata fermata e che le avevano preso gli apparecchi fotografici. Ore dopo si è presentato a casa un capitano chiedendo del suo passaporto".