BRUXELLES - Le vittime ora sono quattro. E' morto anche l'uomo ferito gravemente ieri nell'attentato al museo ebraico di Bruxelles: si tratta di un giovane belga di 25 anni, impiegato del museo. Le indagini proseguono a tutto campo: dopo l'interrogatorio dell'uomo fermato ieri e per ora considerato solo un testimone, la polizia belga ha diffuso tre filmati dell'attentato di ieri. Nel primo video si vede l'uomo con un cappellino in testa, una camicia azzurra e due borse a tracolla ripreso in via des Minimes, la strada dove si trova il museo. Sono le 15.27 e 43 secondi. La telecamera del museo riprende l'uomo di fronte all'ingresso, estrae un fucile d'assalto kalashnikov, prende la mira e spara due rapide raffiche. Poi mette via il fucile nella borsa e scappa. Alle 15.29 ripassa sotto la stessa telecamera correndo via.
Gli investigatori si dicono certi che ad aver agito è stato "un solo uomo, armato e ben preparato", ha confermato il portavoce della procura di Bruxelles in una conferenza stampa, che le autorità contano di identificare con l'aiuto dei cittadini, grazie a un video che verrà diffuso con una descrizione del ricercato.
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Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu si è lamentato che nessuno leader europeo, ad eccezione del premier belga, Elio Di Rupo, gli abbia telefonato dopo l'attentato che a suo giudizio riflette "un aumento dell'antisemitismo" in Europa. Secondo un comunicato diffuso dal suo ufficio e che dà conto della conversazione tre i due leader di governo, Netanyahu si è lamentato con Di Rupo di essere stato "fino a questo momento l'unico leader europeo" che gli avesse telefonato. "Sono molto preoccupato di questo aumento dell'antisemitismo in Europa: bisogna adottare una 'tolleranza zero' contro questa tendenza che insidia gli ebrei nei vostri Stati", ha aggiunto il premier israeliano nella conversazione.
Ancora non è stato ancora fornito un motivo per gli omicidi. Il governo ha fatto sapere che quello che è successo ieri ha le caratteristiche di un attacco antisemita, ma per gli inquirenti, al momento, tutte le piste rimangono aperte.
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Per quanto riguarda le vittime, il portavoce del ministero israeliano degli Affari esteri ha fatto sapere si tratta di una coppia di turisti israeliani arrivati in Belgio per turismo: secondo l'Ansa si tratta di Emanuel e Miriam Riva di circa cinquant'anni residenti a Tel Aviv. La terza persona deceduta è una donna frances, volontaria del museo, mentre la quarta è l'uomo ferito gravemente ieri e morto oggi. Yvan Mayeur, sindaco della capitale belga, ha spiegato che si tratta di un impiegato del museo addetto all'accoglienza. Le sue condizioni sono state definite dal primo cittadino "estremamente critiche".
Per il rabbino della capitale belga, Abraham Ghighi, l'attentato "è un attacco chiaramente antisemita, ma anche un attacco alla democrazia in Europa in generale e in Belgio in particolare", ha detto il religioso a radio Gerusalemme. Secondo il rabbino è probabile che l'attentatore abbia cercato fra l'altro di influenzare l'esito delle elezioni europee e locali, in Belgio. "Noi temiamo che gli estremisti escano rafforzati nel parlamento europeo", ha rilevato il rabbino. La sua comunità è adesso "sconvolta". Già da tempo, ha aggiunto, gli ebrei in Belgio "evitano di ostentare la 'kippa' (copricapo, ndr). Le nostre sinagoghe e le nostre scuole sono sotto costante protezione".
Da parte della comunità musulmana locale il rabbino Ghighi - che è originario del Marocco e che parla l'arabo - ha intanto ricevuto numerosi messaggi di solidarietà. "Abbiamo relazioni eccellenti", ha precisato. L'attentato ha suscitato l'unanime condanna della diplomazia internazionale.
Gli investigatori si dicono certi che ad aver agito è stato "un solo uomo, armato e ben preparato", ha confermato il portavoce della procura di Bruxelles in una conferenza stampa, che le autorità contano di identificare con l'aiuto dei cittadini, grazie a un video che verrà diffuso con una descrizione del ricercato.
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Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu si è lamentato che nessuno leader europeo, ad eccezione del premier belga, Elio Di Rupo, gli abbia telefonato dopo l'attentato che a suo giudizio riflette "un aumento dell'antisemitismo" in Europa. Secondo un comunicato diffuso dal suo ufficio e che dà conto della conversazione tre i due leader di governo, Netanyahu si è lamentato con Di Rupo di essere stato "fino a questo momento l'unico leader europeo" che gli avesse telefonato. "Sono molto preoccupato di questo aumento dell'antisemitismo in Europa: bisogna adottare una 'tolleranza zero' contro questa tendenza che insidia gli ebrei nei vostri Stati", ha aggiunto il premier israeliano nella conversazione.
Ancora non è stato ancora fornito un motivo per gli omicidi. Il governo ha fatto sapere che quello che è successo ieri ha le caratteristiche di un attacco antisemita, ma per gli inquirenti, al momento, tutte le piste rimangono aperte.
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Per quanto riguarda le vittime, il portavoce del ministero israeliano degli Affari esteri ha fatto sapere si tratta di una coppia di turisti israeliani arrivati in Belgio per turismo: secondo l'Ansa si tratta di Emanuel e Miriam Riva di circa cinquant'anni residenti a Tel Aviv. La terza persona deceduta è una donna frances, volontaria del museo, mentre la quarta è l'uomo ferito gravemente ieri e morto oggi. Yvan Mayeur, sindaco della capitale belga, ha spiegato che si tratta di un impiegato del museo addetto all'accoglienza. Le sue condizioni sono state definite dal primo cittadino "estremamente critiche".
Per il rabbino della capitale belga, Abraham Ghighi, l'attentato "è un attacco chiaramente antisemita, ma anche un attacco alla democrazia in Europa in generale e in Belgio in particolare", ha detto il religioso a radio Gerusalemme. Secondo il rabbino è probabile che l'attentatore abbia cercato fra l'altro di influenzare l'esito delle elezioni europee e locali, in Belgio. "Noi temiamo che gli estremisti escano rafforzati nel parlamento europeo", ha rilevato il rabbino. La sua comunità è adesso "sconvolta". Già da tempo, ha aggiunto, gli ebrei in Belgio "evitano di ostentare la 'kippa' (copricapo, ndr). Le nostre sinagoghe e le nostre scuole sono sotto costante protezione".
Da parte della comunità musulmana locale il rabbino Ghighi - che è originario del Marocco e che parla l'arabo - ha intanto ricevuto numerosi messaggi di solidarietà. "Abbiamo relazioni eccellenti", ha precisato. L'attentato ha suscitato l'unanime condanna della diplomazia internazionale.