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(ansa)

Thailandia, l'esercito proclama la legge marziale. Truppe in strada a Bangkok, censurati i media

I militari assumono il controllo della sicurezza dopo le violenze seguite alla destituzione di Yingluck Shinawatra. "Non è un golpe, ora parti politiche si parlino" ha annunciato il capo di Stato maggiore Prayuth Chan-ocha. Il primo ministro ad interim: "Sia rispettata la Costituzione". E propone elezioni il 3 agosto

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BANGKOK  - L'esercito thailandese ha decretato la legge marziale nel Paese asiatico, al centro di nuove proteste e disordini dopo la recente destituzione della premier Yingluck Shinawatra. Mettendo in pratica quanto minacciato la settimana scorsa a seguito di un attentato costato a Bangkok tre morti e una ventina di feriti: intervenire "con tutte le forze" se la crisi politica non fosse rientrata, come aveva avvertito il capo di Stato Maggiore, il generale Prayuth Chan-ocha.

Dopo i 28 morti e le centinaia di feriti degli ultimi scontri di piazza, i militari si sono dispiegati per le strade del centro di Bangkok, in particolare nei quartieri commerciali, alberghieri e nelle vicinanze delle stazioni tv. Il generale Prayuth Chan-ocha ha spiegato che la legge marziale resterà in vigore fino a quando non torneranno a regnare pace e ordine e ha invitato i gruppi politici rivali a parlarsi "per trovare una via d'uscita" per il Paese.

Ai dimostranti dei due schieramenti, il capo dell'esercito ha fatto sapere che possono rimanere nei loro luoghi di protesta, a patto che si comportino in maniera pacifica e smettano di marciare. Il leader degli antigovernativi, Suthep Thaugsuban, ha consegnato un mazzo di fiori agli ufficiali dell'esercito dispiegati nella sede del governo a Bangkok e i suoi sostenitori hanno lasciato la struttura, occupata una settimana fa. Poi, in un discorso, ha affermato che la battaglia per abbattere il clan Shinawatra continua. "La legge marziale non danneggia la nostra sollevazione civile. Manteniamo il diritto di dimostrare contro il governo dei tiranni".

Il capo dell'esercito ha motivato l'intervento dei militari con la necessità di salvaguardare anche la fiducia degli investitori, messa alla prova da oltre sei mesi di instabilità politica e conseguente crisi economica. Ma la reazione dei mercati alla legge marziale non è stata positiva: pesanti perdite alla Borsa di Bangkok e moneta, il bath, decisamente traballante.

Il primo ministro thailandese ad Interim, Niwattumrong Boonsongpaisan, ha annunciato che avrà un colloquio con il generale Prayuth Chan-ocha "il prima possibile" e si è rivolto all'esercito chiedendogli di agire nel rispetto della Costituzione. "Ogni azione deve seguire un percorso di pace, senza violenze, discriminazioni e nel rispetto della legge", è scritto in un comunicato.

Il premier ha inoltre proposto alla Commissione elettorale la data del 3 agosto per convocare le elezioni e mettere fine alle proteste che vanno avanti da sei mesi. Niwatthamrong ha auspicato che la data possa essere confermata dalla Commissione elettorale e che il re possa emanare il decreto già la prossima settimana. E ha aggiunto: "Il governo "avvierà le riforme già prima delle elezioni".
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Il capo dell'esercito ha decretato anche la censura dei media. "E' fatto divieto a tutti i media di riportare o diffondere notizie o immagini dannose per l'interesse nazionale", secondo una dichiarazione su tutti i canali tv e radio. Tolte le antenne a dieci canali televisivi accusati di "distorcere l'informazione" e "aggravare il conflitto". Tra le tv sanzionate, il canale satellitare BlueSky vicino all'opposizione e i pro-governativi AsiaUpdate e Udd.

Le forze armate - secondo una tv da loro controllata - negano che la legge marziale sia la premessa di un nuovo colpo di stato (dal 1932, anno del passaggio dalla monarchia assoluta alla monarchia costituzionale, i militari sono stati all'origine di 18 colpi di stato in Thailandia). Per il momento, la vita quotidiana procede in un clima di quasi normalità: le scuole, le aziende e i siti turistici hanno aperto regolarmente.

Il ministro della Giustizia, Chaikasem Nitisiri, ha detto ad Associated Press che l'esercito non ha consultato il premier prima di dichiarare la legge marziale, ma ha sottolineato che l'esecutivo continua a governare. "Le questioni di sicurezza saranno gestite esclusivamente dalle forze armate e dipende da loro se la situazione si intensificherà o si risolverà. Non c'è nessun motivo di panico".
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Un altro esponente del governo, il ministro dell'Istruzione Chaturon Chaisang, su Facebook ha avvertito: "La legge marziale non è una risposta giusta ai problemi del Paese e potrebbe alla fine svilupparsi in maniera vertiginosa in una situazione in cui l'esercito non avrà altra scelta se non organizzare un colpo di Stato". Chaisang ha affermato che in Thailandia i problemi sono "fondamentalmente politici" e "devono essere risolti tramite processi politici democratici e non con misure militari o di sicurezza".

L'ultimo putsch militare nel Paese risale al 2006, quando le forze armate intervennero direttamente per rovesciare l'allora primo ministro, il controverso magnate Thaksin Shinawatra. Dal suo auto-esilio, Thaksin è poi rimasto il finanziatore del partito di governo. Sua sorella Yingluck, diventata a sua volta premier nel 2011 tra sanguinosi scontri tra "camicie rosse" ed esercito, è stata destituita due settimane fa dalla Corte costituzionale per abuso di potere, in quello che i suoi sostenitori considerano un "golpe giudiziario".

Nel frattempo non demorde neppure la protesta degli oppositori del magnate, in corso da novembre con l'obiettivo di "estirpare il regime Shinawatra" e che da mesi chiede un governo di suo gradimento nominato dal Senato, senza nascondere simpatie monarchiche e per le forze armate.

Da parte sua, l'ambasciata d'Italia a Bangkok ha raccomandato "cautela" ai connazionali ora presenti nella capitale thailandese. "Benché lo scontro ideologico e politico interno non abbia alcuna connotazione xenofoba", si legge in un comunicato pubblicato sul sito dell'ambasciata, "ai residenti e ai turisti si raccomanda cautela e si invitano i connazionali presenti a Bangkok a mantenersi lontani da ogni tipo di assembramento".