Esteri

Copenaghen, gli occupanti di Christiania utilizzano "droni contro la polizia"

L'allarme delle autorità danesi: "Spiano gli agenti per evitare i controlli". La risposta del celebre quartiere occupato: "Solo giocattoli, non cerchiamo rogne"

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COPENAGHEN - Gli Stati Uniti li usano contro i terroristi, Amazon li vuole utilizzare per le consegne. Ora però, a ricorrere ai droni, gli ormai celebri mini-aerei senza pilota, è anche il popolo di Christiania, la celebre area occupata e "libera" di Copenaghen, dove, tra le altre cose, si vendono e consumano droghe leggere. La settimana scorsa, infatti, gli abitanti "alternativi" della capitale danese avrebbero utilizzato dei piccoli droni telecomandati da una "centrale" nella zona di spaccio ("Pusherstreet"), per difendersi dalla polizia e segnalare i movimenti degli agenti, che più volte hanno minacciato di sgomberare l'area occupata della città dal 1971.

"Una minaccia". La notizia ha fatto scalpore su diversi media danesi e ha provocato la reazioni di politici e autorità contro questa "inaccettabile escalation".
Claus Oxfeldt, il capo della polizia danese, ha invocato nuovi poteri per la polizia contro la nuova "minaccia" degli occupanti. Torben Svarrer, capo della Task Force Pusherstreet e vice ispettore della polizia di Copenaghen, ha rivelato al giornale Berlingske che gli spacciatori "stanno tentando di vanificare i nostri sforzi a Christiania".

Il caso. Alcune autorità hanno addirittura paragonato la situazione, forse esagerando, alla guerra civile degli slum del Brasile governati da spacciatori e delinquenti. Steffen Steffensen della polizia di Copenaghen ha aggiunto che lo scorso dicembre sarebbe già avvenuto un episodio del genere: un piccolo drone guidato da Christiana, infatti, avrebbe sorvolato una pattuglia di agenti nei dintorni della zona occupata, che poi avrebbero subito un furto di imprecisati materiali provocando l'arresto di due abitanti di Christiania.

Le smentite da Christiania. Dal quartiere occupato della capitale fioccano le smentite. Gli abitanti, sentiti da diversi quotidiani locali, parlano di "aerei giocattolo" e di nessuna minaccia agli agenti. Al tabloid Ekstra Bladet Simon, un diciannovenne di Christiania, ha dichiarato che "la polizia ha frainteso", perché il presunto drone sarebbe in realtà "semplicemente un giocattolo, anche se ha una telecamera". "Non cerchiamo rogne", ha aggiunto il ragazzo, che ha dichiarato di usare il mini-aereo quando la polizia non è nei dintorni.
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Un quartiere sotto assedio. In Danimarca un drone costa dai 3mila euro in su, ma negli ultimi tempi il loro utilizzo è stato limitato dalle autorità locali, soprattutto nei dintorni dei palazzi della famiglia reale e degli aeroporti. La presunta minaccia dei miniaerei senza pilota manovrati da Christiana è solo l'ultimo episodio di un rapporto molto difficile tra il quartiere occupato e le autorità locali. Dopo molti tentativi di sgombero, mai portati effettivamente a termine, lo scorso mese ad esempio, nel corso di un'operazione antidroga, sono state arrestate circa ottanta persone e chiusi molti 'banchetti' usati dai pusher per lo spaccio in strada.