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Ucraina, chiusa campagna elettorale tra le violenze. Putin, voto irregolare ma lo rispetteremo

(ansa)
Domenica un voto decisivo per il Paese. Favorito il 're del cioccolato' Petro Poroshenko. Il presidente russo: a Kiev un golpe sostenuto dagli Stati Uniti
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KIEV - Si è chiusa in Ucraina una campagna elettorale caratterizzata da molte violenze, in vista del voto di domenica, decisivo per il futuro del Paese minacciato dal vicino russo che ha già preso il controllo della penisola di Crimea. Vladimir Putin ha aperto uno spiraglio di dialogo con le autorità di Kiev. Il leader del Cremlino ha dichiarato che Mosca "rispetterà la scelta del popolo ucraino" alle presidenziali di domenica e lavorerà col capo di Stato eletto. Ma il presidente russo non ha mancato di ribadire che le condizioni in cui si svolgeranno le presidenziali non rispettano gli standard internazionali, perchè nel Paese vicino - ha tuonato - è "in corso una guerra civile senza quartiere".

Quello lanciato da Putin al forum economico di San Pietroburgo resta in ogni modo un messaggio di distensione che potrebbe contribuire a una de-escalation delle violenze che sconvolgono l'est dell'Ucraina, teatro di combattimenti ormai quotidiani tra le truppe fedeli a Kiev e gli insorti filorussi: violenze che hanno fatto anche oggi un numero imprecisato di morti.

Gli Stati Uniti non sembrano però fidarsi del tutto delle parole del leader del Cremlino, e il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha precisato che Washington "accoglierebbe volentieri un segno che mostri che la Russia accetterà i risultati di elezioni libere, democratiche e giuste in Ucraina". L'uso del condizionale la dice lunga sulle perplessità americane.

Del resto, Putin sembra sì tendere la mano all'Ucraina e ai suoi alleati occidentali, ma allo stesso tempo non manca di lanciare avvertimenti tutt'altro che concilianti: le sanzioni occidentali contro la Russia per la crisi ucraina - ha ammonito il presidente russo di fronte agli investitori - avranno un "effetto boomerang" sui Paesi che le impongono.

Mentre per quanto riguarda la questione dei pagamenti del gas russo da parte di Kiev, ha detto di non aver ancora ricevuto alcuna risposta da parte dell'Ue. E i tempi stringono, perchè Mosca chiede all'Ucraina - da cui passa circa la metà del gas russo diretto in Europa - di pagare in anticipo e minaccia di chiudere i rubinetti del metano il 3 giugno se non riceverà 1,66 miliardi di dollari per il prossimo mese. Putin è inoltre tornato a dire che il deposto presidente ucraino Viktor Ianukovich andrebbe considerato tuttora come il legittimo capo di Stato, e ha bollato la rivolta di Maidan in cui questi ha perduto il potere come "un golpe" sostenuto dai "nostri amici americani".

A far sperare in un futuro miglioramento delle relazioni tra Mosca e Kiev ci sono peraltro i sondaggi elettorali, che danno come grande favorito il 're del cioccolato' Petro Poroshenko, un oligarca filo-occidentale, ma pragmatico: a tutti gli effetti un uomo d'affari prestato alla politica, e sicuramente capace di raggiungere una tregua con Putin più di altri candidati del fronte di Maidan. Poroshenko potrebbe stravincere ed essere eletto già domenica al primo turno, altrimenti dovrà aspettare il 15 giugno per il possibile ballottaggio. Ma mentre la campagna elettorale si chiude, appare sempre più in dubbio il voto nelle regioni "separatiste" di Donetsk e Lugansk, cuore minerario del Paese, dove i filorussi controllano ormai quasi i due terzi delle locali commissioni elettorali distrettuali, e cioè ben 20 su 34.

Ancora scontri.  È intanto salito a 18 il numero dei soldati dell'esercito ucraino morti nell'attacco di ieri mattina contro un posto di blocco vicino a Volnovakha, nella regione di Donetsk. Lo fa sapere un ufficiale dell'esercito di Kiev, secondo quanto riporta Interfax Ukraine. Il bilancio è stato aggiornato dopo che due militari sono morti nelle prime ore di oggi a causa delle ferite che avevano riportato.

Ucciso capo milizie filorusse - Un leader delle milizie separatiste è stato invece ucciso da un commando di paramilitari sostenuto dal candidato presidenziale nazionalista Oleg Liashko in un blitz in un edificio governativo a Torez nella provincia di Donetsk. Il politico ha rivendicato l'azione su Facebook. L'attacco è avvenuto nel primo pomeriggio, quando cinque uomini armati e completamente vestiti di nero hanno fatto irruzione nel municipio della città dell'Ucraina orientale e si sono diretti con passo sicuro in un ufficio al primo piano, dove hanno aperto il fuoco con i kalashnikov. In una foto pubblicata dal Kyiv Post, testata in lingua inglese, si vede la vittima, Roman, di 34 anni, che giace sul pavimento sotto il tricolore dell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk.

In gravissime condizioni è ricoverato l'altro militante che si trovava nell'ufficio, un giovane di 25 anni. Il candidato presidente Oleg Liashko, deputato nazionalista e leader del partito radicale, ha rivendicato l'azione su Facebook: "Soldati del battaglione Liashko 'Ucraina' - ha scritto - hanno ripulito e liberato dai 'Colorados' l'edificio di governo di Torez, nella regione di Donetsk. Due terroristi sono stati uccisi - conclude il politico - mentre tra i nostri uomini non ci sono stati feriti. Gloria all'Ucraina!".