KIEV - Nessun segno di distensione in Ucraina. Il governo di Kiev ha annunciato che l'offensiva contro i ribelli filorussi in rivolta nell'est del Paese proseguirà e i filorussi confermano che il referendum si terrà come previsto domenica 11 maggio. Anche i filorussi della regione di Lugansk, nell'Ucraina orientale, hanno confermato che non intendono posticipare il "referendum" separatista previsto per domenica. Ieri Putin aveva chiesto un rinvio del voto per favorire il dialogo con Kiev. Il presidente russo ha dichiarato di aver bisogno di tempo per valutare la decisione presa dai separatisti ucraini filorussi di procedere con il referendum, ignorando la sua richiesta di posticiparlo. "Abbiamo bisogno di ulteriori informazioni. È uno sviluppo inatteso", ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Intanto il segretario generale dell'Osce, Lamberto Zannier, è arrivato a Kiev dove si tratterrà due giorni per discutere con le autorità ucraine delle possibili soluzioni alla crisi in atto nelle regioni orientali del Paese.
Il governo ucraino aveva annunciato che, anche se la consultazione fosse stata rinviata, l'operazione sarebbe andata avanti. "L'operazione antiterrorista andrà avanti indipendentemente dalla decisione presa dai gruppi sovversivi o terroristi nella regione di Donetsk", ha riferito Andriy Parubiy, segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale, parlando con i giornalisti a Kiev. Intanto, il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha detto che non c'è alcun segnale di ritiro delle truppe russe dai confini dell'Ucraina. In alcuni tweet, Rasmussen spiega che "se vedessimo delle prove certe di un ritiro significativo dai confini ucraini, sarei il primo a esserne felice".
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Ma la Russia replica e accusa l'Occidente di rappresentare deliberatamente in modo erroneo la situazione attuale al confine con l'Ucraina. Il ministro della Difesa russo, Anatoly Antonov, ha detto che una squadra di esperti Usa e norvegesi ha compiuto ieri e oggi dei voli di ricognizione sul territorio russo lungo il confine con l'Ucraina e "non ha trovato nessuna attività militare non dichiarata in quelle regioni". "Nei protocolli ufficiali, alla presenza dei funzionari russi, hanno tratto una conclusione, e poi invece pubblicamente diffondono degli stereotipi di propaganda in cui accusano la Russia di violare i suoi obblighi", prosegue Antonov. "Per evitare ulteriori provocazioni abbiamo ritirato dal confine persino le unità tattiche che compiono addestramenti nei poligoni di tiro", ha detto ancora il ministro russo, aggiungendo che l'Ucraina ha dispiegato circa 15mila truppe vicino al confine con la Russia.
Kiev deve pagare gas in anticipo. Il ministero dell'energia russo,
Alexander Novak, ha annunciato che da giugno l'Ucraina dovrà "pagare in anticipo il gas" perché non ha onorato il debito per le forniture precedenti, pari a 2,2 miliardi di dollari per Kiev a 3,4 per Gazprom. In teoria Kiev potrebbe avere a breve i fondi necessari per onorare il debito: il Fondo Monetario Internazionale ha stanziato 17 miliardi di dollari a favore di Kiev, di cui 3,2 con consegna immediata. L'eventuale blocco del gas a Kiev potrebbe avere ripercussioni su tutta l'Europa, Italia compresa, perché dal
suolo ucraino passa il grosso dei gasdotti che riforniscono l'Europa.
Nessun faccia a faccia Obama-Putin. E non si allenta la tensione neanche tra Usa e Russia: alla commemorazione dello sbarco in Normandia non è previsto alcun faccia a faccia tra il presidente americano, Barack Obama, e quello russo, Vladimir Putin, ha precisato la Casa Bianca.
Nuove sanzioni. L'Ue si sta preparando a cambiare "la base legale" delle sanzioni finora comminate per la crisi in Crimea e colpire quindi non solo gli individui e le società a esse collegate, ma anche le compagnie russe che hanno rilevato società e aziende confiscate ed espropriate in Crimea. Sulla questione Ucraina è intervenuto ancora una volta il ministro degli esteri italiano, "Se l'Europa avesse avuto uno sguardo un po' pi lungo nella genesi della questione ucraina oggi avremmo un risultato diverso".
