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Volo Malaysia Mh370, chieste nuove analisi: forse si cercava nel posto sbagliato

Team di esperti analizzerà tutti i dati da zero, per verificare se le ricerche sono nell'area corretta. Il problema dei fondali oceanici: "Nessuno sa quanto sia profondo". Interrogati 11 terroristi arrestati vicino il confine con la Thailandia. La polizia malese: "Non sono coinvolti con l'aereo scomparso"

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SYDNEY - Due mesi dopo, è il momento di ricominciare da zero. Le ricerche del volo Mh370, scomparso l'8 marzo mentre era in volo da Kuala Lumpur a Pechino con 239 persone a bordo, finora non hanno portato a nulla, tutti gli annunci di detriti individuati erano false tracce. Il volo è scomparso completamente, anche se le autorità si sono dette più che sicure che sia precipitato in mare nell'oceano indiano.

DOSSIER Tutto sul volo Mh370

Certezze che però non devono essere più così granitiche visto che i paesi coinvolti nelle ricerche hanno ora incaricato un team di esperti internazionali (da Malesia, Australia e Cina) di ri-analizzare dall'inizio tutti i dati disponibili sulla rotta del volo, per essere sicuri che si stia cercando nella zona giusta.

Non che lo spazio controllato sia piccolo: l'area dove si sono svolte le ricerche è larga 4,6 milioni di chilometri quadrati, in una zona dove la profondità del mare è sconosciuta. Inoltre le ricerche da oggi copriranno un'area molto più vasta del fondo oceanico.

Secondo le ultime analisi del governo malese, la zona più probabile per la caduta dell'aereo è concentrata in un'area di poche decine di migliaia di chilometri quadrati.
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Uno degli elementi chiave sarà di intraprendere una mappatura oceanografica più dettagliata delle aree di ricerca prospettate, che in massima parte non sono mai state mappate prima - ha aggiunto Truss. "Per la prossima fase che impiegherà veicoli autonomi, sonar e con altre capacità, potenzialmente a grandissime profondità, sarà necessaria una buona conoscenza del fondo oceanico", ha aggiunto.

La polizia malese ha arrestato 11 persone, dai 22 ai 55 anni, con presunti legami ad al-Qaeda e sospettate, tra le altre cose, di essere coinvolte nel sequestro del Boeing 777. A dirlo è stata ieri la portavoce delle forze dell'ordine, Asmawati Ahmad. Al momento non ci sono prove ufficiali che il gruppo di terroristi sia realmente responsabile della sparizione del volo 370 della Malaysia Airlines. Al contrario. "Non c'è assolutamente nessuna connessione tra gli arresti e l'aereo", ha dichiarato poche ore dopo la diffusione della notizia l'ispettore generale della polizia malese, Khalid Bakar, all'Nbc. Gli 11 uomini, fermati a Selangor, una cittadina poco distante dalla capitale Kuala Lumpur, nello stato di Kedah, vicino al confine con la Thailandia, hanno confessato di stare poianificando una 'campagna del terrore' in Malesia ma hanno negato il proprio coinvolgimento con l'incidente aereo. "La possibilità che sia stato dirottato da militanti è ancora alto e l'intelligenza internazionale ci ha chiesto di non tralasciare nulla, per questo i terroristi sono stati interrogati anche sul Boeing 777".

Continuerà le operazioni anche il sottomarino telecomandato Bluefin-21 noleggiato dalla Marina Usa, oltre a navi australiane, malaysiane e cinesi, mentre un aereo da ricognizione P-3 dell'aeronautica australiana rimarrà in stand-by per seguire nuovi indizi. Angus Houston, l'ufficiale australiano che coordina le ricerche, ha dichiarato che le autorità sono "completamete dedicate al ritrovamento del volo MH370", ma che potrebbero essere necessari ancora dagli otto ai 12 mesi per trovare qualche resto del velivolo. I funzionari malesi, australiani e cinesi, si incontreranno a Canberra questa settimana per decidere le prossime strategie di ricerca.