CITTA' DEL VATICANO - La Commissione voluta dal Papa per la tutela dei minori esprime "profonda solidarietà a tutte le vittime che hanno subito abusi sessuali come bambini o come adulti vulnerabili", e rende noto di aver "adottato il principio che il bene di un bambino o di un adulto vulnerabile è prioritario nel momento in cui viene presa qualsiasi decisione". Parole che arrivano proprio alla vigilia della XVIII Giornata per i bambini vittime della violenza, dello sfruttamento, dell'indifferenza, contro la pedofilia che si terrà domani, 4 maggio.
Inoltre i membri del comitato sugli abusi sessuali, hanno dichiarato che svilupperanno protocolli specifici affinché siano ritenuti responsabili i vescovi e le autorità ecclesiastiche che non segnalino gli abusi o non proteggano i bambini dai preti pedofili. Il comitato, formato da 8 membri, si è riunito per la prima volta questa settimana in Vaticano per discutere del loro lavoro.
Negli Statuti, in cui proporrà l'obbligo di responsabilità, la Commissione sottolineerà "le tragiche conseguenze degli abusi sessuali" e le "conseguenze devastanti del mancato ascolto, dei mancati rapporti di sospetto di abusi, e del mancato sostegno alle vittime di abusi sessuali e alle loro famiglie".
Durante il briefing di oggi con i giornalisti il cardinale Sean O'Malley, arcivescovo di Boston, ha detto che "ora sono necessari protocolli chiari ed efficaci". Papa Francesco, che ha incontrato uno alla volta in questi giorni i membri della Commissione per la protezione dei minori (ma Mary Collins, che rappresenta le vittime, per due volte), vuole che i laici siano coinvolti a pieno titolo nei programmi per la protezione dei minori dal rischio di abusi sessuali commessi da ecclesiastici. Lo ha detto il cardinale Sean O'Malley, arcivescovo di Boston e 'campione' nella lotta contro gli abusi, riferendo ai giornalisti sul primo incontro del nuovo organismo.
Inoltre i membri del comitato sugli abusi sessuali, hanno dichiarato che svilupperanno protocolli specifici affinché siano ritenuti responsabili i vescovi e le autorità ecclesiastiche che non segnalino gli abusi o non proteggano i bambini dai preti pedofili. Il comitato, formato da 8 membri, si è riunito per la prima volta questa settimana in Vaticano per discutere del loro lavoro.
Negli Statuti, in cui proporrà l'obbligo di responsabilità, la Commissione sottolineerà "le tragiche conseguenze degli abusi sessuali" e le "conseguenze devastanti del mancato ascolto, dei mancati rapporti di sospetto di abusi, e del mancato sostegno alle vittime di abusi sessuali e alle loro famiglie".
Durante il briefing di oggi con i giornalisti il cardinale Sean O'Malley, arcivescovo di Boston, ha detto che "ora sono necessari protocolli chiari ed efficaci". Papa Francesco, che ha incontrato uno alla volta in questi giorni i membri della Commissione per la protezione dei minori (ma Mary Collins, che rappresenta le vittime, per due volte), vuole che i laici siano coinvolti a pieno titolo nei programmi per la protezione dei minori dal rischio di abusi sessuali commessi da ecclesiastici. Lo ha detto il cardinale Sean O'Malley, arcivescovo di Boston e 'campione' nella lotta contro gli abusi, riferendo ai giornalisti sul primo incontro del nuovo organismo.