NEW DELHI - In festa, sorridente. Accolto come un eroe, il sorriso sulle labbra e il braccio sinistro alzato con le dita nel segno della vittoria, il futuro premier indiano, Narendra Modi, è arrivato a New Delhi, e ha cominciato una parata per le strade della capitale. Ad aspettarlo dalle prime ore dell'alba migliaia di sostenitori con bandiere color zafferano e i simboli del partito del Bharatiya Janata Party (Bjp). Al suo passaggio hanno lanciato petali.
Partito dal suo Stato, il Gujarat, Modi è arrivato all'aeroporto di New Delhi poco prima delle 11 ora locale. E' salito a bordo di una jeep e ha cominciato il suo bagno di folla per celebrare la straripante vittoria del suo partito. Giacca azzurra e camicia, Modi ha tenuto aperta la portiera dell'auto per tutto il percorso, si è messo in piedi sul predellino per farsi vedere, ha salutato a lungo la gente. Lui che non ha mai avuto un ufficio a New Delhi, è andato direttamente al quartier generale del suo partito nella capitale, in Ashoka road, nel centro della capitale. Nel pomeriggio incontrerà alcuni parlamentari e poi in serata si trasferirà a Varanasi, la città sacra dell'Uttar Pradesh dove è stato eletto, per una cerimonia religiosa su fiume Gange.
Quelle che si sono concluse ieri sono considerate le più imponenti elezioni della storia, e il partito nazionalista hindu ha conseguito la vittoria più importante degli ultimi 30 anni. Con la maggioranza in Parlamento potranno governare senza alleati di coalizione. "In 60 anni di storia dell'indipendenza indiana, non ho mai visto niente del genere", ha detto il leader nazionalista, che su Twitter ha scritto, "ha vinto l'India, ora arriveranno i giorni positivi".
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Il premier del governo uscente guidato dal partito del Congresso, Manmohan Singh, ha rassegnato oggi le sue dimissioni nelle mani del presidente dell'Unione, Pranab Mukherjee. Il capo dello Stato ha chiesto a Singh di gestire gli affari correnti fino all'assunzione, mercoledì, del nuovo premier. Prima di mettere fine alla sua decennale esperienza di premier, Singh ha riunito per l'ultima volta il consiglio dei ministri che ha approvato un documento di rallegramenti per "l'efficace lavoro" da lui svolto in questi anni. In precedenza si è rivolto agli indiani attraverso un messaggio televisivo in cui ha augurato al governo entrante "ogni successo". Negli ultimi dieci anni, ha sottolineato, "come Paese abbiamo assistito a molti successi e risultati di cui dobbiamo essere fieri. Oggi l'India è una Nazione di gran lunga più forte in ogni aspetto di quello che era un decennio fa". Comunque, ha concluso, "c'è ancora un vasto potenziale di sviluppo latente nel nostro Paese e dobbiamo lavorare sodo tutti insieme per materializzarlo".
La stampa indiana del giorno dopo non risparmia gli aggettivi per sottolineare l'impressionante vittoria di Modi e la contemporanea disfatta del Congresso di Sonia Gandhi. "La tempesta Modi appiattisce il Congresso", titola significativamente in prima pagina The Times of India, a cui fa eco l'Hindustan Times, il quale assicura che "la valanga Modi seppellisce il Congresso". Anche il quotidiano economico Business Standard abbandona per una volta il suo stile distaccato per sostenere che "lo schiacciasassi Modi frantuma il Congresso".
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The Indian Express preferisce l'effetto di una foto di un Modi con le mani giunte e piegato in avanti in un gesto di sottomissione, con due affermazioni del vincitore: "Ho bisogno di dieci anni di governo" e "sarò il mazdoor (operaio infaticabile) n.1". Mail Today anche da spazio a una foto di Modi con il volto sereno e una frase da lui pronunciata che contrasta con l'immagine di duro con cui lo si descrive normalmente: "In politica o in democrazia non ci sono nemici ma solo rivali". Infine The Hindu, che non ha mai manifestato grandi simpatie per il vincitore, titola austero: "Modi primo ministro" e la frase: "Abbiamo la maggioranza, ma abbiamo bisogno di appoggio per amministrare il Paese".
