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Libia, fugge petroliera nordcoreana sequestrata. Deputati: "A bordo greggio esportato dai separatisti"

La "Morning Glory", prima nave caricata di petrolio per conto dei ribelli che controllano le installazioni petrolifere e chiedono l'autonomia della regione orientale, era attraccata a Sidra sabato scorso. Bloccata lunedì, secondo i filogovernativi sarebbe fuggita grazie al maltempo. Ma i ribelli affermano di averla scortata loro in acque internazionali

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TRIPOLI - La "Morning Glory", petroliera battente bandiera nordcoreana, sequestrata lunedì sera dalle forze filogovernative libiche, è riuscita a fuggire stamane. Lo annunciano i deputati di Tripoli, denunciando la presenza a bordo della nave di un carico illegale di petrolio da esportare per conto di un gruppo di ribelli separatisti.

"La petroliera ha approfittato delle avverse condizioni climatiche per dirigersi al largo. Le navi che la scortavano non sono state in grado di seguirla", ha dichiarato un membro del Congresso generale nazionale (Cgn), la più alta autorità politica del paese. Contattata dall'agenzia Afp, una fonte del governo e portavoce della Compagnia nazionale del petrolio non è stata in grado di confermare o smentire la notizia.

Secondo una fonte dei separatisti, la nave non sarebbe fuggita grazie al meteo, ma sarebbe stata scortata fuori del porto di Sidra alle 3 del mattino da un cordone di cinque battelli carichi di  separatisti armati. La stessa fonte e un portavoce della compagnia petrolifera di Stato Waha Oil Company, che opera a Sidra, confermano che la "Morning Glory" ora è in acque internazionali.

La "Morning Glory", che secondo fonti governative è proprietà di un operatore saudita, era attraccata sabato scorso nel porto libico di Sidra, prima nave caricata di petrolio per conto dei ribelli. Il procuratore generale libico ne aveva ordinato il sequestro e l'arresto del suo equipaggio. Abdelkader Houili, membro del Comitato dell'Energia del Cgn, ha spiegato al canale della catena tv Nabaa che la fuga è stata favorita da fatto che le navi delle forze libiche sono state costrette a tenersi sotto costa a causa del meteo. "La petroliera ha approfittato di un varco per prendere il largo".

Le autorità libiche avevano annunciato il sequestro della petroliera lunedì sera, mentre un portavoce dei ribelli separatisti, Ali al-Hassi, aveva smentito la notizia affermando che la nave era sotto il loro controllo nel porto di Sidra. Il gruppo ribelle è costituito di uomini armati che facevano parte del corpo di guardia delle installazioni petrolifere libiche. In seguito si sono sollevate contro le autorità politiche che gestiscono la transizione e dal luglio scorso bloccano i terminali per reclamare l'autonomia della regione orientale del Paese.

Il blocco ha determinato di fatto la sospensione delle esportazioni di greggio, privando la Libia della sua principale fonte di guadagno. La produzione di petrolio è letteralmente crollata, passando da un milione e mezzo di barili ad appena 250mila al giorno.