Morto nazionalista rapito da filorussi. Valeri Salo, il leader della regione di Donetsk del gruppo nazionalista ucraino "Prosvita", è stato
trovato morto nella zona di Lugansk, nell'Ucraina orientale. Lo sostiene Radio Svoboda precisando che l'uomo era stato rapito dai filorussi della "Repubblica popolare di Donetsk" e che il cadavere è stato trovato carbonizzato in un'auto data alle fiamme. Non ci sono però conferme ufficiali della notizia.
Kiev: "Dialogo sì, ma non con milizie armate". Le autorità ucraine, ha detto il presidente ad acta Oleksandr Turchinov, sono pronte a discutere sulle vicende dell'est del Paese, ma non con i rappresentanti delle milizie armate, le cosiddette forze di autodifesa: "Siamo pronti a discutere questi temi con i rappresentanti delle amministrazioni locali, gli attivisti pubblici e gli imprenditori delle regioni di Donetsk e Lugansk - ha detto Turchinov -. Tuttavia - ha continuato - gli stati civilizzati usualmente non discute con criminali armati, che hanno le mani sporche di sangue. In base alla legge, devono essere neutralizzati". Turchinov ha anche parlato dell'ipotesi che "coloro che volontariamente rinunceranno alle armi e svuoteranno gli edifici pubblici, nella misura in cui non siano coinvolti in omicidi o in altri gravi crimini", possano accedere a un'amnistia.
Cremlino: "Elezioni legittime solo se stop blitz Kiev". Le presidenziali ucraine del 25 maggio possono essere legittime solo se Kiev ferma l'operazione militare nel sud-est e lancia un dialogo nazionale, ha detto Dmitri Peskov, portavoce di Putin. "Come ha detto ieri il presidente Putin, l'elezione è un passo nella direzione giusta, ma può essere legittima solo se questa 'operazione punitiva' è fermata e solo se sarà lanciato un dialogo inter-ucraino", ha dichiarato. Parole che, secondo il ministro tedesco Frank-Walter Steinmeier, lasciano intravedere un piccolo segnale di speranza: ''Il linguaggio di Mosca è un po' cambiato. Non c'è fondamento per parlare di fiducia fra le parti, bisogna pensare ai fatti più che alle parole'', ha detto. "Lavoriamo concentrati perché ci siano il 25 maggio le elezioni in Ucraina", ha detto la cancelliera Angela Merkel al forum sull'Europa a Berlino. "Il nostro obbiettivo è che l'Ucraina possa decidere", ha aggiunto. La cancelliera tedesca è preoccupata per la possibile presenza di Putin in Crimea: "La parata militare in Crimea non è una cosa buona. E se Putin parteciperà, questo complicherà le cose", ha detto il ministro degli Esteri tedesco Steinmeier che ha sottolineato che Angela Merkel "ne ha parlato con Putin e che lui ha lasciato la risposta aperta".
Il governo ucraino aveva annunciato che, anche se la consultazione fosse stata rinviata, l'operazione sarebbe andata avanti. "L'operazione antiterrorista andrà avanti indipendentemente dalla decisione presa dai gruppi sovversivi o terroristi nella regione di Donetsk", ha riferito Andriy Parubiy, segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale, parlando con i giornalisti a Kiev. Intanto, il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha detto che non c'è alcun segnale di ritiro delle truppe russe dai confini dell'Ucraina. In alcuni tweet, Rasmussen spiega che "se vedessimo delle prove certe di un ritiro significativo dai confini ucraini, sarei il primo a esserne felice".
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Ma la Russia replica e accusa l'Occidente di rappresentare deliberatamente in modo erroneo la situazione attuale al confine con l'Ucraina. Il ministro della Difesa russo, Anatoly Antonov, ha detto che una squadra di esperti Usa e norvegesi ha compiuto ieri e oggi dei voli di ricognizione sul territorio russo lungo il confine con l'Ucraina e "non ha trovato nessuna attività militare non dichiarata in quelle regioni". "Nei protocolli ufficiali, alla presenza dei funzionari russi, hanno tratto una conclusione, e poi invece pubblicamente diffondono degli stereotipi di propaganda in cui accusano la Russia di violare i suoi obblighi", prosegue Antonov. "Per evitare ulteriori provocazioni abbiamo ritirato dal confine persino le unità tattiche che compiono addestramenti nei poligoni di tiro", ha detto ancora il ministro russo, aggiungendo che l'Ucraina ha dispiegato circa 15mila truppe vicino al confine con la Russia.
