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India, la disfida di Twitter: il governo uscente si porta via i follower, il nuovo premier protesta

La decisione di Singh di rimuovere tutti gli utenti che seguivano l'account ufficiale del governo e "congelarli" suscita polemica. Il nuovo premier Modi: "Quello è un bene digitale nazionale, ci vuole continuità"
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A chi appartiene l'account Twitter di un governo? Al politico di turno che ha guidato quel Paese, o all'intera comunità e dunque a un'entità non personificabile? Il contenzioso sulla "proprietà" dei follower non è nuovo per un social network come Twitter che si basa molto sulla capacità e l'abilità degli utenti di attrarre attenzione e seguito. Ma non è cosa di tutti i giorni che uno scontro di questo tipo coinvolga un governo uscente e uno entrante, e nel caso specifico governi di uno dei più grandi Paesi del mondo.

E' accaduto in India, dove il governo uscente di Manmohan Singh ha trasferito tutti i follower dell'account PMOIndia (prime minister of India) in un account "dormiente", @PMOIndiaArchive. Si tratta di 1.24 milioni di persone, cui Singh non ha offerto grandi contributi in termini di tweet ma che tuttavia seguivano l'ufficio del primo ministro fedelmente. Sconfitto nelle ultime elezioni da leader naz…
A chi appartiene l'account Twitter di un governo? Al politico di turno che ha guidato quel Paese, o all'intera comunità e dunque a un'entità non personificabile? Il contenzioso sulla "proprietà" dei follower non è nuovo per un social network come Twitter che si basa molto sulla capacità e l'abilità degli utenti di attrarre attenzione e seguito. Ma non è cosa di tutti i giorni che uno scontro di questo tipo coinvolga un governo uscente e uno entrante, e nel caso specifico governi di uno dei più grandi Paesi del mondo.

E' accaduto in India, dove il governo uscente di Manmohan Singh ha trasferito tutti i follower dell'account PMOIndia (prime minister of India) in un account "dormiente", @PMOIndiaArchive. Si tratta di 1.24 milioni di persone, cui Singh non ha offerto grandi contributi in termini di tweet ma che tuttavia seguivano l'ufficio del primo ministro fedelmente. Sconfitto nelle ultime elezioni da leader nazionalista Modi, Singh lascia ai successori l'onere di costruire una nuova audience ed elimina di fatto un patrimonio di costruzione della comunità sociale del governo. Il partito di Modi, però, non l'ha presa bene e proprio su Twitter ha reagito accusando i predecessori di "comportamento scortese, non etico, illegale" nelle modalità di gestione dell'asset digitale: "La continuità della gestione del governo e dei suoi beni è sancita dalla Costituzione indiana. L'account @PMOIndia è un bene digitale nazionale".


E poi si augura che prevalga il buon senso e che le procedure di archiviazione seguano vie legali.

Il tema è nuovo e non di così facile gestione per un mezzo di comunicazione relativamente giovane e di importanza dirompente rispetto all'esperienza d'uso che i comunicatori politici ne hanno potuto fare. Nel caso dell'account di Palazzo Chigi i cambi di governo non hanno portato alcuna modifica. Indicativo invece fu il caso del governo britannico: quando David Cameron arrivò a Downing Street, il nome dell'account ufficiale cambiò da DowningStreet a
Number10gov ma i follower vennero  mantenuti mentre molta più enfasi si dava all'account personale di David Cameron, a indicazione che il mezzo funziona sicuramente meglio se a comunicare è una persona fisica e riconoscibile che non un un'istituzione. Molto significativo in questo senso il caso di un'istituzione che si identifica in una persona, come quello del Papa. Quando Benedetto XVI si dimise, tutti i suoi tweet vennero eliminati dall'account e trasferiti - con metodi di archiviazione che Twitter fornisce - in una pagina dedicata. Il nuovo Papa twitta molto, e di certo lascerà al suo successore un'eredità di milioni di follower.