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Quella cresima celebrata da Parolin, contro il parere del parroco

Sembra farsi strada il nuovo corso di Bergoglio sui sacramenti. Il segretario di Stato ha deciso cresimare un ragazzo affetto da disturbi di apprendimento, ingorando il no del sacerdote. Anche in Sicilia un vescovo ha battezzato un neonato respinto da un prete

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CITTA' DEL VATICANO  -   "I sacramenti vanno dati anche ai marziani, se lo chiedono", ha sostenuto papa Francesco. Ma tra i parroci non tutti la pensano così. Lo dimostra il fatto che qualche giorno fa, il segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin, ha cresimato un giovane affetto da disturbi di apprendimento, "sostituendosi" d'autorità al parroco che per anni si era rifiutato di ammettere il ragazzo al sacramento della Confermazione (così ora si chiama, secondo il nuovo Catechismo della Chiesa cattolica, la vecchia cresima). E' successo domenica scorsa a Schiavon, in provincia di Vicenza, il paese dove Parolin  -  che papa Francesco ha voluto al suo fianco in qualità di segretario di Stato in sostituzione del cardinale Tarcisio Bertone  -  è nato il 17 gennaio 1955 e dove tuttora risiede la sua famiglia d'origine.

Una presa di posizione, quella di Parolin, in linea con le esortazioni di papa Bergoglio che in materia di sacramenti sta invitando insistentemente i parroci ad essere "più aperti, più accoglienti e più misericordiosi". Un caso del tutto simile a quanto avvenuto, qualche anno fa, in Sicilia per iniziativa dell'arcivescovo Giovanni Marra, ex presidente dell'Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica), che quando era titolare della diocesi di Messina battezzò un neonato che era stato respinto da un sacerdote perché figlio di una ragazza madre e senza padre. "Non ebbi nessuna esitazione a battezzare quel bambino, perché  -  è solito spiegare monsignor Marra - creatura innocente, figlio di Dio, a cui non è lecito negare l'accoglienza nella comunità cristiana attraverso il battesimo, al di là delle eventuali colpe o mancanze dei genitori".  

Nella vicenda della cresima negata nella parrocchia di Schiavon non ci sono "colpe" di genitori o prese di posizioni contrarie alla morale cattolica. Ma solo problemi di apprendimento da parte di un giovane parrocchiano. E si deve proprio ai suoi familiari se il cardinale segretario di Stato nei giorni scorso è venuto a conoscenza del lungo braccio di ferro che, ormai da troppo tempo, era in corso tra i genitori del giovane e il parroco del posto, il quale non se la sentiva, evidentemente, di ammettere alla cresima chi  -  a suo giudizio  -  non poteva capire il significato di questo sacramento a causa della sua patologia di apprendimento. Obiezione nettamente respinta dalla famiglia del ragazzo, che hanno sempre ribadito la loro ferma intenzione di far cresimare il loro figlio nella stessa parrocchia dove era stato battezzato 21 anni fa, forti anche del fatto che nel nuovo Codice di Diritto canonico non c'è traccia di un simile divieto in materia di sacramenti. Il cardinale Parolin  -  contrariamente al parroco renitente  -  ha subito accettato di celebrare la Messa nel suo paese e di impartire il sacramento della Confermazione ad un gruppo di ragazzi, tra i quali c'era anche il giovane malato. Per caso, l'intervento del cardinale è avvenuto nello stesso giorno in cui papa Francesco, nella Messa mattutina celebrata nella sua residenza all'Ospizio di Santa Marta ha tenuto una omelia che, indirettamente, ha giustificato l'ammissione alla cresima del ragazzo malato, spiegando  -  dagli Atti degli Apostoli  -  la parabola del Buon Pastore e le parole di San Pietro che, accusato dalla prima comunità cristiana di Gerusalemme di aver battezzato anche non ebrei non circoncisi, rispose "ma chi sono io a rifiutare l'ammissione alla mensa del Signore chi ha già ricevuto lo Spirito Santo direttamente da Dio?". Interrogativo a cui lo stesso papa Francesco rispose lo scorso anno quando, sull'aereo di ritorno dal Brasile, disse "ma chi sono io a rifiutare i sacramenti ad una persona omosessuale che in coscienza cerca Dio? E che ora ha ulteriormente ribadito sostenendo che "non dovremmo negare i sacramenti a nessuno, se richiesti spontaneamente, neppure ai marziani". Lezione pastorale pienamente messa in pratica dal segretario di Stato, il cardinale Parolin, il quale con sapienza episcopale in totale sintonia con Jorge Mario Bergoglio ha impartito la cresima a un ragazzo malato accogliendo senza riserve il desiderio dei suoi genitori.