Aereo Malaysia scomparso, Interpol: "Ipotesi terrorismo sempre meno convincente"
Cia: "Non si può escludere attentato". I due passeggeri che viaggiavano con passaporti rubati erano iraniani: avevano 19 e 29 anni, il più giovane voleva raggiungere la Germania per chiedervi asilo, l'altro la Svezia. Allargata l'area delle ricerche, anche alla terraferma. Washington Post cita parenti dei dispersi: i cellulari dei nostri cari squillano a vuoto
Kuala Lumpur (Malaysia) - Perde consistenza l'ipotesi dell'attentato terroristico per l'aereo scomparso quattro giorni fa mentre era in volo da Kuala Lumpur a Pechino, anche se la Cia avverte che non si può ancora del tutto escludere. L'Interpol ha diffuso una immagine che ritrae due iraniani che viaggiavano a bordo dell'aereo della Malaysia Airlines con passaporti rubati, italiano e austriaco, mentre si imbarcano insieme. I due, secondo l'Interpol, sono arrivati da Doha in Malesia con i loro documenti originali (gli iraniani possono viaggiare per turismo in Malesia senza bisogno di un visto), poi si sarebbero serviti di quelli rubati per accedere al volo Kuala Lumpur-Pechino.
Il segretario generale dell'Interpol, Ronald K. Noble, ha spiegato che informazioni raccolte sui passeggeri iraniani rendono il terrorismo una spiegazione sempre meno convincente dell'accaduto. Secondo i documenti iraniani si chiamavano Pouri Nour Mohammad e Delavar Seyed Mohammad Reza, avevano rispettiva…
Il segretario generale dell'Interpol, Ronald K. Noble, ha spiegato che informazioni raccolte sui passeggeri iraniani rendono il terrorismo una spiegazione sempre meno convincente dell'accaduto. Secondo i documenti iraniani si chiamavano Pouri Nour Mohammad e Delavar Seyed Mohammad Reza, avevano rispettiva…
Kuala Lumpur (Malaysia) - Perde consistenza l'ipotesi dell'attentato terroristico per l'aereo scomparso quattro giorni fa mentre era in volo da Kuala Lumpur a Pechino, anche se la Cia avverte che non si può ancora del tutto escludere. L'Interpol ha diffuso una immagine che ritrae due iraniani che viaggiavano a bordo dell'aereo della Malaysia Airlines con passaporti rubati, italiano e austriaco, mentre si imbarcano insieme. I due, secondo l'Interpol, sono arrivati da Doha in Malesia con i loro documenti originali (gli iraniani possono viaggiare per turismo in Malesia senza bisogno di un visto), poi si sarebbero serviti di quelli rubati per accedere al volo Kuala Lumpur-Pechino.
Il segretario generale dell'Interpol, Ronald K. Noble, ha spiegato che informazioni raccolte sui passeggeri iraniani rendono il terrorismo una spiegazione sempre meno convincente dell'accaduto. Secondo i documenti iraniani si chiamavano Pouri Nour Mohammad e Delavar Seyed Mohammad Reza, avevano rispettivamente 19 e 29 anni.
Il più giovane aveva pianificato di raggiungere la Germania con il documento austriaco per chiedervi asilo. L'altro, secondo il quotidiano Aftonbladet, viaggiava con il passaporto dell'italiano Luigi Maraldi e la sua destinazione era la Svezia. Un portavoce della polizia di Goteborg ha poi aggiunto che Delavar Seyed Mohammad Reza aveva previsto di raggiungere la città svedese di Malmö via Pechino, Amsterdam e Copenhagen. Ed è stato un suo parente che lo avrebbe atteso a destinazione a informare la polizia svedese della sua presenza a bordo del volo Kuala Lumpur-Pechino.
"Più che di terrorismo - conclude Noble - qui si tratta di traffico di esseri umani. Ora che ne conosciamo l'identità, sappiamo che avevano lasciato Kuala Lumpur per ottenere lo status di rifugiati. Ora potremmo concentrarci sulla organizzazione criminale che li ha aiutati a viaggiare".
Secondo la Cia, la pista terroristica non può ancora essere scartata: lo ha detto il numero uno dell'agenzia, John Brennan, ribadendo però come nessuna rivendicazione sia finora giunta alle autorità che indagano sul caso.
