Esteri

Ucraina, Lavrov: "Kiev viola i patti". Gli Usa: "Possibili sanzioni contro Putin"

Il vice di Obama, Biden, arriva nella capitale ucraina. Il presidente Turchynov: "E' un golpe, vogliono distruggerci". Botta e risposta tra Kerry e il Cremlino: "Rispettate gli accordi di Ginevra". I filorussi sequestrano quattro giornalisti, tra cui un italiano

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KIEV - La crisi ucraina si fa sempre più pericolosa. Oggi il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Jen Psaki, non ha escluso, durante un'intervista su Twitter, "sanzioni dirette contro Putin", misura dedicata in passato a dittatori come Saddam Hussein e Gheddafi. La Psaki ha sottolineato come questa sarebbe una soluzione estrema, perché ce ne sono molte altre minori al vaglio. Ma è una dichiarazione significativa, che dimostra come i toni, giorno dopo giorno, siano sempre più accesi.

Il vice presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, intanto, è arrivato a Kiev, dove domani discuterà la complessa situazione regionale con i leader del Paese. Tra i colloqui in programma ci sono quelli con il presidente Alexandr Turchynov e con il primo ministro Arseniy Yatsenyuk, oltre a incontri con deputati e attivisti per i diritti umani. Con loro si confronterà, fa sapere il suo ufficio, su sforzi internazionali per sostenere l'economia ucraina, sicurezza energetica, riforme costituzionali, elezioni presidenziali. Biden tornerà a Washington nella notte di martedì. Intanto, il segretario di Stato John Kerry, dopo una telefonata con il suo pari russo Sergei Lavrov, ha attaccato Mosca: "La Russia rispetti gli accordi di Ginevra". Ma Lavrov ha risposto esortando Washington a "far ragionare l'Ucraina".

Scambio di accuse Mosca-Kiev.
Il Cremlino, da par suo, accusa l'Ucraina di non fare nulla per eliminare le cause della profonda crisi, violando così grossolanamente gli accordi di Ginevra. Oggi Lavrov ha duramente condannato la sparatoria di Pasqua vicino a Sloviansk, che a suo parere dimostra l'incapacità delle autorità di Kiev a controllare gli estremisti. Per il ministro russo, inoltre, il governo ucraino, starebbe rimandando la riforma costituzionale che dovrebbe concedere maggiori poteri alle autorità regionali. "Perché - si è chiesto il ministro in una conferenza stampa a Mosca - stanno ancora rimandando questa riforma nonostante abbiano dichiarato a voce alta di lanciarla nel prossimo futuro?".

Il presidente ucraino Turchynov ha detto oggi di auspicare che un primo voto del parlamento sulla riforma avvenga prima della fine di maggio. Lavrov, infine, ha ribadito che la Russia metterà fine a qualsiasi tentativo di scatenare una guerra civile nel Paese: "I tentativi di isolare la Russia sono senza prospettive perché è impossibile", ha aggiunto. Non sono mancate accuse agli Usa: "Gli Stati Uniti dovrebbero assumersi la responsabilità del potere che hanno installato a Kiev, invece di imporre ultimatum a Mosca", ha detto Lavrov.

Dal canto suo, il presidente ucraino Alexandr Turchynov accusa Putin di voler "distruggere l'Ucraina indipendente". "Putin ci teme molto perché l'Ucraina è un esempio per molti stati post-sovietici e insegna che la gente può decidere quali autorità vuole e quali no", ha spiegato il presidente ucraino a interim. "L'obiettivo di destabilizzare l'est del Paese, in primo luogo la regione di Donetsk, è un golpe a tutta l'Ucraina", ha aggiunto.

Yanukovich: "Kiev ritiri le truppe". Oggi, intanto, ha parlato anche il deposto presidente ucraino Viktor Yanukovich, che ha chiesto alle nuove autorità di Kiev di "ritirare immediatamente tutte le loro forze armate" dall'est del Paese per evitare "un bagno di sangue". Yanukovich, fuggito in Russia dopo la rivolta del Maidan, ha appoggiato l'idea - caldeggiata anche da Mosca - di indire un referendum regionale per trasformare l'Ucraina in stato federale.
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"I soldati russi sono già in Ucraina". Ma la situazione pare molto più complessa. Il Dipartimento di Stato americano, infatti, ha pubblicato foto che dimostrerebbero come nell'est del Paese siano già attive truppe di Mosca. La pistola fumante sarebbero le foto di alcuni combattenti, presenti sia nella guerra in Georgia nel 2008 che oggi in Ucraina. Inoltre, le loro uniformi, nel confronto, sono praticamente uguali a quelle dell'esercito di Putin e hanno armi sono di fabbricazione russa. Un ulteriore indizio, dunque, sul fatto che Mosca stia facendo di tutto per destabilizzare l'area, anche con soldati sul posto.  

La rivolta.
Non solo. Oggi a Kharkiv e Luhansk, nell'est del paese, i filorussi hanno "eletto" un loro "governatore popolare", scelto per alzata di mano durante alcune manifestazioni pro-Mosca a cui - secondo i media di Kiev - avrebbero partecipato "diverse centinaia di persone".

Reporter pro-Maidan sequestrata da filorussi.
Tra l'altro, oggi gli insorti filorussi hanno sequestrato una reporter e attivista di Maidan a Sloviansk (FOTO). La giornalista, Irma Krat, 29 anni, caporedattrice di Hidden Truth Tv e leader di un'unità di 'Autodifesa' femminile durante la rivolta di Maidan, è stata catturata ieri sera verso le otto stando al suo avvocato, Oleg Veremienko. Ora la giovane sarebbe detenuta assieme al giornalista 22enne Serghii Lefter, della fondazione 'Open Dialogue'.
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"Sequestrato anche un italiano". Sempre a Sloviansk, intanto, altri tre giornalisti stranieri sarebbero stati sequestrati dai filorussi e liberati nel giro di poche ore. Tra questi, oltre a un cronista bielorusso e uno francese, ci sarebbe anche un italiano, Cosimo Attanasio, fotografo freelance. I tre sarebbero stati fermati oggi a Sloviansk da alcuni uomini armati che gli avrebbero controllato i documenti per poi rilasciarli. Il ministero degli Esteri ucraino e l'Osce ha duramente condannato il "sequestro lampo".