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Libia: milizie irrompono in Parlamento e sparano. Fermato voto sul prossimo premier

Uomini armati hanno interrotto la votazione in corso sul prossimo premier. I deputati sono fuggiti per strada. Il portavoce: "Ci sono stati feriti". Il futuro primo ministro sostituirà l'attuale Abdullah al Thani che il 13 aprile ha annunciato di voler dare le dimissioni, dopo solo 5 giorni in carica, in seguito a un attentato contro di lui e la sua famiglia

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TRIPOLI - Un gruppo di uomini armati vicini a uno dei candidati non eletti ha fatto irruzione nella sede del Parlamento (General National Congress) di Tripoli aprendo il fuoco. Secondo quanto ha riferito il portavoce Omar Hmeidan diverse persone sono state ferite. Nel parapiglia successivo all'irruzione i deputati presenti sono fuggiti mentre era in corso il voto sul prossimo premier. Questa mattina nessuno dei sette candidati rimasti è riuscito a superare la soglia del 50% dei voti.

Secondo il sito libico "al Wasat", ad aprire il fuoco sarebbero stati uomini di Mohammed al Orabi, noto col nome di battaglia di Boca, dopo un diverbio con il favorito tra i candidati a premier, Ahmed Maiteeq. Al Orabi ha aperto il fuoco davanti al parlamento mentre altri miliziani hanno invitato tutti ad uscire dalla Camera sostenendo di "non essere responsabili per la loro vita". Per allontanare questi miliziani sono intervenuti gli uomini delle milizie di Misurata e al termine dello scontro si sono registrati diversi feriti. Per l'agenzia di stampa libica "Lana", poco prima della sparatoria era scoppiato un diverbio nell'aula per le modalità di votazioni scelte per nominare il nuovo premier, avendo deciso il parlamento di votare a maggioranza semplice, cosa contestata dai deputati liberali che ritengono sia necessario, per rispettare la Costituzione, votare con una maggioranza di due terzi.

Il Congresso Generale Nazionale oggi era al voto per designare il nuovo premier. Secondo i media libici Ahmed Mitig è arrivato primo con 67 voti seguito da Omar Al Hassi, con 34 voti su 152 dei presenti in aula. Il primo imprenditore di Misurata, il secondo accademico di Bengasi, erano i favoriti su una lista di 7 candidati. Per essere eletto il nuovo premier dovrà però raggiungere un minimo di 120 voti nella successiva votazione in parlamento.

Il futuro primo ministro sostituirà l'attuale Abdullah al Thani che il 13 aprile ha annunciato di voler dare le dimissioni, dopo solo 5 giorni in carica, in seguito ad un attentato a Tripoli contro di lui e la sua famiglia, da cui sono usciti indenni. Ma il futuro premier rischia di restare in carica solo per pochi mesi, fino alle elezioni di una Camera dei rappresentanti, organismo che sostituirà il Gnc e che eleggerà a sua volta un nuovo capo del governo.

Il mandato del Gnc sarebbe dovuto terminare il 7 febbraio 2014 ma lo scorso dicembre è stato allungato di un anno suscitando numerose polemiche riguardo alla legittimità del Congresso. In molti sono scesi in piazza a più riprese per protestare pacificamente contro la proroga e per chiedere nuove elezioni, richiesta accolta dalle autorità che però non hanno per il momento stabilito una data.