Le ricerche dell'aereo su cui viaggivano 239 persone non hanno finora dato alcun risultato. L'area delle operazioni è stata estesa al Golfo di Thailandia e al Mar Cinese meridionale, ma anche alla costa occidentale malese e a nord ovest, vicino alle isole Andamane. Partecipano navi militari e civili, aerei e pattuglie della guardia costiera di nove Paesi (Cina, Malaysia, Usa, Singapore, Vietnam, Nuova Zelanda, Indonesia, Australia e Thailandia). E le autorità di Pechino hanno deciso di riposizionare dieci satelliti nella speranza di localizzare il Boeing.
L'aereo non ha lanciato alcun segnale di allarme e per gli esperti questa sarebbe l'indicazione che dovrebbe essere precipitato all'improvviso o che c'è stata un'esplosione. Ma il capo delle forze aeree malesi ha detto che i tracciati radar indicano che il velivolo potrebbe essere tornato indietro verso la base di partenza, prima di scomparire.
A rendere ancora più fitto il mistero c'è la notizia riportata dal Washington Post, secondo i cui i parenti di alcuni dei passeggeri ieri sostenevano che i cellulari dei loro cari squillavano a vuoto o che risultavano sempre online su un sistema cinese di instant messenger chiamato QQ. Il quotidiano di Singapore Strait Times ha riferito che un funzionario della Malaysian airlines, Hugh Dunleavy, ha detto ad alcuni familiari degli scomparsi che la compagnia ha provato a chiamare al telefono alcuni membri dell'equipaggio e che anche questi cellulari hanno squillato a vuoto.
Il segretario generale dell'Interpol, Ronald K. Noble, ha spiegato che informazioni raccolte sui passeggeri iraniani rendono il terrorismo una spiegazione sempre meno convincente dell'accaduto. Secondo i documenti iraniani si chiamavano Pouri Nour Mohammad e Delavar Seyed Mohammad Reza, avevano rispettivamente 19 e 29 anni.
Il più giovane aveva pianificato di raggiungere la Germania con il documento austriaco per chiedervi asilo. L'altro, secondo il quotidiano Aftonbladet, viaggiava con il passaporto dell'italiano Luigi Maraldi e la sua destinazione era la Svezia. Un portavoce della polizia di Goteborg ha poi aggiunto che Delavar Seyed Mohammad Reza aveva previsto di raggiungere la città svedese di Malmö via Pechino, Amsterdam e Copenhagen. Ed è stato un suo parente che lo avrebbe atteso a destinazione a informare la polizia svedese della sua presenza a bordo del volo Kuala Lumpur-Pechino.
"Più che di terrorismo - conclude Noble - qui si tratta di traffico di esseri umani. Ora che ne conosciamo l'identità, sappiamo che avevano lasciato Kuala Lumpur per ottenere lo status di rifugiati. Ora potremmo concentrarci sulla organizzazione criminale che li ha aiutati a viaggiare".
Secondo la Cia, la pista terroristica non può ancora essere scartata: lo ha detto il numero uno dell'agenzia, John Brennan, ribadendo però come nessuna rivendicazione sia finora giunta alle autorità che indagano sul caso.
Le ricerche dell'aereo su cui viaggivano 239 persone non hanno finora dato alcun risultato. L'area delle operazioni è stata estesa al Golfo di Thailandia e al Mar Cinese meridionale, ma anche alla costa occidentale malese e a nord ovest, vicino alle isole Andamane. Partecipano navi militari e civili, aerei e pattuglie della guardia costiera di nove Paesi (Cina, Malaysia, Usa, Singapore, Vietnam, Nuova Zelanda, Indonesia, Australia e Thailandia). E le autorità di Pechino hanno deciso di riposizionare dieci satelliti nella speranza di localizzare il Boeing.
L'aereo non ha lanciato alcun segnale di allarme e per gli esperti questa sarebbe l'indicazione che dovrebbe essere precipitato all'improvviso o che c'è stata un'esplosione. Ma il capo delle forze aeree malesi ha detto che i tracciati radar indicano che il velivolo potrebbe essere tornato indietro verso la base di partenza, prima di scomparire.
A rendere ancora più fitto il mistero c'è la notizia riportata dal Washington Post, secondo i cui i parenti di alcuni dei passeggeri ieri sostenevano che i cellulari dei loro cari squillavano a vuoto o che risultavano sempre online su un sistema cinese di instant messenger chiamato QQ. Il quotidiano di Singapore Strait Times ha riferito che un funzionario della Malaysian airlines, Hugh Dunleavy, ha detto ad alcuni familiari degli scomparsi che la compagnia ha provato a chiamare al telefono alcuni membri dell'equipaggio e che anche questi cellulari hanno squillato a vuoto.