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Algeria, stravince Bouteflika. Lo sfidante Benflis non riconosce la validità del voto

Metà del Paese non ha votato. Il presidente, al potere da 15 anni, si riconferma con l'81% dei voti. L'opposizione denuncia brogli
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ALGERI - Il presidente uscente dell'Algeria Abdelaziz Bouteflika ha vinto le elezioni con l'81% dei voti. Si tratta del suo quarto mandato. Secondo cifre ufficiali l'affluenza alle votazioni è stata del 51.7%. Secondo i dati annunciati dal governo algerino, che sono preliminari, il candidato dell'opposizione Ali Benflis ha ottenuto il 12% dei voti.

Benflis, che ieri aveva denunciato frodi elettorali, ha rifiutato di riconoscere la vittoria di Bouteflika.  Quando gli è stato chiesto delle accuse di frode, il ministro dell'Interno Taieb Belaiz ha spiegato le lunghe procedure di conteggio dei voti. "Se c'è qualcuno che può superare tutto ciò, ammiro la sua intelligenza", ha detto il ministro. Sia la commissione algerina incaricata di supervisionare le elezioni, sia gli osservatori dell'Unione africana hanno aggiunto che il voto si è svolto regolarmente.

Per Bouteflika si tratta della consacrazione a politico più longevo della …
ALGERI - Il presidente uscente dell'Algeria Abdelaziz Bouteflika ha vinto le elezioni con l'81% dei voti. Si tratta del suo quarto mandato. Secondo cifre ufficiali l'affluenza alle votazioni è stata del 51.7%. Secondo i dati annunciati dal governo algerino, che sono preliminari, il candidato dell'opposizione Ali Benflis ha ottenuto il 12% dei voti.

Benflis, che ieri aveva denunciato frodi elettorali, ha rifiutato di riconoscere la vittoria di Bouteflika.  Quando gli è stato chiesto delle accuse di frode, il ministro dell'Interno Taieb Belaiz ha spiegato le lunghe procedure di conteggio dei voti. "Se c'è qualcuno che può superare tutto ciò, ammiro la sua intelligenza", ha detto il ministro. Sia la commissione algerina incaricata di supervisionare le elezioni, sia gli osservatori dell'Unione africana hanno aggiunto che il voto si è svolto regolarmente.

Per Bouteflika si tratta della consacrazione a politico più longevo della storia algerina. Malato, visibilmente stanco, tanto da votare sulla sedia a rotelle, ma di nuovo vincente dopo 15 anni al potere. Oggi, a 78 anni, è uno degli ultimi leader ancora in vita della guerra di indipendenza dalla Francia. A 19 anni si arruolò nel Fronte di Liberazione Nazionale combattendo nella parte occidentale del paese. Divenne il ministro più giovane del Paese dopo l'indipendenza, guidando il dicastero dello sport. Lodato per le sue capacità diplomatiche e retoriche, ben presto divenne ministro degli Esteri, carica che ha ricoperto per 16 anni.

I suoi problemi di salute non sono nuovi. Già nel 2005 trascorse diverse settimane a Parigi per essere curato per quella che ufficialmente venne dichiarata un'ulcera. Un anno fa è stato trasferito di nuovo a Parigi in elicottero, dopo un ictus che lo ha lasciato menomato. Da quando è tornato in patria non ha mai pronunciato un discorso e le sue rare apparizioni pubbliche sono strettamente sorvegliate, spesso riservate ai media statali.
E' però riuscito a superare i molti ostacoli che sembravano rendere difficile la strada per tornare al palazzo di el Mouradia (a cominciare dallo sbarramento costituzionale all'ennesimo mandato) e ha dimostrato di essere ancora il punto di riferimento per gli algerini che per la quarta volta lo hanno scelto massicciamente per guidare il paese.

La longevità di Bouteflika è direttamente legata all'orrore della rivolta islamista durata dieci anni, innescata dopo che l'esercito intervenne per evitare che un partito islamista vincesse le prime elezioni multipartitiche del Paese nel 1992. Ne scaturì una guerra tra le fazioni islamiste e lo Stato, costata 200mila vite, prima che Bouteflika salisse al potere nel 1999 e negoziasse un accordo di pace che portò a una drastica riduzione della violenza. Ancora traumatizzati dalla guerra, gli algerini hanno esitato a smuovere le acque, nonostante la disillusione diffusa rispetto a un regime corrotto. Metà dell'elettorato non si è nemmeno recato a votare, credendo che Bouteflika sarebbe comunque stato proclamato vincitore.

Bouteflika, per chi lo ha sostenuto, viene considerato come il garante della continuità, ma la rielezione, ha certificato una volta di più che, nel suo lungo "regno" -15 anni - non si sono palesati all'orizzonte, non solo un "delfino", ma neanche una classe dirigente che ne possa raccogliere l'ingombrante eredità. Fortemente sostenuta dal capo degli Stati maggiori della Difesa, Salah, cooptato nel governo, la sua riconferma, se garantisce la prosecuzione dell'attuale modello politico-economico-istituzionale, non mette certo al sicuro l'Algeria dalle profonde lacerazioni del tessuto sociale, che soffre la diseguaglianza nella redistribuzione delle ricchezze (petrolio e gas naturali).