BUDAPEST - "Ha polarizzato il paese come non mai, pensa solo ai suoi amici ricchi, ho sperato fino all'ultimo in un suo insuccesso". Così parla Gyorgy Konràd, forse il massimo scrittore ungherese vivente, dissidente sotto la dittatura comunista e dissidente oggi.
Perché Orbàn piace a tanti elettori?
"Attenzione, sorprese sono sempre possibili, ho la sensazione che potremo averle. O che egli perda, ed è meno probabile, o che vinca ma meno dell'altra volta, e questa è meno inverosimile. Che non raggiunga la maggioranza dei due terzi".
Sorprese possibili, perché?
"Perché speriamo che gli elettori se gli negheranno la maggioranza di due terzi indicheranno che non vogliono che lui dopo una vittoria troppo grande si vendichi contro l'opposizione. E lo costringano in qualche modo a negoziare con l'opposizione democratica. E'la migliore opzione possibile. Il caso più pessimista, cioè lui con di nuovo la maggioranza dei due terzi, sarebbe un male, ma renderebbe insicuri gli ambienti economici. E già ora lui appare insicuro, lo si sente dai suoi discorsi, dall'esagerata propaganda con lui e solo lui ovunque, quei poster col suo volto e poche parole, 'solo la Fidesz, Viktor Orbàn, premier d'Ungheria', come a dire lui per sempre: Io voglio sentirmi in Europa, non in Corea del Nord! E poi alla sua dimostrazione di sabato scorso, hanno portato gente dalle campagne e anche dalle comunità ungheresi all'estero: gita offerta per riempir le piazze. Si dice che ricevano anche soldi se vengono da fuori città".
Però l'economia tira, e questo aiuta il premier, no?
"Sì, ma povertà e disuguaglianze sono aumentate. Abbiamo bambini che soffrono la fame, non costerebbe molto sfamarli con pasti caldi a scuola anziché costruire stadi di calcio anche nel villaggio natale di Orbàn".
Orbàn che tipo di leader è: un pragmatico che vive nel mondo d'oggi, o un altro tipo di leader?
"Orbàn non vive nel mondo reale, dico di lui quello che Angela Merkel dice di Putin. Lui non vuole perdere e non guarda ai perdenti nella società, guarda e pensa solo ai vincitori, i favoriti che ricevono regali e favori da lui. Non ama negoziare, non ama condurre dibattiti né attacchi e critica, non ama persone che abbiano in pugno un'autorità indipendente ma solo quelli che ricevono autorità da lui. Non ama i poteri autonomi. Perché forse li ritiene nemici in quanto indipendenti da lui. Ama chi ha ricevuto potere da lui e quindi gli deve essere grato. Non è una dittatura ma è un po' un Fuehrerstaat, lui è un giocatore solitario. La legittimità emana da lui personalmente e solo da lui. E la gente ha paura di ritorsioni, magari di perdere il lavoro. Lo conosco dai decenni del dissenso contro il comunismo, lui è innamorato di se stesso. E crede in un governo forte guidato da un uomo forte".
Finora è stato popolarissimo, continuerà a riuscirci?
"Dipende da come si muoverà nell'Unione europea. Deve stare attento a non stancare ed esasperare la Ue. Può farcela se continua a ridurre il debito. Ma intanto fa accordi con Putin, per esempio col contratto per la centrale atomica, firmando un contratto per miliardi con Mosca. Il rischio che ha creato è di un'assoluta dipendenza energetica dalla Russia. Orbàn tiene ai rapporti con Mosca, con l'Arabia saudita, con autocrazie mediorientali, con Erdogan di cui è amico e altri autocrati come quelli delle ex repubbliche sovietiche. Una volta ha detto che siamo costretti a danzare la danza del pavone tra Occidente ed Est autocratico, a parlare con ciascuno il linguaggio che l'interlocutore ama di più ascoltare. E' un mentitore ben conscio di esserlo. E' il politico più popolare da noi, perché dà un grande senso di sicurezza ed identità nazionale specie ai poveri".
Perché Orbàn piace a tanti elettori?
"Attenzione, sorprese sono sempre possibili, ho la sensazione che potremo averle. O che egli perda, ed è meno probabile, o che vinca ma meno dell'altra volta, e questa è meno inverosimile. Che non raggiunga la maggioranza dei due terzi".
Sorprese possibili, perché?
"Perché speriamo che gli elettori se gli negheranno la maggioranza di due terzi indicheranno che non vogliono che lui dopo una vittoria troppo grande si vendichi contro l'opposizione. E lo costringano in qualche modo a negoziare con l'opposizione democratica. E'la migliore opzione possibile. Il caso più pessimista, cioè lui con di nuovo la maggioranza dei due terzi, sarebbe un male, ma renderebbe insicuri gli ambienti economici. E già ora lui appare insicuro, lo si sente dai suoi discorsi, dall'esagerata propaganda con lui e solo lui ovunque, quei poster col suo volto e poche parole, 'solo la Fidesz, Viktor Orbàn, premier d'Ungheria', come a dire lui per sempre: Io voglio sentirmi in Europa, non in Corea del Nord! E poi alla sua dimostrazione di sabato scorso, hanno portato gente dalle campagne e anche dalle comunità ungheresi all'estero: gita offerta per riempir le piazze. Si dice che ricevano anche soldi se vengono da fuori città".
Però l'economia tira, e questo aiuta il premier, no?
"Sì, ma povertà e disuguaglianze sono aumentate. Abbiamo bambini che soffrono la fame, non costerebbe molto sfamarli con pasti caldi a scuola anziché costruire stadi di calcio anche nel villaggio natale di Orbàn".
Orbàn che tipo di leader è: un pragmatico che vive nel mondo d'oggi, o un altro tipo di leader?
"Orbàn non vive nel mondo reale, dico di lui quello che Angela Merkel dice di Putin. Lui non vuole perdere e non guarda ai perdenti nella società, guarda e pensa solo ai vincitori, i favoriti che ricevono regali e favori da lui. Non ama negoziare, non ama condurre dibattiti né attacchi e critica, non ama persone che abbiano in pugno un'autorità indipendente ma solo quelli che ricevono autorità da lui. Non ama i poteri autonomi. Perché forse li ritiene nemici in quanto indipendenti da lui. Ama chi ha ricevuto potere da lui e quindi gli deve essere grato. Non è una dittatura ma è un po' un Fuehrerstaat, lui è un giocatore solitario. La legittimità emana da lui personalmente e solo da lui. E la gente ha paura di ritorsioni, magari di perdere il lavoro. Lo conosco dai decenni del dissenso contro il comunismo, lui è innamorato di se stesso. E crede in un governo forte guidato da un uomo forte".
Finora è stato popolarissimo, continuerà a riuscirci?
"Dipende da come si muoverà nell'Unione europea. Deve stare attento a non stancare ed esasperare la Ue. Può farcela se continua a ridurre il debito. Ma intanto fa accordi con Putin, per esempio col contratto per la centrale atomica, firmando un contratto per miliardi con Mosca. Il rischio che ha creato è di un'assoluta dipendenza energetica dalla Russia. Orbàn tiene ai rapporti con Mosca, con l'Arabia saudita, con autocrazie mediorientali, con Erdogan di cui è amico e altri autocrati come quelli delle ex repubbliche sovietiche. Una volta ha detto che siamo costretti a danzare la danza del pavone tra Occidente ed Est autocratico, a parlare con ciascuno il linguaggio che l'interlocutore ama di più ascoltare. E' un mentitore ben conscio di esserlo. E' il politico più popolare da noi, perché dà un grande senso di sicurezza ed identità nazionale specie ai poveri".