Esteri

Filippine, approvata la nuova legge sul controllo delle nascite Sconfitta la Chiesa

Storica decisione della Corte Suprema in uno dei paesi più cattolici al mondo: preservativi e pillole contraccettive per tutti, educazione sessuale obbligatoria a scuola. Inutile la dura opposizione di religiosi e fedeli

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MANILA - Controllo delle nascite, preservativi e pillole contraccettive gratis per tutti, educazione sessuale nelle scuole. La Corte Suprema di uno dei paesi più cattolici del mondo, le Filippine, ha approvato una legge del governo duramente contestata dalle autorità ecclesiastiche locali, tuttora molto influenti nel Paese. Numerosi esponenti della Chiesa cattolica, infatti, si erano ribellati alla riforma approvata a fine 2012, definendola "demoniaca". Così avevano portato il caso di fronte alla Corte di Manila, che però ha dichiarato costituzionale gran parte della legge, riconoscendo però l'obiezione di coscienza ai medici.

Contraccettivi ed educazione sessuale. La riforma, promossa dallo stesso presidente delle Filippine Benigno Aquino III, prevede una serie di provvedimenti per aumentare il controllo delle nascite nel Paese, che, stando alle rilevazioni del Cia Factbook 2013, ha un tasso di natalità piuttosto alto (24 nati ogni 1000 persone, in Italia siamo a 8,94). Tra le misure, ci sono contraccettivi gratis, come preservativi e pillole "del giorno dopo", destinati soprattutto alle persone più povere. Non solo. Sono previsti, infatti, oltre a nuovi consultori per le donne che hanno subito aborti illegali, corsi obbligatori di educazione sessuale nelle scuole del paese.

La rivolta dei cattolici. La storica decisione è stata presa nonostante nelle Filippine la Chiesa sia ancora potentissima e molto influente. Secondo il Pew Research Center, con i suoi 76 milioni di fedeli (circa l'80 per cento della popolazione totale), le Filippine sono il terzo paese più cattolico al mondo dopo Brasile (127 milioni di fedeli) e Messico (96 milioni). La Chiesa ha combattuto fortemente questo disegno di legge, ritenendolo una minaccia per la vita, e ha denunciato pubblicamente tutti i politici, Aquino incluso, che l'hanno sostenuto. Secondo un recente sondaggio citato da Al Jazeera, il 72 per cento dei Filippini è favorevole alla riforma.