MOSCA - Gli Stati Uniti hanno deciso di colpire con "nuove sanzioni mirate" sette funzionari governativi russi e 17 aziende legate al presidente russo Vladimir Putin. Fra le persone prese di mira l'amministratore delegato della compangia petrolifera Rosneft. Tra gli altri nomi ci sono il vice primo ministro russo Dmitry Kozak, il primo vice del capo di gabinetto presidenziale Vyacheslav Volodin e Oleg Belavantsev, inviato della presidenza russa in Crimea. Gli asset di questi individui che rientrano nella giurisdizione Usa sono congelati. Inoltre, sono proibite transazioni che coinvolgono queste persone da parte di cittadini americani o all'interno degli Stati Uniti. Imposte inoltre restrizioni ad alcune esportazioni di prodotti americani verso la Federazione russa. Un'azione motivata dalla Casa Bianca con la necessità di reagire agli "atti provocatori" in Ucraina.
Immediata la replica di Mosca. "Le sanzioni Usa contro la Russia non resteranno senza risposta, ci sono gli spazi per farlo. Naturalmente risponderemo e siamo certi che gli effetti di questa risposta saranno dolorosi per Washington", ha detto il viceministro degli Esteri russo Serghiei Riabkov.
Poco dopo l'annuncio della Casa Bianca, la Ue ha imposto sanzioni ad altri 15 persone tra russi e ucraini. Si vanno ad aggiungere ai 33 funzionari ai quali è stato già applicato il bando. Le misure riguardano le restrizioni nella concessione di visti e il congelamento dei beni.
Tutto questo mentre la situazione sul campo rimane pesantissima. Il sindaco di Kharkiv, Gennady Kernes, è rimasto gravemente ferito in un agguato mentre in bicicletta andava al lago per la consueta nuotata mattutina. Kharkiv, nell'est, è la seconda città più grande dell'Ucraina. Milionario, figura di spicco del partito filo-russo dell'ex presidente Viktor Yanukovich e con stretti legami con Mosca, Kernes dopo il cambio di governo a Kiev si era schierato con i nazionalisti per preservare l'integrità dell'Ucraina. Per questo ora molti puntano l'indice contro Mosca e le milizie filo-russe per l'agguato che l'ha ridotto in fin di vita.
VIDEO Box, l'oppositore Vladimir Klitchko sale sul ring
Intanto i separatisti filo-russi proseguono la loro 'marcia'. In mattinata un commando ha occupato la sede della polizia della località ucraina di Kostiantynivka, a sud di Slovyansk e Kramatorsk, a circa 60 chilometri a nord di Donetsk. Gli assalitori, una trentina, hanno bloccato gli accessi all'edificio. Un portavoce dell'amministrazione locale ha denunciato che è stato occupato anche il palazzo del comune, secondo un copione che si ripete identico da settimane in diverse città della regione del Donbass al confine con la Russia.
Sempre nella regione di Donetsk, nell'area dell'aeroporto di Kramatorsk si sono verificati scambi di colpi d'arma da fuoco tra miliziani filorussi e le truppe ucraine che presidiano lo scalo. Separatisti armati di mazze da baseball e spranghe di ferro hanno attaccato una manifestazione pro-Kiev a Donetsk, ferendo alcune persone. In serata, un segnale di distensione: le truppe russe si sono
ritirate dal minaccioso schieramento al confine con l'Ucraina. Lo ha riferito il ministro della Difesa russo, Serghei Shoigu nel corso di una telefonata con l'omologo Usa, Chuck Hagel. "Non appena le autorità ucraine hanno dichiarato di non aver intenzione di impiegare unità del loro esercito contro la popolazione disarmata (nelle rgioni orinetali e russofone) le unità russe sono tornate alle loro basi permanenti", è la versione del ministero della Difesa di Mosca.
Non si ferma intanto il braccio di ferro sugli osservatori dell'Osce rapiti. I secessionisti filorussi hanno liberato quello svedese sofferente di diabete, ma hanno annunciato che gli altri sono "prigionieri di guerra", da scambiare con miliziani in mano a Kiev. Non si fermano comunque le trattative per liberarli. Il presidente In carica dell'Osce, il ministro degli Esteri svizzero Didier Burkhalter, ha condannato la presa di ostaggi e ha definito la situazione "inaccettabile".
Immediata la replica di Mosca. "Le sanzioni Usa contro la Russia non resteranno senza risposta, ci sono gli spazi per farlo. Naturalmente risponderemo e siamo certi che gli effetti di questa risposta saranno dolorosi per Washington", ha detto il viceministro degli Esteri russo Serghiei Riabkov.
Poco dopo l'annuncio della Casa Bianca, la Ue ha imposto sanzioni ad altri 15 persone tra russi e ucraini. Si vanno ad aggiungere ai 33 funzionari ai quali è stato già applicato il bando. Le misure riguardano le restrizioni nella concessione di visti e il congelamento dei beni.
Tutto questo mentre la situazione sul campo rimane pesantissima. Il sindaco di Kharkiv, Gennady Kernes, è rimasto gravemente ferito in un agguato mentre in bicicletta andava al lago per la consueta nuotata mattutina. Kharkiv, nell'est, è la seconda città più grande dell'Ucraina. Milionario, figura di spicco del partito filo-russo dell'ex presidente Viktor Yanukovich e con stretti legami con Mosca, Kernes dopo il cambio di governo a Kiev si era schierato con i nazionalisti per preservare l'integrità dell'Ucraina. Per questo ora molti puntano l'indice contro Mosca e le milizie filo-russe per l'agguato che l'ha ridotto in fin di vita.
VIDEO Box, l'oppositore Vladimir Klitchko sale sul ring
Intanto i separatisti filo-russi proseguono la loro 'marcia'. In mattinata un commando ha occupato la sede della polizia della località ucraina di Kostiantynivka, a sud di Slovyansk e Kramatorsk, a circa 60 chilometri a nord di Donetsk. Gli assalitori, una trentina, hanno bloccato gli accessi all'edificio. Un portavoce dell'amministrazione locale ha denunciato che è stato occupato anche il palazzo del comune, secondo un copione che si ripete identico da settimane in diverse città della regione del Donbass al confine con la Russia.
Sempre nella regione di Donetsk, nell'area dell'aeroporto di Kramatorsk si sono verificati scambi di colpi d'arma da fuoco tra miliziani filorussi e le truppe ucraine che presidiano lo scalo. Separatisti armati di mazze da baseball e spranghe di ferro hanno attaccato una manifestazione pro-Kiev a Donetsk, ferendo alcune persone. In serata, un segnale di distensione: le truppe russe si sono
ritirate dal minaccioso schieramento al confine con l'Ucraina. Lo ha riferito il ministro della Difesa russo, Serghei Shoigu nel corso di una telefonata con l'omologo Usa, Chuck Hagel. "Non appena le autorità ucraine hanno dichiarato di non aver intenzione di impiegare unità del loro esercito contro la popolazione disarmata (nelle rgioni orinetali e russofone) le unità russe sono tornate alle loro basi permanenti", è la versione del ministero della Difesa di Mosca.
Non si ferma intanto il braccio di ferro sugli osservatori dell'Osce rapiti. I secessionisti filorussi hanno liberato quello svedese sofferente di diabete, ma hanno annunciato che gli altri sono "prigionieri di guerra", da scambiare con miliziani in mano a Kiev. Non si fermano comunque le trattative per liberarli. Il presidente In carica dell'Osce, il ministro degli Esteri svizzero Didier Burkhalter, ha condannato la presa di ostaggi e ha definito la situazione "inaccettabile".