TRIPOLI - Un italiano, Gianluca Salviato, 48 anni, tecnico del settore dell'edilizia, è stato rapito a Tobruk in Cirenaica, nella parte orientale della Libia. Lavora per una ditta di costruzioni presente da anni nella regione, la 'Enrico Ravanelli' di Venzone (Udine), impegnata dall'ottobre 2012 nei lavori per la ricostruzione degli impianti idrici e fognari di Tobruk, con duecento operai libici ed egiziani, oltre a una trentina di tecnici e dirigenti, dopo aver vinto un appalto da 130 milioni di euro. Salviato si trovata a Tobruk per effettuare un sopralluogo di collaudo.
Secondo le prime informazioni della polizia locale, potrebbe essere sequestrato a scopo di estorsione: è stata ritrovata la sua auto con le chiavi inserite nel cruscotto, non ci sono segni che lascino pensare ad un'azione di integralismi islamici, molto presenti nella regione orientale della Libia.
Salviato, originario di Martellago (Venezia) e residente a Trebaseleghe (Padova), è diabetico e nell'auto sono state ritrovate le sue medicine e la sua insulina. Per questo il ministero degli Esteri ha fatto diffondere la notizia del rapimento anche ai media libici, spiegando che ha bisogno di cure: la notizia è stata rilanciata da Radio Tobruk e dai siti internet.
"Era andato a lavorare all'estero qualche anno fa perché qui in Italia non riusciva a trovare un'occupazione - ha riferito alle agenzie un'amica di famiglia - . E' un uomo normale, come tutti gli altri, che aveva scelto la Libia anche per garantire una sussistenza alla famiglia, visto che la moglie era rimasta senza lavoro".
La Cirenaica è la regione orientale della Libia da cui nel 2011 scaturì, a Bengasi, la rivolta contro Muammar Gheddafi e da allora è rimasta la più turbolenta del Paese nordafricano. Il controllo delle forze di Tripoli è ridotto. Nell'area spadroneggiano miliziani che non riconoscono le autorità centrali. A metà del mese di gennaio siano stati rapiti a Motouba, sulla strada tra Derna e Tobruk, altri due italiani, gli operai edili Francesco Scalise e Luciano Gallo, che sono stati poi rilasciati il 7 febbraio scorso.
Secondo le prime informazioni della polizia locale, potrebbe essere sequestrato a scopo di estorsione: è stata ritrovata la sua auto con le chiavi inserite nel cruscotto, non ci sono segni che lascino pensare ad un'azione di integralismi islamici, molto presenti nella regione orientale della Libia.
Salviato, originario di Martellago (Venezia) e residente a Trebaseleghe (Padova), è diabetico e nell'auto sono state ritrovate le sue medicine e la sua insulina. Per questo il ministero degli Esteri ha fatto diffondere la notizia del rapimento anche ai media libici, spiegando che ha bisogno di cure: la notizia è stata rilanciata da Radio Tobruk e dai siti internet.
"Era andato a lavorare all'estero qualche anno fa perché qui in Italia non riusciva a trovare un'occupazione - ha riferito alle agenzie un'amica di famiglia - . E' un uomo normale, come tutti gli altri, che aveva scelto la Libia anche per garantire una sussistenza alla famiglia, visto che la moglie era rimasta senza lavoro".
La Cirenaica è la regione orientale della Libia da cui nel 2011 scaturì, a Bengasi, la rivolta contro Muammar Gheddafi e da allora è rimasta la più turbolenta del Paese nordafricano. Il controllo delle forze di Tripoli è ridotto. Nell'area spadroneggiano miliziani che non riconoscono le autorità centrali. A metà del mese di gennaio siano stati rapiti a Motouba, sulla strada tra Derna e Tobruk, altri due italiani, gli operai edili Francesco Scalise e Luciano Gallo, che sono stati poi rilasciati il 7 febbraio scorso.