In un editoriale di prima non firmato il quotidiano, ricordando il problema delle minoranze non hindu e dei musulmani ritiene che "Modi deve assicurare che l'idea dell'India come paesaggio inclusivo e pluralista in cui tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge come previsto dalla Costituzione, sia mantenuto in modo coerente e trasparente mentre lui sarà premier".
Partito dal suo Stato, il Gujarat, Modi è arrivato all'aeroporto di New Delhi poco prima delle 11 ora locale. E' salito a bordo di una jeep e ha cominciato il suo bagno di folla per celebrare la straripante vittoria del suo partito. Giacca azzurra e camicia, Modi ha tenuto aperta la portiera dell'auto per tutto il percorso, si è messo in piedi sul predellino per farsi vedere, ha salutato a lungo la gente. Lui che non ha mai avuto un ufficio a New Delhi, è andato direttamente al quartier generale del suo partito nella capitale, in Ashoka road, nel centro della capitale. Nel pomeriggio incontrerà alcuni parlamentari e poi in serata si trasferirà a Varanasi, la città sacra dell'Uttar Pradesh dove è stato eletto, per una cerimonia religiosa su fiume Gange.
Quelle che si sono concluse ieri sono considerate le più imponenti elezioni della storia, e il partito nazionalista hindu ha conseguito la vittoria più importante degli ultimi 30 anni. Con la maggioranza in Parlamento potranno governare senza alleati di coalizione. "In 60 anni di storia dell'indipendenza indiana, non ho mai visto niente del genere", ha detto il leader nazionalista, che su Twitter ha scritto, "ha vinto l'India, ora arriveranno i giorni positivi".
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Il premier del governo uscente guidato dal partito del Congresso, Manmohan Singh, ha rassegnato oggi le sue dimissioni nelle mani del presidente dell'Unione, Pranab Mukherjee. Il capo dello Stato ha chiesto a Singh di gestire gli affari correnti fino all'assunzione, mercoledì, del nuovo premier. Prima di mettere fine alla sua decennale esperienza di premier, Singh ha riunito per l'ultima volta il consiglio dei ministri che ha approvato un documento di rallegramenti per "l'efficace lavoro" da lui svolto in questi anni. In precedenza si è rivolto agli indiani attraverso un messaggio televisivo in cui ha augurato al governo entrante "ogni successo". Negli ultimi dieci anni, ha sottolineato, "come Paese abbiamo assistito a molti successi e risultati di cui dobbiamo essere fieri. Oggi l'India è una Nazione di gran lunga più forte in ogni aspetto di quello che era un decennio fa". Comunque, ha concluso, "c'è ancora un vasto potenziale di sviluppo latente nel nostro Paese e dobbiamo lavorare sodo tutti insieme per materializzarlo".
La stampa indiana del giorno dopo non risparmia gli aggettivi per sottolineare l'impressionante vittoria di Modi e la contemporanea disfatta del Congresso di Sonia Gandhi. "La tempesta Modi appiattisce il Congresso", titola significativamente in prima pagina The Times of India, a cui fa eco l'Hindustan Times, il quale assicura che "la valanga Modi seppellisce il Congresso". Anche il quotidiano economico Business Standard abbandona per una volta il suo stile distaccato per sostenere che "lo schiacciasassi Modi frantuma il Congresso".
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The Indian Express preferisce l'effetto di una foto di un Modi con le mani giunte e piegato in avanti in un gesto di sottomissione, con due affermazioni del vincitore: "Ho bisogno di dieci anni di governo" e "sarò il mazdoor (operaio infaticabile) n.1". Mail Today anche da spazio a una foto di Modi con il volto sereno e una frase da lui pronunciata che contrasta con l'immagine di duro con cui lo si descrive normalmente: "In politica o in democrazia non ci sono nemici ma solo rivali". Infine The Hindu, che non ha mai manifestato grandi simpatie per il vincitore, titola austero: "Modi primo ministro" e la frase: "Abbiamo la maggioranza, ma abbiamo bisogno di appoggio per amministrare il Paese".
In un editoriale di prima non firmato il quotidiano, ricordando il problema delle minoranze non hindu e dei musulmani ritiene che "Modi deve assicurare che l'idea dell'India come paesaggio inclusivo e pluralista in cui tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge come previsto dalla Costituzione, sia mantenuto in modo coerente e trasparente mentre lui sarà premier".