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Nucleare, annuncio dall'Iran:"Sciolto nodo del reattore di Arak"

Secondo il capo dell'Organizzazione per l'energia atomica iraniana, il "5+1" ha accolto la proposta di modifica dell'impianto avanzata da Teheran. Il reattore da 40 megawatt, in costruzione a circa 240 km a sud-ovest della capitale, potrebbe produrre combustibile per ordigni. Ma per l'Iran unico scopo è la ricerca medica

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TEHERAN - L'Iran ha annunciato che la questione del reattore ad acqua pesante di Arak, uno dei principali nodi della trattativa con le potenze del 5+1 (Usa, Francia, Gran Bretagna, Russia, Cina e Germania) sul nucleare iraniano, è stata "praticamente risolta". L'annuncio per ora rappresenta solo il punto di vista iraniano ed è stato fatto dal capo dell'Organizzazione per l'energia atomica iraniana, Ali Akbar Salehi, riferendosi all'impianto in costruzione circa 240 chilometri a sud-ovest di Teheran.

"L'Iran ha fatto una proposta al gruppo 5+1 per modificare la concezione del cuore dell'impianto di Arak e questi Paesi l'hanno accettata. Tale questione è praticamente risolta", ha detto Salehi all'emittente iraniana in lingua araba Al-Alam senza fornire ulteriori dettagli.

Il reattore di Arak, potenza 40 megawatt, potrebbe produrre anche plutonio, con l'uranio altro combustibile utilizzabile per la costruzione di ordigni nucleari. Ma Teheran ribatte che il reattore, la cui costruzione è sorvegliata dall'Agenzia intenazionale per l'energia atomica (Aiea), ha come unica finalità la ricerca, in particolare in campo medico.

Gli Stati Uniti avevano proposto di trasformare l'impianto di Arak da reattore ad acqua pesante in acqua leggera, ma l'Iran aveva respinto l'idea, offrendo a sua volta la modifica della concezione del reattore per limitarne la produzione di plutonio. Sarebbe, dunque, quest'ultima la proposta accettata dal "5+1" secondo quanto affermato da Salehi.

L'Iran e il "5+1" hanno sottoscritto lo scorso novembre a Ginevra un accordo intermedio, in base al quale Teheran deve trasformare una metà dei suoi 200 chili di uranio arricchito al 20% in uranio al 5%, l'altra metà in combustibile per il reattore medico di Teheran. Mentre vanno avanti i negoziati per il raggiungimento di un'intesa definitiva sulla crisi innescata dal progetto sul nucleare del regime di Teheran.

In base all'accordo intermedio, entrato in vigore lo scorso 20 gennaio, l'Iran ha accettato di limitare le sue attività per la costruzione del reattore di Arak. L'Iran, in particolare, si è impegnato a non costruire gli stabilimenti per la purificazione del plutonio, necessario per un nucleare dagli scopi militari, tanto temuti da Israele oltre che dal "5+1" nonostante le smentite iraniane.

Da parte sua, in precedenza Salehi aveva precisato che "l'Iran ha completato il 12 aprile le operazioni per trasformare il suo uranio da arricchito al 20% in arricchito al 5%", nel pieno rispetto dell'accordo intermedio.

Il 17 aprile, l'Aiea ha affermato nel suo rapporto mensile che l'Iran ha ridotto del 75%  le sue scorte di uranio arricchito al 20%, continuando così a rispettare il suo impegno per un congelamento temporaneo di una parte delle sue attività nucleari.

Quanto alla conversione dell'altra metà dell'uranio al 20% in combustibile, "per il momento - ha dichiarato all'agenzia Isna Behrouz Kamalvandi, portavoce dell'Organizzazione per l'energia atomica iraniana - le operazioni di conversione in ossido di uranio (utilizzabile per la fabbricazione del combustibile, ndr) non sono ancora iniziate. L'Iran tenterà di completarle nei prossimi tre mesi, in conformità con l'accordo".