Esteri

Filippine, difesa caso Bosio: "Prima udienza una farsa. Accusatrice fa show". Rinvio al 30 aprile 

Secondo l'avvocato Busuito, che segue l'ambasciatore italiano in carcere a Manila per violazione della legge filippina che tutela i minori, la reazione al processo dell'accusa è stata "scomposta". "Abbiamo prove che testimoniano l'attività benefica che da anni il diplomatico svolge in favore dei bambini poveri e bisognosi"

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MANILA - La prima udienza di Daniele Bosio, l'ambasciatore italiano in Turkmenistan in carcere a Manila dal 6 aprile scorso per violazione della legge filippina che tutela i minori, è stata "trasformata in un'occasione mediatica", uno show con "urla, accuse e dichiarazioni a ruota libera ai microfoni delle televisioni locali contro un nostro diplomatico con l'unica colpa di aver raccolto, vestito, lavato e regalato svago a dei bambini di strada che rovistavano nell'immondizia e sonnecchiavano in pieno giorno". Così l'avvocato Elisabetta Busuito, parte del team italo-filippino incaricato della difesa, racconta la reazione di una delle due attiviste filippine alla prima udienza interlocutoria di ieri.

Il processo per violazione della legge sui minori è stato aggiornato al 30 aprile. Il giudice del tribunale distrettuale di Binyan, alla periferia di Manila, ha accolto la richiesta dei legali di Bosio che vogliono il tempo per le traduzioni giurate degli 'affidavit' di quanti hanno voluto attestare il suo impegno disinteressato a favore dei bambini, soprattutto di quelli "più poveri e più bisognosi".

A Bosio, già sospeso dalla Farnesina, sono contestati i reati di traffico e abuso di minori. Nelle Filippine, il primo reato comporta una pena fino all'ergastolo e una multa di almeno due milioni di pesos (32.400 euro). L'abuso su minori prevede invece fino a 40 anni di detenzione.

L'ambasciatore italiano respinge ogni accusa. Ma Catherine Scerri, una delle due attiviste della Bahay Tuluyan Foundation che lo hanno denunciato non ha dubbi (l'altra non era prersente in aula): si tratta di un caso "molto evidente" di abusi o tentati abusi su minori: "Aveva offerto del denaro ai bambini", racconta la volontaria, e sono stati proprio questi a raccontare di "essere stati portati nel suo appartamento, dove aveva fatto la doccia insieme a loro" e che "i bambini erano nudi".

Secondo quanto riferito dal legale, la prima udienza si è trasformata in "un'occasione mediatica, con volontarie e bambini dell'organizzazione trascinati al seguito". "Uno di loro ha persino perso una scarpa mentre l'attivista continuava le sue interviste, quasi si trattasse di uno show televisivo e non della vita di una persona", ha commentato l'avvocato Busuito.
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"A testimonianza di chi sia realmente Daniele Bosio sono state create, su Facebook, più comunità virtuali", ha ricordato l'avvocato. "Page for Daniele Bosio", di libero accesso, e quella del "comitato internazionale di sostegno a Daniele Bosio" di oltre 860 persone che hanno espresso "centinaia di attestazioni di stima e affetto nei suoi confronti". L'ambasciatore è accusato da due donne che gestiscono un centro di tutela di bambini di strada, di avere molestato sessualmente tre piccoli. Le due accusatrici del diplomatico italiano hanno chiesto di spostare il processo da Binyan, dove Bosio è tenuto in custodia, a Manila.

La denuncia è scattata in base alla legge filippina 7610 del 1992, legge piuttosto dura a tutela dei minori in un paese afflitto dalla piaga del turismo sessuale. Nelle Filippine un adulto non può liberamente girare con un minore che abbia dieci anni in meno di lui, eccezion fatta per i rapporti di parentela fino al quarto grado.