Kiev deve pagare gas in anticipo. Il ministero dell'energia russo,
Alexander Novak, ha annunciato che da giugno l'Ucraina dovrà "pagare in anticipo il gas" perché non ha onorato il debito per le forniture precedenti, pari a 2,2 miliardi di dollari per Kiev a 3,4 per Gazprom. In teoria Kiev potrebbe avere a breve i fondi necessari per onorare il debito: il Fondo Monetario Internazionale ha stanziato 17 miliardi di dollari a favore di Kiev, di cui 3,2 con consegna immediata. L'eventuale blocco del gas a Kiev potrebbe avere ripercussioni su tutta l'Europa, Italia compresa, perché dal
suolo ucraino passa il grosso dei gasdotti che riforniscono l'Europa.
Nessun faccia a faccia Obama-Putin. E non si allenta la tensione neanche tra Usa e Russia: alla commemorazione dello sbarco in Normandia non è previsto alcun faccia a faccia tra il presidente americano, Barack Obama, e quello russo, Vladimir Putin, ha precisato la Casa Bianca.
Nuove sanzioni. L'Ue si sta preparando a cambiare "la base legale" delle sanzioni finora comminate per la crisi in Crimea e colpire quindi non solo gli individui e le società a esse collegate, ma anche le compagnie russe che hanno rilevato società e aziende confiscate ed espropriate in Crimea. Sulla questione Ucraina è intervenuto ancora una volta il ministro degli esteri italiano, "Se l'Europa avesse avuto uno sguardo un po' pi lungo nella genesi della questione ucraina oggi avremmo un risultato diverso".
Morto nazionalista rapito da filorussi. Valeri Salo, il leader della regione di Donetsk del gruppo nazionalista ucraino "Prosvita", è stato
trovato morto nella zona di Lugansk, nell'Ucraina orientale. Lo sostiene Radio Svoboda precisando che l'uomo era stato rapito dai filorussi della "Repubblica popolare di Donetsk" e che il cadavere è stato trovato carbonizzato in un'auto data alle fiamme. Non ci sono però conferme ufficiali della notizia.
Kiev: "Dialogo sì, ma non con milizie armate". Le autorità ucraine, ha detto il presidente ad acta Oleksandr Turchinov, sono pronte a discutere sulle vicende dell'est del Paese, ma non con i rappresentanti delle milizie armate, le cosiddette forze di autodifesa: "Siamo pronti a discutere questi temi con i rappresentanti delle amministrazioni locali, gli attivisti pubblici e gli imprenditori delle regioni di Donetsk e Lugansk - ha detto Turchinov -. Tuttavia - ha continuato - gli stati civilizzati usualmente non discute con criminali armati, che hanno le mani sporche di sangue. In base alla legge, devono essere neutralizzati". Turchinov ha anche parlato dell'ipotesi che "coloro che volontariamente rinunceranno alle armi e svuoteranno gli edifici pubblici, nella misura in cui non siano coinvolti in omicidi o in altri gravi crimini", possano accedere a un'amnistia.
Cremlino: "Elezioni legittime solo se stop blitz Kiev". Le presidenziali ucraine del 25 maggio possono essere legittime solo se Kiev ferma l'operazione militare nel sud-est e lancia un dialogo nazionale, ha detto Dmitri Peskov, portavoce di Putin. "Come ha detto ieri il presidente Putin, l'elezione è un passo nella direzione giusta, ma può essere legittima solo se questa 'operazione punitiva' è fermata e solo se sarà lanciato un dialogo inter-ucraino", ha dichiarato. Parole che, secondo il ministro tedesco Frank-Walter Steinmeier, lasciano intravedere un piccolo segnale di speranza: ''Il linguaggio di Mosca è un po' cambiato. Non c'è fondamento per parlare di fiducia fra le parti, bisogna pensare ai fatti più che alle parole'', ha detto. "Lavoriamo concentrati perché ci siano il 25 maggio le elezioni in Ucraina", ha detto la cancelliera Angela Merkel al forum sull'Europa a Berlino. "Il nostro obbiettivo è che l'Ucraina possa decidere", ha aggiunto. La cancelliera tedesca è preoccupata per la possibile presenza di Putin in Crimea: "La parata militare in Crimea non è una cosa buona. E se Putin parteciperà, questo complicherà le cose", ha detto il ministro degli Esteri tedesco Steinmeier che ha sottolineato che Angela Merkel "ne ha parlato con Putin e che lui ha lasciato la risposta aperta".